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Come l'amore perduro roberta rizzo

Torna l’autrice veneziana Roberta Rizzo, conosciuta ai più anche con lo pseudonimo di Moony Witcher, con il romanzo Rossa come l’amore perduto, edito da Giunti. Una storia di sentimenti e musica, di amore e passioni, che si rivolge principalmente ad un pubblico young adult, ma che riesce anche a coinvolgere i più grandi, perché, semplicemente, la musica, come l’amore, non ha età.

Costanze Blanc, detta Coco, ha 16 anni, capelli rossi come il rame e un talento innato: sa suonare in maniera divina il violino, come la madre, Sara. Quando però la giovane sarà costretta a vivere uno gravissimo lutto, si trasferirà da Parigi a Pavia, su volere di Sara che, prima di morire, le lascia un diario raccontandogli chi è suo padre. Inizierà così una nuova avventura nel conservatorio e alla scoperta di una nuova, ampliata, famiglia.

La bellezza principale di Rossa come l’amore perduto, è il modo in cui Rizzo caratterizza il personaggio della protagonista Coco. Una ragazzina dalle mille sfumature, dai mille colori e tempi esattamente con uno spartito musicale. E’ forte, ma va anche adagio, sa commuoversi, ma trovare anche la carica per superare gli esami difficili che la vita le pone davanti.

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Ma Coco, come un buono strumento musicale che si rispetti, non è quasi niente senza l’accompagnamento. Ed ecco che allora l’autrice ci regala dei personaggi di contorno amabili ed irresistibili: chi non vorrebbe un fidanzato come David o dei nonni premurosi come Léopold e Marilina.

La musica diventa la metafora e il veicolo delle emozioni che trasmette il libro e che arrivano al lettore proprio come dolci o aspre melodie in base ai sentimenti che, in quel momento, Coco prova.

Rossa come l’amore perduto è anche un percorso di formazione parallelo tra il passato di Sara e quello di Costanze e David che, come dice la stessa autrice, “sull’orlo del dolce precipizio dell’innamoramento”, mette loro davanti a scelte e a percorsi non sempre facili da seguire.

Ma è l’amore il veicolo di tutto, quello che cura le ferite e che si trasmette dalla punta delle dita sulle corde del violino fino alle orecchie di chi ascolta la sua musica e agli occhi di chi legge. Rizzo ha una dote innata nel riuscire a condire il suo racconto con la poesia, con parole che, come note, viaggiano leggere nella nostra mente, coinvolgendoci in maniera delicata, ma allo stesso tempo prorompente in una storia senza tempo e senza età.

Sara Prian

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