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Tutto quello che c’è sa sapere sulla Nuova Prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI)

Tutto quello che c’è sa sapere sulla Nuova Prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI)

La Nuova Prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) (istituita con il Decreto Legislativo n. 22/2015 -in attuazione della Legge n. 183/2014 «Jobs Act»-) rappresenta attualmente la tutela generale assicurativa nei casi di disoccupazione involontaria.

In quali ipotesi viene riconosciuta la NASpI?

La NASpI viene riconosciuta a coloro che hanno perso la propria occupazione per estinzione del rapporto di lavoro nei casi di licenziamento individuale, dimissioni per giusta causa e risoluzione consensuale del rapporto di lavoro (in quest’ultimo caso solo se tale risoluzione consensuale è avvenuta all’interno della procedura di cui all’art. 7 Legge n. 604/1966 -dunque licenziamento per giustificato motivo oggettivo in imprese con requisiti dimensionali superiori a quelli indicati nell’art. 18, ottavo comma, dello Statuto dei Lavoratori). In altre parole, deve trattarsi di casi di disoccupazione involontaria.

Onde evitare possibile dubbi, si rileva che la NASpI è riconosciuta anche nell’ipotesi di licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione di cui all’art. 6, primo comma, del Decreto Legislativo n. 23/2015 (applicabile ai contratti di lavoro stipulati dopo il 7 marzo 2015 e sottoposti alla nuova disciplina). Infatti, si tratta sempre di un caso di disoccupazione involontaria, in quanto in questa ipotesi il dipendente viene comunque licenziato. Solo successivamente datore di lavoro e ex dipendente raggiungono un accordo al fine di evitare il giudizio.

Sono alla ricerca della prima occupazione? Posso richiedere la NASpI?

No, la NASpI è riconosciuta unicamente a favore di coloro che hanno precedentemente perso l’attività lavorativa e non a chi è in cerca di prima occupazione.

Che rapporto sussiste tra l’indennità di mobilità e la NASpI?

Dal 2017 la NASpI sostituirà l’indennità di mobilità. Dunque, dal prossimo anno, la NASpI interverrà non solo in caso di disoccupazione conseguente a un licenziamento individuale, ma anche nell’ipotesi di perdita dell’occupazione dovuta a un licenziamento collettivo.

Quali lavoratori possono richiedere la NASpI?

La NASpI può essere richiesta da tutti i lavoratori subordinati sia con contratto a tempo indeterminato che determinato, inclusi gli apprendisti e i soci-lavoratori di cooperative. Sono escluse solamente le due seguenti grandi categorie di lavoratori: i dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato e gli operai agricoli (a termine o a tempo indeterminato), a cui continuano ad applicarsi le normative speciali di settore (art. 2 Decreto Legislativo n. 22/2015).

Diritto del Lavoro, a cura dell’Avv. Gianluca Teat

Quali sono i requisiti lavorativi/contributivi per poter accedere al trattamento NASpI?

Oltre alla perdita involontaria dell’occupazione, è necessario che il lavoratore che richiede l’indennità NASpI possieda i due seguenti requisiti:
1) possa far valere, nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno 13 settimane di contribuzione;
2) possa far valere almeno 30 giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione (art. 3 Decreto Legislativo n. 22/2015).

Per quanto tempo dura tale indennità di disoccupazione?

La regola generale è che la durata dell’indennità è pari alla metà delle settimane coperte da contribuzione degli ultimi 4 anni. Dal 2017 il termine massimo di durata sarà pari a 78 settimane (art. 5 Decreto Legislativo n. 22/2015).
Esempio: se negli ultimi 4 anni il dipendente Tizio ha lavorato per 192 settimane (coperte da contribuzione), egli avrà diritto a 96 settimane di copertura assicurativa NASpI.

A quanto ammonta tale indennità di disoccupazione?

La NASpI eroga un’indennità mensile di disoccupazione pari al 75% della retribuzione mensile persa in conseguenza della fine del rapporto di lavoro maggiorata di una somma aggiuntiva in caso di retribuzioni superiori a 1.195 Euro. In ogni caso l’ammontare massimo della NASpI è di 1300 Euro (per il 2015) (art. 4 Decreto Legislativo n. 22/2015).

Come e dove si presenta la domanda per ottenere l’indennità di disoccupazione NASpI?

La domanda per il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione NASpI deve essere presentata all’INPS in via telematica in uno dei seguenti modi:
1) internet, mediante i servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’INPS;
2) per via telefonica attraverso il Centro di Contatto Integrato INPS – INAIL (numeri verdi consultabili sul sito INPS);
3) attraverso i servizi telematici offerti dagli Enti di Patronato (scelta vivamente consigliabile).

Esiste un termine entro cui proporre tale domanda?

Sì, la domanda deve essere presentata in uno dei modi sopra indicati entro il termine di decadenza di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro (art. 6 Decreto Legislativo n. 22/2015). Decorso tale periodo, l’INPS può legittimamente rigettare una domanda tardiva di riconoscimento dell’indennità di disoccupazione NASpI.

Questi sono, in estrema sintesi, tutti gli aspetti più importanti che devono essere conosciuti in materia di NASpI.

gianluca teat avvocato lavoro

Avv. Gianluca Teat

Potete contattarmi anche via e-mail avv.gianluca.teat@gmail.com o interagire con il mio profilo Facebook Avv. Gianluca Teat

01/05/2016

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Data prima pubblicazione della notizia:

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