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mercoledì 04 Agosto 2021

Situazione smog resta grave nella nostra città. Lettere

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[Riceviamo e pubblichiamo]
Smog: la situazione nella nostra città, seconda in Italia, resta grave nonostante le chiusure per Covid: polveri in terraferma, biossido di azoto nei canali.
In terraferma in 2 mesi e mezzo sono già fuori legge i dati delle polveri PM 10 in due centraline (via Tagliamento e via Beccaria, con Malcontenta a un solo giorno dai giorni limite).

In centro storico la conferma definitiva: sono prevalentemente taxi e mototopi, con i loro 3 mila passaggi al giorno rilevati in passato, a produrre il pericoloso inquinante che in RIo Novo, da quando è stato rilevato, ha superato per ben 2 anni il livello di legge.
Ma in particolare è dal 20 marzo (a 12 giorni dalla dichiarazione di zona rossa) al 18 giugno che l’aria a Venezia ha beneficiato dell’assenza del traffico in Rio Novo, così tanto da avere una serie di rilevazioni da record di purezza dell’aria, passando dai 122 µg/m3 del 18 febbraio al minimo rilevabile di 2 µg/m3 del 27 febbraio, e con:
– solo circa 237 ore superamento della soglia oraria di legge dei 40 µg/m3 (erano circa 1430 nel 2018, seppur con due giorni e mezzo circa di rilevazioni in meno);
– oltre 1100 rilevazioni valori inferiori a 10 µg/m3 (erano solo 58 nel 2018)
– ben 587 valori orari di biossido di azoto al minimo rilevabile (a 2 µg/m3 ) su 682 nell’intero 2020 (una differenza abissale rispetto ai 282 µg/m3 registrati in passato!)

Il tutto nonostante:
– riscaldamenti accesi (e questa è la prova che non hanno nessun effetto sul biossido di azoto, quindi la responsabilità va tutta al traffico acqueo!),
-un’anomala nube di polveri arrivata dalla Persia dal 27 al 29 marzo 2020 che ha fatto schizzare il livello di polveri rispettivamente a 117,147,134 µg/m3,
mentre invece per il biossido di azoto sono state ininfluenti, facendo persino rilevare valori minimi di 2 e 4 µg/m3 .
Una prova inattaccabile, nonostante i tentativi passati, del fatto che l’inquinamento più pericoloso nei rii di Venezia è dovuto ai natanti per il quale quasi nulla di risolutivo è stato fatto!
Singolare è che nell’O.D.G. dell’odierna IV Commissione in Comune ci siano quasi solo interrogazioni sulle polveri, ma non sul biossido di azoto…: scomodo a qualcuno in centro storico?!

il testo continua qui sotto

Tornando ai dati, facendo un confronto col 2018 (perché nel 2019 c’erano delle ordinanze limitative del traffico) si rileva che in Rio Novo: nel 2018 le ore di superamento del biossido di azoto dei limiti di legge annuo (40 µg/m3 ) rilevate sono state circa il 600 % in più rispetto al 2020. Inoltre, dal 20 marzo al 18 giugno (periodo di zone rosse per Covid) i valori superiori a 80 µg/m3 (pari al doppio dei limite di legge annuo), sono stati circa il 2.200 % in più rispetto allo stesso periodo del 2020. (elaborazioni su dati Arpav).
Servono quindi: – subito ztl nei canali interni e severo controllo con sanzioni delle temperature, a cominciare da negozi, centri commerciali, uffici e luoghi pubblici (2 gradi in meno= 2% di emissioni in meno! – natanti elettrici – attivare le sanzioni tramite le telecamere di “Argos 2” della “Smart Control Room” del Tronchetto – elettrificare le banchine per tutte e navi – ridurre, e non aumentare, il numero di navi in transito a Venezia, se non “Green” -elettrificare i mezzi di terra dell’aeroporto – non espandere l’aeroporto – ridurre, e non aumentare , il numero di voli a Venezia, se non “Green” – avviare la transizione verso navi ed aerei “Green” con bollini sulle emissioni -non cementare più un solo metro di verde nel Veneto, quindi stop alla nuova linea di treni per aeroporto.

Prof. Fabio Mozzatto Venezia

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