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Morto Alfredo Famoso, il tassista colpito con le bottiglie a Milano

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ambulanza a sirene spiegate

I colleghi tassisti si sono fermati dal servizio per 15 minuti ieri sera, per ricordare la «tragica scomparsa del collega».
I tassisti di Milano, alle otto di ieri sera , si radunano nei posteggi, accostano, spengono i motori, scendono, molti restano in silenzio, qualcuno si fa il segno della croce.

Alfredo Famoso, 68 anni, sigla «Aquila7», è morto ieri, è stato dichiarato morto non essendoci più alcuna possibilità che potesse riprendersi riemergendo dalle macchine che ancora davano impulsi nonostante fosse in coma dal giorno dell’aggressione.

Alfredo Famoso è morto mentre faceva il suo lavoro, aggredito in strada domenica sera per una banale lite su una frenata.

Davide Righi, 48 anni, responsabile dell’aggressione si siederà questa mattina davanti al giudice. Il consulente informatico sarà accusato di omicidio volontario con la forma del «dolo eventuale». Significa, secondo la ricostruzione dei magistrati Alberto Nobili e Maria Teresa Latella, che quando ha colpito in pieno volto il tassista con la confezione di 4 bottiglie di plastica piene d’acqua che aveva in mano, ha consapevolmente accettato il rischio che quel gesto potesse provocare un danno gravissimo, financo alla morte.

Intanto le indagini proseguono e una nuova testimone ha raccontato i fatti di quei momenti di folle aggressione, e ora nei documenti della polizia quei pochi secondi di ferocia sembrano molto chiari nella dinamica.

Davide Righi sta attraversando la strada sulle strisce venti minuti dopo le otto di domenica sera, in via Morgagni, quartiere di Milano insieme alla compagna incinta.
Arriva il taxi ma frena molto tardi, all’ultimo. Righi colpisce una prima volta l’auto con le bottiglie, il tassista scende. Litigano.

Il pedone colpisce il tassista con le bottiglie che ha in mano e quest’ultimo crolla a terra e sembra esanime. Davide Righi prende per mano la compagna e la tira via mentre la donna avrebbe detto: «Fermiamoci, non possiamo lasciare quell’uomo a terra».

Le bottiglie che aveva usato come arma sono state sequestrate a casa sua dagli investigatori.

Paolo Pradolin

[26/02/2014]

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