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Riforma delle Ulss passata: diminuite da 21 a 9

Il Consiglio regionale ha approvato la riforma delle Ulss. La sottrazione sembra così essere l’operazione più in voga della politica veneta in queste giornate. E non si tratta di un quesito algebrico che poi conduce al segno +, ma di una restrizione che di fatto riduce, questa volta, le attuali Ulss (da 21 a 9). […]

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Riforma delle Ulss passata: diminuite da 21 a 9

Il Consiglio regionale ha approvato la riforma delle Ulss. La sottrazione sembra così essere l’operazione più in voga della politica veneta in queste giornate. E non si tratta di un quesito algebrico che poi conduce al segno +, ma di una restrizione che di fatto riduce, questa volta, le attuali Ulss (da 21 a 9). Una per provincia, salvo Venezia e Vicenza che ne avranno due.

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Il Consiglio regionale ha approvato l’articolo 12 della riforma sanitaria, dopo una lunga e faticosa discussione in aula (33 sedute e più di cento ore di dibattito), con il risultato di 26 favorevoli e 21 contrari. Il provvedimento dà il via libera alla nuova Azienda Zero, abbinata alla riforma stessa.

Gli accorpamenti non hanno coinvolto il Veneto orientale (San Donà, Portogruaro e Jesolo) e Bassano – Pedemontana, ma la sua potenziale applicazione (all’approvazione della legge mancano ancora i voti relativi ad alcuni articoli di legge), ha già provocato malumori e dissenso.

Se Lega e Forza Italia esultano con il governatore Luca Zaia e i consiglieri di maggioranza per il risultato ottenuto, l’opposizione urla al tradimento. Claudio Ruzzante e Claudio Sinigaglia del Pd già annunciano il ricorso al Tar, per una scelta istituzionale a loro giudizio discriminante e frutto di pressioni lobbistiche e clientelari. Si aggiungono alla protesta i consiglieri della lista Tosi che aspiravano ad una decima Ulss per il territorio del Garda.

Lega e Forza Italia si attaccano le medaglie sul petto mentre sostengono che la Sanità veneta è al primo posto per qualità ed eccellenza, parola del Ministero da Roma, e quindi vogliono dimostrare ai cittadini di poter risparmiare, snellendo la burocrazia e nel contempo migliorare i servizi.

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Il Movimento a 5 Stelle ha definito il provvedimento, non quel canguro oggi in voga,” ma una porcata sulla pelle dei veneti”. Sono in molti in Consiglio regionale a ritenere che sia stata forzata la scelta di Ulss di serie A e di serie B, anche perché faticano a comprendere questi ulteriori tagli, quando il Paese riconosce al Veneto l’ottima qualità dei servizi.

Anche se oggi più che mai si coniuga il verbo ristrutturare con l’altro, risparmiare, c’è da chiedersi quali miglioramenti porterà il dimagrimento delle Ulss ai cittadini, quali vantaggi nei territori esclusi, quali servizi di prevenzione e cura alternativi, che sono questioni di superano alla grande quelle di mero carattere burocratico amministrativo.

Andreina Corso | 07/10/2016 | (Photo d’archive: Comune di Venezia, Cà Farsetti, Venezia) | [cod ulssve]

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