ex ospedale giustinian venezia distretto

Alla Ulss 3 Serenissima:
-Al Direttore Generale
-Al Direttore amministrativo
-Al direttore sanitario

Alla Regione Veneto:
-Al Presidente
-All’Assessore Luca Coletto

E, p.c.:
All’URP della Ulss 3
Al Ministro della salute onorevole Giulia Grillo

Oggetto: Urgente: prestazioni sanitarie inadeguate / autorizzazione ad effettuare cure presso privati con costo a carico Ulss.

Si prega cortesemente di protocollare la presente (Si allega scansione di documento d’ identità)

Il sottoscritto Mozzatto Gardazzo Fabio,
nato a Venezia il xxxxxx
residente a Venezia, xxxxxx
tel xxxxxx

espone quanto segue:

in data 19.12.18 mi sono recato dal dentista presso l’Ospedale Civile di Venezia per curare un dente rottosi il giorno prima.

Il dentista mi ha prestato le prime cure, aperto l’otturazione, iniziato le cure delle radici (canalari) e poi fatta una otturazione provvisoria.

Mi aveva raccomandato di iniziare le cure non oltre i 7 / 10 giorni, massimo 15, dopo, perché il dente era aperto e l’otturazione provvisoria.

Mi riferiva inoltre che la continuazione delle cure non era possibile in ospedale ma presso i distretti, quali il Distretto 1 Giustinian.

Accertatomi che fosse giorno di presenza dei dentisti, mi vi sono recato il pomeriggio stesso, ma la dottoressa non era potuta venire.

Sono quindi passato il giorno dopo e il dott. Tonut , dopo aver letto la relazione sul lavoro fatto al Civile, mi riferiva che non poteva iniziare le cure perché dovevo prendere appuntamento per la visita (ma dovevo solo curare il dente, che era già stato visitato e curato all’ospedale Civile, e per il quale avevo mostrato la relazione firmata).

Pensavo di telefonare al CUP, ma il dottore mi riferiva che non avrebbero potuto vedere le disponibilità dei dentisti del distretto e quindi dovevo prenotare di persona al Distretto, dove però al pomeriggio non c’era nessuno.

Quindi sarei dovuto tornare il giorno dopo nuovamente (e in orario di lavoro…), per la terza volta…

Fatte le mie rimostranze alla direttrice del Distretto, la stessa mi aveva messo in contato con un addetto alle prenotazioni, ma nei tempi clinici raccomandati non c’era alcun posto.

Il primo posto ci sarebbe stato il giorno 8.1.19, ben 20 giorni dopo l’apertura del dente!

Ma il dott. Tonut mi aveva prescritto anche una ortopantografia, che però non poteva essere effettuata nei tempi richiesti, né tantomeno l’esito mi sarebbe stato rilasciato prima della visita del’8.1.19.

Sono quindi dovuto tornare dal dott. Tonut per farmi mettere la priorità “B”. Ma al CUP, per telefono dicevano che non c’era posto nei tempi previsti, e che mi avrebbero messo in attesa… Ma comunque la risposta non sarebbe stata data al momento, ma giorni dopo…

Posto il problema alla direzione sanitaria telefonicamente, la stessa mi ha indirizzato all’Urp di Venezia, dove la gentile operatrice Fregonese aveva cercato di risolvere il problema.

Ottenuto l’appuntamento per il 8.1.19 alle 7.50, ho chiesto alla stessa che fosse accertato che il dentista potesse vedere nel pomeriggio (appuntamento 16.40 del 8.1.19) l’esito della ortopantografia, e dopo accertamenti mi era stato confermato che cosi sarebbe stato.

Il 8.1.19 ho fatto l’ortopantografia all’ospedale Civile di Venezia, ma la macchina, ruotando, mi toccava e spostava le spalle, e la radiografia risultava parzialmente mossa.

Mi hanno chiesto di rifarla ma mi sono rifiutato di prendere altre dosi di raggi X, e visto che il dente almeno sembrava visibile, ho preferito non farne altre.

Ho illustrato le ulteriori peripezie all’Urp di Venezia, riservandomi di effettuare il pagamento dopo i dovuti chiarimenti richiesti, e comunque eventualmente al ritiro dell’esito, dato che la prestazione non mi pareva erogata in modo professionale: chiedere di sottoporti ad una seconda ondata di raggi X per colpa di una macchina che non considera le misure umane, non mi pareva corretto.

Recatomi il pomeriggio stesso al Distretto Giustinian per iniziare le cure dentali, la dottoressa (cosa molto apprezzata, seppure abbia dell’incredibile) mi informava che forse non era il posto più adeguato per fare le cure canalari perché mancava da tempo la macchina per i raggi “in corso di otturazione”.

Chiedevo quindi perché il Dott. Tonut non mi avesse avvisato pure lui…

Inoltre, nonostante le rassicurazioni avute, l’ortopantografia non si riusciva a visualizzare nel computer della dottoressa, rendendo di fatto impossibile iniziare comunque ogni cura…

Ritenendo tutto ciò quasi una farsa, mi sono recato dalla direttrice del Distretto per chiedere chiarimenti, e che mi garantisse l’assistenza sanitaria di cui necessitavo almeno entro il giorno dopo (21° giorno dall’apertura del dente…), o, in caso contrario, che mi autorizzasse ad effettuare le cure presso una struttura privata con costo a carico della Ulss, come mi pare preveda anche la legge Regionale, dato che era evidente che il servizio sanitario pubblico non era in grado di erogare un’assistenza decente, facilmente accessibile, professionale (mancava la macchina), senza far correre i pazienti su e giù per la città ripetutamente ed invano, ed entro i termini clinici raccomandati, già abbondantemente superati a mio rischio e pericolo di infezioni.

Lasciato alla Direttrice il mio recapito telefonico, sono ora in attesa di effettuare tassativamente le cure entro la giornata di domani 9.1.19 (esclusa la fascia oraria comunicata nella quale devo assistere ad una cerimonia funebre programmata), o, in caso non fosse possibile, di autorizzare il sottoscritto ad usufruire delle cure presso struttura privata con costi a carico della Ulss.

La Direttrice mi ha poi comunque consigliato (forse per non trovarsi con una prestazione non pagata?) di farmi vedere il dente dalla dottoressa, nonostante questa non potesse poi continuare le cure, seppur io lo ritenessi inutile.

E, paradosso, mi son visto poi chiedere il pagamento del ticket per la “visita” (tra l’altro non necessitavo di visita, ma ci cura).

Credo che con questo “finale” si sia superato ogni limite.

Per quanto sopra, e visti anche i numerosi precedenti in famiglia (con un melanoma maligno non diagnosticato alla madre, con tanto di mancanza di sanzioni disciplinari al medico di base che si rifiutava di fornire il cartellino ambulatoriale agli eredi n.d.r.) con la presente di diffida la Ulss 3 Serenissima dal continuare a non erogare i servizi sanitari come dovrebbe, cioè con tempestività, appropriatezza, adeguatezza, professionalità, e soprattutto con logica, sburocratizzando il sistema e rendendolo più sanitario che amministrativo, andando incontro alle esigenze dei cittadini ed evitando loro di dover pellegrinare tra strutture e direzioni per avere quanto spettante, e pagato ben quattro volte, ovvero prima con le trattenute sulla paga, poi con le tasse, poi con i ticket, e poi pure con la quota fissa, per non parlare della frammentazione delle prestazioni per incassare ripetuti ticket.

Si chiede inoltre cortesemente:

a) Che non venga addebitato alcun ticket per la visita “consigliata” ma assolutamente inutile come citato

b) Che le cure di cui necessito vengano erogate tassativamente entro e non oltre il 9.1.19, visto che i tempi clinici raccomandati sono abbondantemente superati, o che , in caso si impossibilità, venga autorizzato i sottoscritto ad effettuarle presso strutture private con costi a carico della ULSS, in base anche alla normativa regionale vigente

c) Di sapere perché ad oggi manchi l’apparecchiatura per la radiografia “in corso di otturazione dente” al distretto Giustinian, da quanto tempo manchi e in quale data sia stata richiesta.

d) Di conoscere il nominativo di chi mi ha fatto l’ortopantografia al Civile, ovvero se era una stagista, una praticante o altro, e se era presente, in questo caso, una persona avente pieno titolo, cosa che non ho visto.

e) Di sapere per quale motivo praticamente impossibile fare le cure dentali presso la Ulss 3 Serenissima in modo agevole, accessibile, e rispettando i tempi clinici

f) Di sapere per quale motivo, nonostante al Civile il dott. Ratto avesse fato una accurata relazione sul lavoro fatto e da fare, si deve rifare la visita ad un dente ovviamente “già visitato” e pagare il relativo ticket anziché iniziare le cure richieste, considerato che i medici sono tutti nella Ulss 3 e quindi si dovrebbero fidare l’uno dell’altro, specie in presenza di una relazione firmata.

g) Quando la Ulss 3 deciderà di sburocratizzare l’assistenza sanitaria evitando così innumerevoli pellegrinaggi da una parte all’altra della città, magari inutilmente o ripetutamente invano

h) Di pagare il ticket per l’ortopantografia, eseguita in modo non professionale con risultato parzialmente compromesso non certo per mia colpa, in modo proporzionalmente parziale

i) Di sapere perché per curare un singolo dente viene chiesta una radiografia all’intera bocca anziché al singolo dente; se quest’ultima radiografia a singoli denti sia possibile e se no, per quale motivo (sarebbe grave e dannoso per i pazienti irrorare sempre tutta la bocca di raggi x perché la ulss non è in grado di fare raggi a singoli denti.

In attesa di cortese urgente riscontro dapprima telefonico al n. 320 xxxxxx per quanto riguarda l’erogazione della prestazione dei termini richiesti, e poi scritto entro i termini di cu L. 241/90 e ss.mm.ii, porgo distinti saluti.

Mozzatto Gardazzo Fabio
Dorsoduro xxxx
Venezia.

Venezia, 08.01.2019

La seconda parte della presente segnalazione pubblicata il giorno seguente a questo link: https://www.lavocedivenezia.it/odissea-cure-distretto-giustinian/

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