No ai profughi di Lampedusa. Timore per i fatti del 2011 o altro: nessuno vuole gli ospiti di Jesolo

ultimo aggiornamento: 21/01/2014 ore 10:36

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Gianluca Forcolin sindaco musile di piave

Brusca fermata per l’arrivo dei profughi di Lampedusa. Nessuno li vuole, si sprecano le motivazioni da parte dei sindaci della provincia di Venezia. Qualcuno è stato più diretto, qualcuno più formale, ma la risposta alla lettera del prefetto Domenico Cuttaia, inviata nei giorni scorsi ai sindaci di Venezia per sondare la disponibilità all’ospitalità, è sempre quella: no.

Certo, qualcuno deve ancora ricevere la lettera, e il prefetto richiedeva solo delle informazioni circa la presenza o meno di strutture idonee a ospitarli in caso di necessità. Ma la risposta resta sempre quella: no. Non vi sarebbe quindi la possibilità di dirottare nessuno degli 85 provenienti da Lampedusa a destinazioni diverse dalla Croce Rossa di Jesolo.

E se il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, lancia un appello alla solidarietà, i sindachi leghisti mettono le mani avanti. Il sindaco di Musile, Gianluca Forcolin (foto), per esempio, ha invitato il prefetto a rivolgersi al ministro Kyenge e il sindaco di Fossalta di Piave, Massimo Sensini ha affermato di dare priorità ai residenti e alle giovani coppie che in questo momento hanno necessità di un’abitazione.

I primi 45 stranieri dovrebbero arrivare già questa settimana a Jesolo e sarebbero i “dublinati”, cioè quelli che hanno richiesto asilo e protezione internazionale in forza di un accordo sottoscritto a Dublino.

Giorgia Pradolin

[21/01/2014]

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