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Porto Marghera, la Nato acquista il carburante verde

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L’America ha deciso di investire in Italia e più precisamente in Veneto. Nell’area dismessa dell’ex Eni saranno prodotte 300 tonnellate all’anno di ‘’green diesel’’, che andrà a rifornire le flotte della marina statunitense.

Il carburante verde, che dal mese prossimo verrà prodotto dalla nuova bioraffineria, servirà proprio ad alimentare la ‘’Flotta verde’’ della Nato, in grado di viaggiare e portare aiuti, il tutto rispettando l’ambiente e l’ecologia.

Ieri, nel vasto complesso dell’industria di Porto Marghera, il capo di stato maggiore della Marina Militare italiana, Giuseppe de Giorgio e il segretario della Marina degli Stati Uniti, Ray Mabus, hanno stipulato l’accordo per la produzione e vendita del carburante.

Il bio carburante verrà mescolato per metà con il diesel Nato F76 e permetterà di sostituirlo con l’attuale petrolio, che in mano a tanti Paesi mondiali, potrà diventare anche una minaccia alla sicurezza nazionale.

Ecco quindi che gli Stati Uniti hanno deciso di affidarsi all’energia alternativa, in grado di produrre meno anidride carbonica, dannosa per l’aria e l’ecosistema.

Già nei mesi scorsi la Marina statunitense ed italiana, hanno sperimentato insieme il ‘’green diesel’’, inventato dai ricercatori Eni, sotto la guida dell’ingegner Giacomo Rispoli. Il nuovo carburante è poi stato testato sul pattugliatore Foscari, che ha viaggiato perfettamente sul Mediterraneo (il carburante è stato prodotto in America).

300 saranno le tonnellate prodotte all’anno da Porto Marghera e per la produzione verrà usato l’olio tratto dalla palma, in seguito si proverà poi con altri oli vegetali (scarti di agricoltura e micro alghe).

Sara Prian

[03/04/2014]

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