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domenica 20 Giugno 2021

Il Mose non funzionerà: trovati danni e ruggine

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Il Mose non funzionerà: trovati danni e ruggine

Quando nacque l’idea del Mose molti cittadini pensarono ad una entità, questa volta fisica e mastodontica che poteva salvare Venezia dalle alte maree. Forse i veneziani nella loro immaginazione vedevano Mosè, con l’accento sulla e, che ha salvato dalle onde del mare i suoi animali, portandoli nella sua famosa Arca.

Oggi sappiamo che il nome scientifico del Mose è Modulo sperimentale elettromeccanico, e come ci spiegano le parole, nulla ha a che fare con i miracoli e con la lettura della Bibbia.
Il Mose infatti, ora mostra tutte le lacune inflitte dal tempo, dal degrado, dalla ruggine, dalla salsedine e dai tanti altri aspetti di un’opera di ingegneria ambientale idraulica, che nonostante i continui interventi del Consorzio Venezia Nuova, attraverso le imprese di suo riferimento, mostra oggi tutte le sue ulteriori lacune.

Sorvolando le questioni che hanno diviso la città rispetto l’impatto ambientale dell’opera che è stata avviata nel 2003 per difendere Venezia e la sua laguna dal fenomeno delle alte maree. E andando” oltre” le questioni giudiziarie che più della salvaguardia della laguna hanno interessato la vicenda Mose, oggi la realtà ci presenta un quadro desolato sulle condizioni del Modulo sperimentale.

Il Mose, come è noto, è costituito da schiere di paratoie mobili, poste alle tre bocche di porto, che separano temporaneamente la laguna dal mare in caso di alta marea. Oggi non funzionano più, l’ultimo censimento del Consorzio Venezia Nuova ha rilevato danni all’impianto generale, la ruggine si sarebbe diffusa dovunque, impedendo il funzionamento degli incastri e delle cerniere. Si è aggiunto un fenomeno di bradisismo che ha fatta sprofondare i cassoni di oltre 9 centimetri. La corrosione ora segna questa impresa idraulica che ha fermato la mano dell’uomo e della scienza, scombinato il già precario funzionamento dell’alzata e della chiusura delle paratoie, riducendo le aspettative della difesa di Venezia e del suo ecosistema dalle alte maree, che questa volta non può contare su Mosè e sulla sua Arca.

Andreina Corso

Data prima pubblicazione della notizia:

20 persone hanno commentato

  1. ma così pochi di voi si preoccupano di quello che dice l’articolo? Tutti concentrati sulla sostituzione di nomi e basta?
    Andemo ben

  2. Tutti possiamo sbagliare! A voi non capita mai di confondere un nome o un avvenimento?
    Ci sono giornalisti che quotidianamente scrivono “baggianate”, per non dire di peggio, su concetti e contenuti e va comunque sempre bene.
    L’errore fatto da Andreina, prima di tutto può anche essere fatto notare, ma con gentilezza e poi non ha nulla a che vedere con la notizia che ha un suo significato e un suo scopo per nulla inficiati dallo scambio di nomi.
    Ma si sa, purtroppo e spesso ci si preoccupa più della forma che della sostanza
    Anna

  3. Tutti possiamo sbagliare! A voi non capita mai di confondere un nome o un avvenimento?
    Ci sono giornalisti che quotidianamente scrivono “baggianate”, per non dire di peggio, su concetti e contenuti e va comunque sempre bene.
    L’errore fatto da Andreina, prima di tutto può anche essere fatto notare, ma con gentilezza e poi non ha nulla a che vedere con la notizia che ha un suo significato e un suo scopo per nulla inficiati dallo scambio di nomi.
    Ma si sa, purtroppo e spesso ci si preoccupa più della forma che della sostanza
    Anna

  4. I veneziani sono sempre stati scettici sull’efficacia del Mose, ma ci speravano. Logico che ci siano ruggini ed altre magagne, l’acqua salata non è terapeutica ! E’ stato utile solo a chi ci ha speculato sopra.

  5. Suvvia, un errore può capitare a chiunque.
    Diciamo solo che la gaffe sarebbe degna del tapiro d’oro soltanto perché sull’errore viene basato il tono ironico dell’autrice, che riporta una notizia ricamandoci sopra.

  6. Mi dispiace per te Andreina, perchè ti conosco e so quanto ci tieni al rispetto della parola, l’ho imparato attraverso i tuoi corsi di scrittura, dove mi sono trovata accanto ad una persona preparata, attenta e sensibile. Te lo dico per amicizia, l’aver confuso un nome, certo è meglio non farlo, ma se succede, ti prego di non star male, ti sei scusata e hai fatto bene. Ma vogliamo ricordare quanti articoli hai dedicato alla verità, al tuo bisogno di dire e affermare il vero, a quanti articoli hai scritto nelle diverse testate giornalistiche, a quante pagine dei tuoi libri le hai dedicato alla verità , nella tua vita senza che nessuno ti battesse la spalla? Pensaci per favore

  7. E’ UNA GROSSA E COCENTE DELUSIONE.Io,da buon veneziano che vive da molti anni a Taranto,non ho mai smesso di pensare alla mia adorata Venezia…….MA,DA QUELLO CHE LEGGO DAI SPECIALISTI,IL MOSE DIMOSTRA DI ESSERE UNA GR0SSA BOIATA…COSTOSISSIMA..(per l’esosità dei politici “attaccati” al PIZZO)…..P
    erche’ nessuno ne parla nei media ?? Perchè non si mettano in galera i COLPEVOLI??

  8. Scusate ma se funziona e fa fa diga dove va ha finire l acqua che non passa non va a inondare le terre vicine salvi Venezia male città vicine le allaghi

  9. Gentili lettrici e lettori,

    avete perfettamente ragione, non so per quale meccanismo rugginoso ho invertito i nomi. Forse la suggestione? Comunque mi scuso mille volte perché un errore è un errore e per me è davvero imperdonabile, per la cura e il rigore che cerco di metterci quando scrivo, cercando sempre di rispettare tutti la parola e il suo senso..

    Comunque grazie per avermi fatta uscire mentalmente, da un equivoco della mia memoria che ha confuso i nomi, ma che nel concetto di salvezza ha riposto il suo sguardo, senza capire che lo stavo confondendo. Le vostre osservazioni mi hanno fatta sobbalzare, non solo perché qualcosa ho tentato di studiare nella mia vita, ma perché mi sento deontologicamente colpevole per questa brutto incidente.

    Mi scuso con voi, con il direttore e con la redazione. E mi scuso con Noè e con Mosè, sperando nel vostro e loro perdono.

    andreina corso

    • Ma sono cose che possono accadere..
      Andreina la conosciamo bene grazie alle centinaia di articoli che ci ha regalato fino ad oggi,
      tutti contraddistinti da grande precisione, grande onestà d’animo e intellettuale.
      Tutti la apprezzano per la sensibilità e l’intelligenza con cui tocca argomenti anche molto delicati…
      Avercene giornaliste così, ma non solo: ce ne fossero di più anche nelle altre grandi testate il mondo sarebbe un po’ migliore per tutti.
      Grazie a tutti per la comprensione e un abbraccio ad Andreina.
      Paolo Pradolin

  10. Ma non sarà che nella premessa dell’articolo si è fatta un po’ di confusione tra Mosè e Noè?

  11. Mosè non ha salvato con l’arca…
    Prima di scrivere baggianate è meglio documentarsi.
    Per il resto, che il Mose non funzionasse lo si sapeva già da dieci anni.
    Che riempisse le tasche di molti pure. Che avrebbe mangiato montagne di soldi pubblici anche. Come OGNI grande opera degli ultimi 60 anni in Italia.
    Senza una legge efficace anti corruzione non dovremmo dare il via a nessuna grande opera pubblica

  12. Quello che ha costruito l’arca, secondo la bibbia, si chiamava Noe’: Mose’ e’ il personaggio biblico che libero’ gli ebrei dalla schiavitu’ egiziana aprendo il mar rosso.

  13. Cara Andreina sarà anche un bel articolo ma devi ripassare la storia o la bibbia , Mosè aveva aperto le acque per salvare il suo popolo , l’arca la aveva costruita Noè per salvare gli animali.

  14. Mosè salvato dalle acque…..Noè costruttore dell’arca. Purtroppo questo errore grossolano abbassa la percezione di affidabilità dell’articolo. Tuttavia grazie comunque per l’informazione sul degrado dell’opera.

  15. Arca di Mosè? Nonostante la mia ignoranza in fatto di personaggi fantasy , ero convinto che quello con l’ arca fosse un altro

  16. Gentile Andreina Corso,
    studiare un po’ prima di scrivere e citare un passo dell’Antico Testamento, forse, le permetterebbe di far bella figura con i suoi lettori…

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