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mercoledì 28 Luglio 2021

Il ‘Tocheton’, il pezzo più grande del Campanile crollato, per i 1600 anni di Venezia

HomeCampanile di San MarcoIl 'Tocheton', il pezzo più grande del Campanile crollato, per i 1600 anni di Venezia

Venezia conserva ancora, a 119 anni dalla caduta del Campanile di San Marco, un grande frammento del suo “paròn de casa”, il ‘padrone di casa’ che crollò il 14 luglio 1902.
E’ stato rivelato oggi all’interno di un giardino a palazzo Berlandis, edificio di fine 1500 nel sestiere di Dorsoduro, Si tratta del “Tochetòn” – il “pezzettone” – di un angolo inferiore del manufatto, del peso di oltre 4 tonnellate.
A riproporlo al pubblico è stata un’iniziativa di Vittorio Baroni, autore del progetto “El Paron de Casa” nell’ambito delle celebrazioni per i 1600 anni di fondazione della città lagunare.
La storia del “Tochetòn” inizia dopo il crollo del 1902 e ha come protagonista Salvatore Arbib, ebreo di famiglia tripolina trasferitasi nella città lagunare, con casa a palazzo Berlandis.
Mentre la maggior parte delle macerie venne inabissata al largo del Lido, Arbib decise di portare nel giardino il grande pezzo del Campanile, con incastonati pezzi di antica fattezza.

 

 

In più parti sono ancora evidenti le tracce scolpite con le sue iniziali e il simbolo di famiglia.
Dopo la morte di Salvatore la proprietà venne divisa in parti.
Il giardino diventò una piantagione di fagioli, poi venne venduto alla famiglia Bognolo. L’erede Abramo Albert Naum, figlio di Matilde Arbib, volle inserire una clausola che riservava la proprietà del “Tocheton” al nipote dell’antiquario.
Il grande frammento è così conservato da 119 anni nello spazio verde privato di Dorsoduro e, ancora oggi, una parte del giardino è coltivata ad orto e frutteto.

 

 

Il progetto culturale ed educativo “El Paron de Casa”, come ha spiegato oggi Lorenzo Calvelli, docente associato di Storia romana dell’Università Ca’ Foscari, partner del progetto, “coniuga archeologia, storia in senso stretto, epigrafi ma anche storia sociale e culturale di un simbolo di identità della comunità veneziana”.

Tra i presenti all’evento di stamani anche l’archeologa Sara Bini, della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, i proprietari del giardino e la presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano.

Nuovi ritrovamenti di mattoni della vecchia struttura erano riemersi negli scorsi mesi al Lido.

In due anni il progetto prevede 12 iniziative realizzate nell’ambito dei 1600 anni dalla Fondazione di Venezia e i 110 anni (1912-2022) dall’inaugurazione del campanile di San Marco riedificato.

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