Premio Gabriele Sinopoli a Eugenio Vomiero. Premio per non dimenticare

ultimo aggiornamento: 22/03/2019 ore 09:44

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Premio Gabriele Sinopoli a Eugenio Vomiero. Premio per non dimenticare

Laurentianum di piazza Ferretto con cerimonia di consegna del Premio Gabriele Sinopoli.

Il vincitore della quinta edizione del riconoscimento dell’associazione mestrina Comitato Mestre Off limits è stato Eugenio Vomiero, “amico della città”, “per il suo dialogo costante, l’ascolto attento dei cittadini, la sua competenza”.

Nominato vice questore vicario un anno fa, Vomiero ha diretto in precedenza, dal 1997, le Squadre Volanti, passando poi ai Commissariati di Marghera e San Marco. Promosso primo dirigente nel 2011 ha poi guidato per diversi anni il Commissariato di Mestre. Volto molto noto in città, ha dedicato per anni la sua attenzione agli anziani con il progetto “Ocio ciò! Città e sicurezza”, realizzato dal Comune con la collaborazione della Questura per prevenire truffe e furti ai danni delle persone più deboli e fragili e ha condotto numerose operazioni di polizia.

A consegnare la targa è stata la signora Marzia, vedova di Gabriele Sinopoli rimasto vittima di una brutale aggressione il 2 settembre del 2012 e deceduto poi nell’aprile del 2014.

Un commosso saluto al figlio di Gabriele Sinopoli, Filippo, è stato infine rivolto dall’assessore D’Este che ha evidenziato che “momenti come questi fanno parte di una comunità che deve essere coesa nel rispetto del bene comune.

Il premio Gabriele Sinopoli viene assegnato ogni anno, dal 2015, a una persona che ha contribuito a rendere migliore, vivibile e più sicura la città.
Soprattutto quest’ultima istanza è quella che va percorsa con la maggiore intensità possibile, anche per non rendere dal senso vagamente beffarda questa motivazione.

Gabriele Sinopoli, fratello di un noto compositore e direttore d’orchestra, è stato brutalmente picchiato da un branco di giovani per aver suonato il clacson in quanto la strada era da loro ostruita e ciò gli impediva di rientrare a casa. I teppisti avevano inseguito fino a casa in via Manin il 64enne e dopo averlo raggiunto lo avevano massacrato di botte.
Nessuno pensa o vuol ricordare quanto interminabili possano essere stati quei minuti in un inseguimento in cui una persona “normale” cerca di sfuggire ad un’aggressione di teppisti violenti. La vita non è un film.
Gabriele Sinopoli, ricoverato all’ospedale dell’Angelo, ha lottato per alcuni giorni per la vita dopo l’intervento per l’ematoma cerebrale provocato dai colpi subiti.

Il 12 aprile 2014, all’alba, poco prima delle 6, Gabriele Sinopoli moriva lasciando nello sconforto i suoi cari. Era ricoverato dal 20 marzo in seguito all’ennesimo attacco epilettico che l’aveva mandato in coma.

A processo, l’accusa per i giovani è stata di lesioni volontarie e rapina escludendo l’omicidio perché non vi sarebbe stato nesso causale tra il pestaggio e la morte dell’uomo.

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