Si muove furtivo in Piazza Barche: era moldavo già espulso dall'Italia. Arrestato

Uno straniero si aggirava furtivo tra le persone in Piazza Barche a Mestre. Sottoposto a controllo, si trattava di un moldavo già espulso. Evidentemente convinto che ci si possa fare beffe delle leggi italiane è finito arrestato dai carabinieri.

Continua incessante infatti l’attività di prevenzione e controllo del territorio predisposta dalla Compagnia Carabinieri di Mestre, nell’ambito di un piano di interventi che proseguirà anche nei prossimi giorni per aumentare il livello di controllo preventivo nel territorio di competenza e contrastare le situazioni di illegalità.

Nel corso delle operazioni – poste in essere da personale del Nucleo Operativo e Radiomobile e delle Stazioni – incentrate principalmente nell’area urbana mestrina e nella zona del quartiere Piave (area compresa tra la Stazione ferroviaria – via Trento – via Piave – piazzale Bainsizza – via Miranese) e coordinate su tutto l’entroterra, con particolare riferimento alle direttrici del “Miranese” e quindi su Spinea, della “Castellana” e quindi Martellago-scorzetano sono stati sottoposti a verifica numerosi soggetti e controllati decine di veicoli.

In tale contesto una pattuglia del Nucleo Radiomobile avendo notato un soggetto che si aggirava con fare sospetto tra i negozi di Piazza Barche, mischiandosi alla folla pomeridiana; ha deciso di procedere ad un controllo per approfondire la sua posizione.

I dubbi venivano definitivamente fugati quando dal terminale emergeva che lo straniero TUNIC Petru, moldavo 32enne, era già stato formalmente espulso su provvedimento dell’Autorità amministrativa dal territorio nazionale e accompagnato nel proprio paese nell’ottobre del 2016, ma di fatto era rientrato clandestinamente nei confini nazionali, incorrendo in una grave sanzione prevista dal Testo Unico per l’immigrazione, che prevede l’arresto in flagranza.

Il moldavo, al termine degli accertamenti, è stato dichiarato in arresto e posto a disposizione dell’Autorità competente per il giudizio per direttissima.

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