COMMENTA QUESTO FATTO
 

Scappa-Get out, indovina chi non resta a cena

Capita, una volta ogni tot anni, che esca una pellicola che pian piano diventa un piccolo caso e assume lo status di cult.
Molto probabilmente “Scappa-Get out” , del regista afroamericano Jonathan Peele sarà il caso del 2017.

Un film la cui storia, assai simile a certi racconti-parabola che rimandano alla vecchia serie “Ai confini della realtà”, reca con sé non disprezzabili allusioni alle insidie nascoste nel politically correct.

Raccontare la trama di “Scappa” è un viaggio nello spoiler più sgradevole. Basta dire che un fotografo americano deve presentarsi ai genitori della bianchissima fidanzata (taglio di capelli e maglietta alla Jane Birkin).

La partenza (che ha un antefatto rivelatore delle conseguenze) potrebbe far pensare a una rivisitazione di “Indovina chi viene a cena” e certo il regista ha tenuto conto di questo riferimento per instradarci in una vicenda paradossale, simile a “Terrore dallo spazio profondo”, in cui gli alieni sono i wasp progressisti staunitensi.

Una bella idea, supportata però da una messinscena non del tutto ambigua od originale.

Se è legittimo presentire un sentore di ambiguità sin dalle prime battute (la scena del poliziotto durante una sosta del viaggio) e se il protagonista (il bravo daniel Kalujia)è sufficientemente adatto al suo ruolo di spaesato ma intelligente; se sono interessanti i due differenti modi di relazionarsi tra neri e bianchi tra di loro, soprattutto nel climax di un riconoscimento che non posso svelare, le cose si sviluppano in una maniera che fa fin troppo presagire il seguito degli accadimenti.

È questo il mio parere non del tutto positivo su un film che si lascia vedere e che non è stupido, anche se a volte sembra uno Shyamalan con meno vigore. Probabilmente un film tv di 45 minuti sarebbe stato il format ideale per questa pellicola, che i cinefili più esperti troveranno un filino risaputa.

Ma resta l’idea forte delle contraddittorie velleità dei “bianchi” verso gli afroamericani, venate (secondo il regista) da una nostalgia nazistoide revanscista (riflettete sulla battuta sui cervi e al pericolo “nero” in stile “piano Kalergi”.

Colpisce meno l’uso della suspence, a mio parere; ad esempio le sinistre apparizioni sottolineate con un’enfasi troppo prevedibile. O la relazione con l’amico dipendente della security, che dovrebbero fornire uno stacco ironico e un contraltare al dramma del personaggio principale.

Ma non siamo di fronte a delle marchiane grossolanità, anzi. Semmai tutto è un po’ telefonato. Restano alcune situazioni, piuttosto inquietanti e la messinscena terrificante di dove vengono relegati i prescelti di grande forza angosciosa.

Suggerisco comunque la visione; è un piccolo film ma non da disprezzare. Per qualcuno più vergine di cinema potrà essere anche memorabile.


SCAPPA-GET OUT
(Get Out, 2017, 103 min.)
regia: Jonathan Peele
con: Daniel Kaluuya, Catherine Keener, Bradley Whitford, Allison Williams

Giovanni Natoli

Riproduzione Riservata.

 

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here