immigrati profughi lampedusa a jesolo

La clandestinità presto potrebbe non essere più reato. Ieri il disegno di legge delega al governo in materia di pene detentive ha avuto il primo sì al Senato, ed ora si accinge ad affrontare la Camera. Se tutto andrà avanti così diventerà presto solo un illecito amministrativo.

Ieri, infatti, tra le proteste della Lega (che con il segretario Matteo Salvini minaccia di portare «la protesta nelle piazze») e il plauso del ministro dell’integrazione Cécile Kyenge («norma di civiltà»), è stata data una prima spallata alla norma Bossi-Fini.

Mentre alla Camera in commissione giustizia il renziano David Ermini ne dava una alla Fini-Giovanardi sulla droga: un emendamento per distinguere tra droghe leggere e pesanti, riducendo gli anni di carcere per i piccoli spacciatori di cannabis, con l’obiettivo di portare da 5 a 3 anni il massimo della pena e ridurre le multe per il piccolo spaccio di spinelli.

Gli immigrati arrivati clandestinamente in Italia nel 2013 sono stati 42.925. Secondo il governo però il reato di clandestinità non ha avuto l’effetto deterrente sperato. Mettendo d’accordo Pd ed Ncd, il sottosegretario Cosimo Maria Ferri, ha presentato l’emendamento che ha abrogato il reato di immigrazione clandestina.

Critiche dure dalla Lega: «La giustizia italiana è al collasso e non può essere curata con un’aspirina. Il ministro si è preoccupato solo di varare una serie di svuotacarceri», ha accusato il capogruppo alla Camera Nicola Molteni, sollevando il caso di Adam Kabobo, il ghanese che uccise tre persone a picconate a Milano che è stato ritenuto schizofrenico in una perizia e che ora, dunque, potrebbe essere dichiarato incompatibile con il carcere. «Il ministro deve accertare che questa vergogna non accada» avverte la Lega, che ieri ha gridato in aula contro l’abolizione del reato di clandestinità: «Sarà invasione».

Redazione

[22/01/2014]

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