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mercoledì 20 Ottobre 2021

Storia di sesso e amore tra conosciuti in chat finisce in tribunale

HomeLa denunciaStoria di sesso e amore tra conosciuti in chat finisce in tribunale

Storia di sesso e amore, a guardar bene, tra sconosciuti, complice la rete.
Una storia dai risvolti penosi, come tante altre nate allo stesso modo, con personaggi fittizi, illusioni, e con finale a sorpresa.
Che cosa spinge una donna a intraprendere una relazione con uno sconosciuto emerso da una piattaforma social, ad affidarsi e a trasformarlo nel ’suo’ principe?
Forse la solitudine, il bisogno di vivere una relazione significativa con qualcuno, anche se dell’uomo che si è offerto dai Social, non si conosce nulla, le informazioni scambiate su whatsapp, sembrano sufficienti e necessarie per scegliere di vivere un sogno.
L’illusione prende corpo quando i due si incontrano, magari a Venezia o in altre belle città italiane.
Il sogno cresce quando dimorano in alberghi di lusso e cenano nei ristoranti più rinomati, e poco importa, perché la donna lo scoprirà più avanti, che il principe è un rospo bugiardo e con la lingua velenosa.
Il principe, cinquantenne dice alla sua amata, quarantenne, di vivere a Torino, di essere un architetto e si spinge a dichiararle di volerla sposare.
Sembrava che tutto filasse per il meglio, la donna non sapeva che quell’uomo e il suo doppio, convivevano tranquilli, nel triste gioco dell’inganno a carico di chi, con fiducia, si era fidato di lui.

È stata la nostalgia, questa volta, a far luce, a mettere a fuoco l’inconsistenza della chimera, che come sappiamo, nella mitologia greca era un mostro, un’incarnazione di forze distruttrici.
E la burrasca è arrivata gelida sulla testa della donna, che dal Veneto ha preso il treno e ha raggiunto Torino, convinta di fare una bella sorpresa al suo amato, e che, sgomenta, ha dovuto prendere atto che non esisteva nessun studio di architettura, all’indirizzo inventato, nessuno conosceva l’uomo nato dal clic di una tastiera.
Chi era quell’uomo? Uno, nessuno, centomila, come un personaggio pirandelliano, incapace di realizzare la propria identità, che si prende gioco di una donna, che mente, sapendo di mentire.
La quarantenne, pur ferita e arrabbiata, cerca l’uomo ad Asti, città dove in realtà vive, apprende che non è scapolo e chiede spiegazioni, non si dà pace, vuole capire.
Forse un filo di speranza ancora la sostiene, ma si spezza inesorabilmente, quando il rospo, questa volta uscito dallo stagno, la minaccia: “Farò vedere a tuo figlio le foto ‘intime’…”.
Il castello di sabbia si sbriciola ed è spazzato via dal vento. Ora è tempo di riscatto.

L’uomo è stato denunciato e, rinviato a giudizio dopo l’udienza preliminare, dovrà rispondere del reato di violenza sessuale, in prima udienza, a gennaio.
Questa vicenda, assomiglia purtroppo a tante altre situazioni sgradevoli nate da incontri virtuali, che evidentemente annoverano esigenze che la psicologia, gli specialisti in relazioni umane, potrebbero spiegare e che sono soggette, soprattutto a svantaggio delle donne, a profonde delusioni.
Andreina Corso
08/10/2021

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Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Cura gli approfondimenti, è giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.

Data prima pubblicazione della notizia:

La discussione è aperta: una persona ha già commentato

  1. …ma quale violenza sessuale: hanno fatto l’amore e basta! Nessuno l’ha forzata, e faceva comodo anche a lei, come le faceva comodo la vita lussuosa tra alberghi e ristoranti!
    Basta con questi pretesti per accusare ingiustamente gli uomini di violenza sessuale magari per aver solo guardato ed apprezzato i seni di una donna (che li mette magari bene in mostra, ma non si capisce perchè)!
    Volevo vedere se rea un operaio in subappalto della Fincantieri se si “innamorava” e si concedeva così…
    Si parla di rospo ma non si parla di streghe, di tante donne che fanno anche di peggio con l’amante pur essendo sposate, attivando anche a far uccidere il marito!
    Certo non è stato onesto da parte sua, ma anche lei, fidarsi di internet a quarant’anni con quello che c’è in rete (io la oscurerei)
    Di bugiardi ce ne sono tutti i giorni, a cominciare di truffatori che pullulano in Italia senza che facciano un giorno di galera per aver mentito, o peggio, truffato. L’obiettivo in questo caso è diverso, conquistare un’alta donna, in base all’istinto scritto nel DNA dell’uomo, che cerca di accoppiarsi con più femmine possibile per procreare e conservare la razza umana. AL di là dei romanticismo, questa è la realtà della scienza.
    Dovrei ora io denunciare tutte le donne che mi hanno raccontato metà frottole sul loro reale lavoro, abitazione, stato economico, e che cercavano di finire sotto le coperte appena sapevano che ero un professore?
    E un uomo che all’improvviso si trova la moglie che chiede il divorzio per un minimo litigio (o magari perchè vuol stare con l’amante) e gli porta via casa, soldi e figli, cosa dovrebbe fare?
    Non può denunciarla, tantomeno per violenza sessuale…, non può esigere di restare nella casa sua che magari sta ancora pagando, e si trova in strada con la ex moglie che gli nasconde i figli e contro cui può solo fare ricorso, spendendo altri soldi di avvocato, aspettando mesi un’udienza che magari gli darà pure torto perchè in Italia, non si sa perchè, quello è l”‘orientamento”: contano solo la mamma e i figli.
    Credo che rimanere senza casa, soldi e figli sia ben peggio di essere portata in hotel e ristoranti di lusso da uno con un altro nome e un'altra moglie… Dite voi: cos'è più grave e sconvolgente?
    Guardiamo alle cose importanti che ad oggi sono sono ancora risolte, non a chi si fida ciecamente di internet…
    Chissà quanti uomini si dono finti artisti, dottori, imprenditori per far colpo su una donna: dovremmo riempire i tribunali? Sono semplicemente bugie: a volte le raccontano gli uomini, a volte le donne. Nessun clamore quindi. Solo, per favore, chiudete internet, perchè ci sono adolescenti che cadono in cose ben più gravi tramite internet: è il nuovo male del mondo tra droga, prostituzione, mafia, bit coin e pedofili.
    Questo è il mio modesto pensiero, seppur spiaciuto per l'ennesimo inganno del "web".
    Prof. Fabio Mozzatto

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