Murano, ora è emergenza: il movimento “Io sono Murano”

ultimo aggiornamento: 26/06/2020 ore 15:16

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Murano e il suo vetro sono in emergenza. La crisi economica sull’isola è iniziata circa vent’anni fa con un turismo via via meno facoltoso, e all’indomani dell’emergenza coronavirus le botteghe, le vetrerie e le fornaci rischiano di abbassare le serrande per sempre.

Il maestro vetraio Giancarlo Signoretto, fratello di Pino Signoretto, nome storico nella lavorazione del vetro, finge di lavorare a canne vuote, per rappresentare la disperazione: “Questa è la situazione di oggi – dice riferendosi all’assenza di spettatori attorno – la situazione è molto drastica, dobbiamo trovare una soluzione”.

Le fornaci sono vuote sull’isola, circa una trentina di attività legate al vetro artistico hanno riaperto ma lavorano poco o niente. Altre hanno preferito rimanere chiuse, in attesa di tempi migliori.

Parlano di duplice emergenza i muranesi, l’acqua alta eccezionale di novembre e il covid, due episodi legati da un filo rosso che li tiene appesi ad un futuro incerto.

Ha le lacrime agli occhi Raffaella Lamberti, titolare dell’omonimo negozio mentre pronuncia queste parole a chi le chiede dell’attività: “Ho quasi 74 anni, da 14 lavoravo il vetro. Così non ce la facciamo, chiediamo un aiuto concreto perché una situazione come questa non l’abbiamo mai vista”.

Stamattina gli operatori si sono trovati sotto la scritta dello striscione “Io sono Murano” per chiedere aiuti come gli sgravi fiscali. “A murano siamo fermi da mesi – dicono – ormai da quella maledetta alta”.

Non ci sono i turisti, e la riduzione dei mezzi pubblici ha causato un’altra difficoltà: “Le vetrerie erano già molto in crisi, purtroppo il covid non le ha aiutate – dice il ristoratore Gabriele Masiol, titolare del “Busa alla torre – come non ha aiutato Murano, e con la diminuzione dei mezzi pubblici da isolani siamo diventati isolati”.

Artigiani e decoratori sono preoccupati, spiegano le loro difficoltà davanti alla telecamera di Andrea Rizzo che ha realizzato un documentario pronto ad essere diffuso sui social, per essere accompagnato a decine di pagine di proposte che presto giungeranno alle istituzioni.

“Abbiamo raccolto idee e proposte che porteremo all’attenzione delle amministrazioni comunali e regionali – spiega Manuel Tiffi, portavoce dell’iniziativa e del gruppo “In Venice Tourists are Welcome” – non vogliamo un turismo selvaggio come quello che c’era prima, ma è innegabile che senza turisti la città non può vivere”.

Giorgia Pradolin

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