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Salvate Venezia: i vip contro lo sfruttamento selvaggio che uccide la città

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Sotto la spinta di Venetian Heritage, benemerita associazione già intervenuta tante volte generosamente per aiutare la salvaguardia, Mick Jagger, Francis Ford Coppola, James Ivory, Wes Anderson, Tilda Swinton, il direttore del Guggenheim Museum Richard Armstrong, l'artista Anish Kapoor scrivono a politici e amministratori.

Salvare Venezia: i vip del mondo si uniscono per predisporre un documento propositivo e di indirizzo: un ‘decalogo’ in favore della Città.
E sono molte le firme celebri sul documento che si propone di arginare la fine della civiltà veneziana causata dallo sfruttamento selvaggio.
Documento poi inviato come lettera a Mattarella e Draghi, con firmatari “eccellenti” come Jagger e Coppola.
Si tratta di un “decalogo”, in definitiva, cioè di una serie di azioni da attuare urgentemente per la salvezza di Venezia.
E’ un documento sottoscritto da “cittadini del mondo” famosi, e si propone di sensibilizzare il mondo politico in favore di un (parole loro) “bene così fragile, patrimonio dell’umanità”.
Lo firmano, con una missiva indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al premier Draghi e alle autorità regionali e locali – anticipata oggi dal Corriere della Sera -, una serie di ‘vip’ della cultura e dello spettacolo.

La meritoria spinta è iniziativa di Venetian Heritage, uno dei comitati privati che finanziano preziosi restauri per la salvaguardia di Venezia.
“Occorre uno statuto speciale – si legge nella missiva – una legge che ne tuteli non solo l’integrità fisica, ma anche il tessuto urbano e la identità culturale. Chiediamo che siano preservati non solo l’immenso patrimonio artistico, ma anche la vita cittadina che a pietre e dipinti conferisce l’anima”.

Le azioni indicate comprendono la conclusione del cantiere del Mose, lo stop al traffico della Grandi Navi in laguna, la salvaguardia dell’ecosistema lagunare, la gestione dei flussi turistici, la regolamentazione delle affittanze turistiche, facilitazioni per affitti a residenti, controlli delle licenze commerciali, decoro urbano, moto ondoso e programmazione culturale.

Tra i firmatari la rockstar Mick Jagger, i registi Francis Ford Coppola, James Ivory e Wes Anderson, l’attrice Tilda Swinton, il direttore del Guggenheim Museum Richard Armstrong, l’artista Anish Kapoor.

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Redazione Venezia
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22 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Tutte parole. Il problema Vernezia è a monte, cioè nell’averla cancellata come città unica (con editto fascista del 1926) e averla unita amministrativamente al Comune di Mestre che era un’altra città. Se tornasse ad essere la città Comune unico per la Venezia insulare ( come è stata per quasi due millenni) si potrebbero avviare molte iniziative che cos’ì, unita alla Terraferma non si possono prendere. Così com’è oggi, unita a Mestre Venezia è diventata una città per la maggior parte della usa area “industriale” quindi priva dei benefici di città d’arte quale dovrebbe essere mentre oggi risulta città d’arte solo una parte del Comune di Venezia che si estende oltre il ponte lagunare nella terraferma , fino ai confini con Treviso, Padova, Rovigo, Vicenza, ecc. . Gli aiuti che vengono dati a Venezia, da associazioni e persone di tutto il mondo per restauri ad opere d’arte o alla città vengono spesi comunque anche per lavori, restauri, iniziative su Mestre e Terraferma (che fa parte dello stesso Comune!) Non è vero che Venezia si spopola: è un falso amministrativo. Così com’è Comune unico ha aumentato la sua popolazione mentre si spopola la “vecchia” Venezia ridotta a frammento del Comune di Venezia riconosciuto. si spopola cioè quella che oggi è diventata un frammento di Mestre perchè i Venezxiani che abitavano nella Venezia insulare si sono trasferiti a Mestre e dintorni, ovvero hanno solo cambiato indirizzo in una stessa città! Ma i politici, tutti, nonchè la Chiesa sono per la conferma di quell’editto imposto in tempo fascista che ha cancellato per questioni di business la Venezia a sull’acqua, quella che tutto il mondo considera Venezia senza sapere che oggi Venezia è altra città. E che per questo soffre tanto da aver indetto ben cinque referendum che la politica ha fatto fallire o ha bloccato. che tutto il mondo considera Venezia Perchè falsamente i nostri governanti piangono lo spopolamento di Venezia? Perchè non dicono la verità che oggi vede per il Comune di Venezia (che legittimamente ormai comprende Mestre) un numero di abitanti accresciuto e non diminuito (che arriva a 280.000? ) I cinquantamila attualmente denunciati sono gli abitanti rimasti nel cosiddetto Centro storico (visto che altro nome nn hanno trovato per la nuova città) più le isole. . Perchè tutti i politici non vogliono che si torni a fare di Venezia un Comune a sè come è stato da sempre? Dov’è il vantaggio per Venezia di restare unita a Mestre ? Perchè non lo sanno dire quando glielo chiedi? Perchè hanno fatto fallire ben cinque referendum indetti dai Veneziani “superstiti” e nell’ultimo che si è svolto nel 2019 la stampa nazionale ha preferito tacere e a Venezia il sindaco Bruignaro (chiamato dai veneziani veri “sindaco della terraferma” incoraggiava i cittadini a “non andare a votare per non far raggiungere al referendum il quorum che era stato imposto proprio per farlo fallire ancora una volta. Perchè non c’è nessuno degli amanti della vecchia Venezia che pone queste domande alla politica italiana. Che significato ha per Venezia restare unita al Comune di Mestre? Su “Burlesqaue” dizionario surreale pibblicato recentemente dall’editore La Musa Talia di Venezia
    nella postfazione c’è la vera storia di Venezia, con date, nomi e cognomi di chi la sta uccidendo o la lascia morire.
    Luciana Crovato Boccardi

  2. Io penso che Venezia e la venezianità sono una cosa sola, ma Venezia cioè la città con le sue funzioni indispensabili per essere città non ci sono ormai più. Venezia è morta con la trasformazione dei palazzi in alberghi e con l’arrivo delle grandi navi. Costa, l’ex sindaco bha una grande responsabilità in questo disastro, mentre l’attuale sindaco è un autentico sensale di questo disastro. Un’altra possibile Acqua Granda e per Venezia sarà la fine.

  3. Carri veneziani. Siete tutti buoni con le chiacchiere. Ma la rovina della più bella città del mondo, siete voi stessi??
    Voi la vete fatta diventare un parco giochi, voi che affittate, a prezzi gastronomici, voi che avete ceduto , ho venduto ai cinesi, voi che affittate a stranieri ha prezzi esagerati.
    Voi che lavete trasformata in un bisns. E oggi che avete costretto, le famigli a trasferirsi in terra ferma. Parlate.
    Ce chi crea, e chi distrugge. Ognuno ha la sua vergogna. E voi veneziani, ne avete tanta.

    • prezzi gastronomici? avete ceduto ho venduto ai cinesi? affittate a stranieri ha prezzi esagerati? OGNUNO HA LA SUA VERGOGNA LA TUA è MOLTO CHIARA IMPARA L’ ITAGLIANO

    • Caro Natalino (Balasso? Spero proprio di no) grazie queste tue perle di saggezza padano-veneta, che gettano nuova luce sul problema Venezia e si rivelano contributo fondamentale per la sua soluzione…

  4. Non è tardi! Il turismo di massa può essere gestito con le prenotazioni obbligatorie per l’accesso ai luoghi più battuti, in primis Piazza S Marco e Canal Grande. È necessario un pass d’ingresso. Serve edilizia residenziale pubblica e un piano del commercio del tipo di quelli che si facevano prima delle “lenzuolate” di Bersani. Maurizio

  5. Venezia, i veneziani e gli artigiani veneziani… solo chi ama realmente Venezia può viverci!!! Io sono un artigiana nata a Venezia da genitori veneziani, mai avuto un agevolazione sia per il mio lavoro e sia per la mia abitazione… ormai tutto è turistico !!!…ed il proprietario di casa vuole l’appartamento per affittarlo a turisti!!!…Chi ama Venezia ed è nato qui, si sente calpestato e non e’ giusto !!!

  6. Purtroppo non c’è la volontà di cambiare , Venezia è immensamente bella che la politica e purtroppo anche molti Veneziani che a parole dicono di amarla hanno contribuito a renderla (infernale), il resto solo parole

  7. Sono felice di leggere tale notizia.
    Quello che mi lascia un retrogusto amaro in bocca è che dopo averlo detto per anni,ed essere stato costantemente ignorato, ecco che qualcuno ha scoperto l’acqua calda.
    PAZIENZA!

  8. Penso che la cosa più importante è creare incentivi per far tornare i residenti, forse poi le cose si mettono a posto. Incentivi sono monetari, fiscali, non promuovere mostre. In questo modo la gente che è andata in terraferma per affittare la propria casa ai turisti, ha la convenienza a tornare.

  9. Io credo che Venezia porrebbe rinascere “più bella e più potente che prua” solo nel caso che:
    1 – ci fossero almeno 150.000 residenti in laguna (isole comprese)
    2 – l’incidenza del turismo come attività economica non fosse superiore al 50%
    3 – si istituisse uno statuto speciale per sotrarre Venezia agli interessi della città metropolitana
    Circostanze, ovviamente, del tutto irrealizzabili…

    • Il problema di Venezia sono soprattutto i veneziani. Sono loro a volere un luna park invece di una città abitata. Sono loro a rinunciare alla cultura in nome di soldi facili. E i loro rappresentanti lo sanno e li assecondano e ne traggono a loro volta vantaggi

      • I veneziani non sono i bottegai, ci sono moltissimi veneziani che resistono, subendo il turismo molesto e sporcaccione. Restiamo qui, anche se ormai 70 gradini da salire cominciano ad essere troppi ed i negozi non ti portano neppure la spesa a domicilio !

  10. Per salvare Venezia ci vuole gente competente non quella attuale che non conosce i problemi della città. Il sottoscritto abita nella casa dove mia madre mi ha partorito, e mi batto tutti i giorni per mantenere la citta vivibile. Invio molte gmeil a iris comunale i danni che subisce la mia Venezia.Disponile in qualsiasi momento di aiutarvi

  11. Infatti ,più regole mettono più la città diventa invivibile ..servono poche regole ma fatte bene e soprattutto fatte rispettare a tutti

  12. Per capire i veri Venessiani ,pochi per carità, bisogna vivere con loro. Fiero di essere nato e vissuto nella Mia cara Venezia .

  13. Belle parole, ma ormai è tardi. I firmatari del documento propositivo, non essendo residenti in laguna, hanno una diversa percezione della città e non si sono resi conto che Venezia è già morta da quasi quarant’anni

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