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Negrar, il Sacro Cuore adotta il primo arco a C robotizzato per la chirurgia vascolare in Italia

L’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar è il primo centro italiano ad adottare il sistema robotizzato Ciartic Move: immagini 3D ad alta definizione, interventi più veloci (-30%) e minore esposizione ai raggi X (-15%).

L’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, nel Veronese, è il primo centro in Italia a utilizzare il nuovo arco a C robotizzato Ciartic Move per l’imaging intraoperatorio in chirurgia vascolare. La tecnologia fornisce immagini tridimensionali ad alta definizione e movimenti motorizzati in sala operatoria, con benefici sull’efficacia e la sicurezza degli interventi.

Il sistema permette acquisizioni 3D e visualizzazioni da diverse angolazioni durante l’operazione, riducendo la necessità di manovre correttive. Avvicinandosi e allontanandosi dal tavolo operatorio mediante comandi automatizzati, l’apparecchiatura funziona come un assistente robotico e consente ricostruzioni dell’anatomia del paziente ad alta definizione.

L’Unità operativa di Chirurgia Vascolare guidata da Luca Garriboli impiegherà inizialmente il Ciartic Move. Il reparto esegue oltre 800 interventi all’anno, più della metà con tecniche endovascolari mininvasive. La nuova tecnologia è destinata in particolare al trattamento di patologie complesse dell’aorta, delle carotidi e delle arterie degli arti inferiori.

Nelle procedure endovascolari il chirurgo si muove all’interno delle arterie guidato dalle immagini radiologiche: una visualizzazione più nitida e tridimensionale facilita il posizionamento di stent ed endoprotesi con precisione millimetrica e consente la verifica immediata dei risultati.

Tra i vantaggi segnalati dal team vi sono una riduzione della durata complessiva degli interventi fino al 30% e una diminuzione dell’esposizione ai raggi X pari al 15%, a beneficio di pazienti e personale sanitario. La contrazione dei tempi operatori si traduce, secondo i medici, in minore anestesia, meno procedure correttive e recuperi post-operatori più rapidi.

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La strumentazione è completamente motorizzata e può muoversi in più direzioni; le movimentazioni manuali risultano assistite, riducendo lo sforzo fisico degli operatori e la necessità di impiegare più persone per il posizionamento. Grazie alla flessibilità d’uso in diverse sale operatorie, l’ospedale punta ad avvicinare le prestazioni delle proprie sale a quelle ibride ad alta tecnologia e ad ampliare l’accesso a trattamenti avanzati anche per pazienti provenienti da altre regioni.

Claudio Cracco, amministratore delegato dell’IRCCS di Negrar, ha sottolineato che portare la nuova tecnologia nella pratica clinica quotidiana significa immediatamente metterla al servizio dei pazienti, con benefici in termini di precisione, rapidità e sicurezza delle cure.

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Elena Gravin
Elena Gravin
Studentessa, amo scrivere per diverse testate on line. Cinema, teatro, musica, le mie passioni, ma amo incontrare gente. elena_g@lavocedivenezia.it
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