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martedì 26 Ottobre 2021

Mose alzato tiene fuori le navi. Musolino: ore terribili senza accesso al mare

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Con le barriere del Mose sollevate i porti di Venezia e Chioggia non possono resistere a lungo e sono destinati a perdere competitività e, di conseguenza, commesse e occupazione secondo il Commissario Straordinario dell'Autorità di Sistema Portuale.

Il Mose alzato tiene fuori le navi. E’ questo il rovescio della medaglia del sistema a paratie mobili che, quando azionato, isola Venezia lasciandola, di fatto, senza alcun accesso dal mare. E, quando capita, sono ore terribili senza accesso al mare secondo il Commissario Straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale.
“Il Porto di Venezia sta vivendo delle ore molto difficili poiché si trova a non avere un accesso al mare in presenza del sistema Mose in azione”.
“Solo questa mattina avevamo 8 navi ferme in rada e 9 in laguna in attesa di uscire”.
Sono le parole di Pino Musolino, Commissario Straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, che si è così espresso sul funzionamento del sistema di paratoie mobili Mose a difesa di Venezia.
“Domani – aggiunge – alla luce delle previsioni che ci sono state comunicate prevediamo che circa una decina di navi dovranno modificare i propri orari per evitare di rimanere ferme. Purtroppo si sta realizzando tutto quello che avevamo previsto negli ultimi anni:

senza una conca di navigazione funzionante che permetta alle navi di entrare ed uscire nella laguna, anche con le barriere del Mose sollevate i porti di Venezia e Chioggia non possono resistere a lungo e sono destinati a perdere competitività e, di conseguenza, commesse e occupazione”.
“Alcune soluzioni le abbiamo anche prospettate e depositate da tempo – conclude Musolino – come la necessità di realizzare e istituire il cosiddetto ‘Porto Regolato’ e la evidente necessità di sistemare al più presto la conca di navigazione, magari riadattandola anche a banchina ad alti fondali. Inoltre, sebbene sia comprensibile che in questa prima fase ancora sperimentale di utilizzo del Mose si stia dando priorità alla sicurezza e al buon funzionamento del sistema e delle procedure, è urgente che si strutturi una cabina di regia, dove l’AdSP dovrà avere necessariamente un ruolo, che possa avere una visione complessiva di tutti i processi, in modo tale da gestire in efficienza anche i traffici portuali”.
La chiusura del Mose in maniera “poco organizzata” a causa delle improvvise circostanze repentine del meteo, è oggetto di discussione anche di un altro tavolo, oltre a quello dell’accesso delle navi che restano isolate in mare.
Si sta infatti discutendo in queste ore una revisione del sistema di allertamento legato al meteo, visto l’ “insuccesso” di ieri, martedì 8, quando

il continuo aggiornamento delle previsioni ha “permesso” all’acqua alta di entrare per 138 cm..
“Migliorare le previsioni meteo sui venti – i cambiamenti climatici lo impongono – accelerare le procedure dall’allerta e quelle di messa in opera del sistema Mose”. Sono i temi in merito anticipati all’ANSA da Cinzia Zincone, a capo del Provveditorato alle opere pubbliche del Nordest, che saranno affrontati domani da un tavolo tecnico, dopo l’insuccesso del Mose, che ha riportato Venezia sotto l’acqua alta.
Le previsioni – spiega Zincone su quanto accaduto ieri – erano di due tipi: il Centro maree del Comune ne dava una mentre noi, alle bocche di porto, ne avevamo un’altra addirittura migliore, tanto da non far pensare al peggio. Poi il repentino e imprevedibile cambiamento, ma i tempi sono lunghi, i turni degli operatori sono di 12 ore. Bisogna farli arrivare in servizio, non in città ma a ridosso del mare, avviare una serie di procedure che richiedono altre quattro ore e poi si alza il Mose. Tutto questo fatto da squadre di operai che, ad opera incompleta, stanno in parte sotto il mare e non hanno neppure gli spazi per poter riprendere fiato”.
Per Zincone “abbiamo imparato da questa triste esperienza, guai a sottovalutare ogni singolo aspetto, gestire meglio il personale e non temere di muoverci anche se l’allerta non scatta, come è accaduto, perché io non ho avuto alcun segnale in questo senso. Quanto è accaduto ci dispiace, capisco il malumore e la rabbia. Ne sono partecipe per questo dobbiamo porre rimedio a questo errore di sottovalutazione”.
Sul piano della governance Zincone si astiene: “E una questione politica” conclude.

(foto di archivio: Pino Musolino, Commissario Straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale / credits: lavocedivenezia.it / articolo: Mose alzato tiene fuori le navi. Musolino: ore terribili senza accesso al mare / cat.: mose, acqua alta, porto di venezia / 09/12/2020)

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Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

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  1. Questo dimostra di gente incompetente ( sperando che questo questo sia dovuto per capire il funzionameno) in tutti i reparti un’opera così si doveva provedere a tutto ma sopratutto sapere bene la storia di venezia e lasciare hai storici veneziani le decisioni da prendere e non di certo lasciare i comandi a roma.

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