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sabato 17 Aprile 2021
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Situazione smog resta grave nella nostra città. Lettere

[Riceviamo e pubblichiamo]
Smog: la situazione nella nostra città, seconda in Italia, resta grave nonostante le chiusure per Covid: polveri in terraferma, biossido di azoto nei canali.
In terraferma in 2 mesi e mezzo sono già fuori legge i dati delle polveri PM 10 in due centraline (via Tagliamento e via Beccaria, con Malcontenta a un solo giorno dai giorni limite).

In centro storico la conferma definitiva: sono prevalentemente taxi e mototopi, con i loro 3 mila passaggi al giorno rilevati in passato, a produrre il pericoloso inquinante che in RIo Novo, da quando è stato rilevato, ha superato per ben 2 anni il livello di legge.
Ma in particolare è dal 20 marzo (a 12 giorni dalla dichiarazione di zona rossa) al 18 giugno che l’aria a Venezia ha beneficiato dell’assenza del traffico in Rio Novo, così tanto da avere una serie di rilevazioni da record di purezza dell’aria, passando dai 122 µg/m3 del 18 febbraio al minimo rilevabile di 2 µg/m3 del 27 febbraio, e con:
– solo circa 237 ore superamento della soglia oraria di legge dei 40 µg/m3 (erano circa 1430 nel 2018, seppur con due giorni e mezzo circa di rilevazioni in meno);
– oltre 1100 rilevazioni valori inferiori a 10 µg/m3 (erano solo 58 nel 2018)
– ben 587 valori orari di biossido di azoto al minimo rilevabile (a 2 µg/m3 ) su 682 nell’intero 2020 (una differenza abissale rispetto ai 282 µg/m3 registrati in passato!)

Il tutto nonostante:
– riscaldamenti accesi (e questa è la prova che non hanno nessun effetto sul biossido di azoto, quindi la responsabilità va tutta al traffico acqueo!),
-un’anomala nube di polveri arrivata dalla Persia dal 27 al 29 marzo 2020 che ha fatto schizzare il livello di polveri rispettivamente a 117,147,134 µg/m3,
mentre invece per il biossido di azoto sono state ininfluenti, facendo persino rilevare valori minimi di 2 e 4 µg/m3 .
Una prova inattaccabile, nonostante i tentativi passati, del fatto che l’inquinamento più pericoloso nei rii di Venezia è dovuto ai natanti per il quale quasi nulla di risolutivo è stato fatto!
Singolare è che nell’O.D.G. dell’odierna IV Commissione in Comune ci siano quasi solo interrogazioni sulle polveri, ma non sul biossido di azoto…: scomodo a qualcuno in centro storico?!

Tornando ai dati, facendo un confronto col 2018 (perché nel 2019 c’erano delle ordinanze limitative del traffico) si rileva che in Rio Novo: nel 2018 le ore di superamento del biossido di azoto dei limiti di legge annuo (40 µg/m3 ) rilevate sono state circa il 600 % in più rispetto al 2020. Inoltre, dal 20 marzo al 18 giugno (periodo di zone rosse per Covid) i valori superiori a 80 µg/m3 (pari al doppio dei limite di legge annuo), sono stati circa il 2.200 % in più rispetto allo stesso periodo del 2020. (elaborazioni su dati Arpav).
Servono quindi: – subito ztl nei canali interni e severo controllo con sanzioni delle temperature, a cominciare da negozi, centri commerciali, uffici e luoghi pubblici (2 gradi in meno= 2% di emissioni in meno! – natanti elettrici – attivare le sanzioni tramite le telecamere di “Argos 2” della “Smart Control Room” del Tronchetto – elettrificare le banchine per tutte e navi – ridurre, e non aumentare, il numero di navi in transito a Venezia, se non “Green” -elettrificare i mezzi di terra dell’aeroporto – non espandere l’aeroporto – ridurre, e non aumentare , il numero di voli a Venezia, se non “Green” – avviare la transizione verso navi ed aerei “Green” con bollini sulle emissioni -non cementare più un solo metro di verde nel Veneto, quindi stop alla nuova linea di treni per aeroporto.

Prof. Fabio Mozzatto Venezia

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Data prima pubblicazione della notizia:

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