Macroregione del Nordest, unione compresa e condivisa?

Tramite accesso agli atti, Italia Nostra è riuscita a prendere visione e successivamente a ottenere il Report che l’Unesco aveva richiesto allo Stato italiano con la Decisione 41 COM.7B.48 adottata durante la 41a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale svoltasi a Cracovia nel luglio del 2017.

Analogamente al Report del 2017, le risposte all’Unesco non sono state fornite dallo Stato – cui compete l’onere per gli impegni assunti al momento dell’iscrizione del sito nella WH list – bensì sorprendentemente delegate all’Amministrazione comunale.

Italia Nostra si rammarica poi che a Venezia manchi non solo il coinvolgimento dei cittadini ma vi sia anche poca trasparenza in seno al Consiglio Comunale, dal momento che il Report firmato dal sindaco Brugnaro non è stato discusso in Consiglio.

A una prima lettura, cui seguiranno considerazioni ponderate e precise, sembra un romanzo di fantascienza, in cui si descrive una città utopica, una città perfetta e felice. Citiamo dal Report: «desideriamo qui in sintesi raccontare una Venezia diversa dai soliti cliché, una Venezia viva e vitale, una Venezia che guarda al futuro senza rinunciare alle proprie tradizioni e che si candida ad essere una delle città metropolitane più attrattive nel panorama mondiale … una città che ha saputo reagire al declino e sta rinascendo».

E ancora si riferisce di un «notevole miglioramento della qualità dell’aria, conseguito e dimostrato da evidenze scientifiche», mentre per il moto ondoso, altro vero flagello di Venezia, si sostiene che con il progetto “Onda zero” «la Polizia Locale di Venezia ha misurato la velocità di n. 146.561 imbarcazioni e ne ha controllate n. 7.431». Un velo pietoso è calato sulle multe annullate per incompetenza.


Un’altra cosa macroscopica salta agli occhi: la riproposizione del progetto dello spostamento della croceristica a Marghera. Il dossier è stato sottoposto all’approvazione del Mibac: dunque il Ministro dei beni culturali da un lato vuole vincolare il Bacino di San Marco, dall’altro programma di distruggere definitivamente la Laguna. Interessante l’eufemismo: «ripristino funzionale del canale esistente Vittorio Emanuele III», a indicare un escavo ciclopico di una delle aree più inquinate della Laguna. Oltre a tutto, il progetto è in totale contrasto con le dichiarazioni e gli impegni dei candidati dello stesso movimento politico del ministro. Cosa intendono fare i parlamentari del movimento? Accettare una posizione contraria alle loro dichiarazioni elettorali e non onorare l’impegno con gli elettori?

Le risposte di Italia Nostra al Report, eleborate nei prossimi mesi, verranno presentate alla stampa internazionale e a Parigi al Direttore Generale dell’Unesco.

Lidia Fersuoch
presidente della sezione di Venezia di Italia Nostra

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