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Meningite, stroncata un altra giovane universitaria. Esiste un ignaro untore?

All’università Statale di Milano aleggia lo spettro della meningite a causa di due giovani ragazze stroncate in poche ore: si starebbe pensando ad un vaccino di massa per gli studenti, dopo la morte delle due ragazze nel giro di quattro mesi, entrambe per meningite fulminante. Il timore dei vertici dell’ateneo e dei medici dell’Asl è […]

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Meningite, stroncata un altra giovane universitaria. Esiste un ignaro untore?

All’università Statale di Milano aleggia lo spettro della meningite a causa di due giovani ragazze stroncate in poche ore: si starebbe pensando ad un vaccino di massa per gli studenti, dopo la morte delle due ragazze nel giro di quattro mesi, entrambe per meningite fulminante. Il timore dei vertici dell’ateneo e dei medici dell’Asl è quello di un focolaio epidemico dovuto a un portatore sano della malattia in grado di contagiare tutti gli altri.

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Sono le 4 del mattino di martedì scorso quando Flavia, origini napoletane, arriva al pronto soccorso con forti dolori all’addome. Esami preliminari interlocutori, sintomatologia generica, i medici decidono di avviare una terapia per ridurre le sofferenze. Tre ore dopo, l’arresto cardiaco.

Équipe medica sotto choc, una giovane ragazza sana non può morire così. Parte un’ulteriore serie di test, la meningite batterica viene esclusa. Mercoledì la diagnosi, comunicata a famiglia e ateneo: gastroenterite.

L’Asl però non ci crede, chiede ulteriori accertamenti, in particolare l’esame molecolare Prc che, in serata, darà esito positivo: è sepsi da batterio della meningite.

Scattano le misure di profilassi, i campioni di Flavia partono subito per Roma, con destinazione l’Istituto superiore di Sanità. Bisogna capire la natura del batterio, probabilmente di ceppo B o C. Il pensiero va subito a un’altra drammatica mattina di fine luglio, quando era morta Alessandra Covezzi. La giovane ferrarese tornava da un fine settimana ai lidi di Comacchio.

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Il piano è quello di vaccinare, già dopo il ponte dell’Immacolata, almeno i 110 studenti entrati in contatto con Flavia Roncalli, 24 anni, ultima delle due vittime, martedì all’ospedale Niguarda. Quest’estate la stessa sorte era toccata alla coetanea Alessandra Covezzi, anch’essa ricercatrice di Chimica. Solo una fatalità?

Flavia aveva 24 anni, studiava all’Università Statale di Milano, ed ora è morta all’Ospedale Niguarda a causa di una meningite batterica, che l’avrebbe stroncata in poche ore. Impossibile non pensare che si tratta del secondo caso in 4 mesi: lo scorso luglio era morta sempre per meningite batterica
un’altra ragazza sua coetanea, che frequentava lo stesso laboratorio universitario di Chimica.

Secondo gli esperti dell’Agenzia per la tutela della salute (Ats) Metropolitana, “a Milano non c’è alcun allarme meningite”, tra i due casi non ci sarebbe alcun nesso. “Non c’è alcun allarme per la popolazione – conferma Giorgio Ciconali, responsabile dell’Igiene Pubblica dell’Ats – la meningite è purtroppo una malattia che ogni tanto si ripresenta, per fortuna con numeri relativamente bassi. Nella nostra Regione i casi si verificano con una cadenza molto regolare e in linea con l’atteso; al contrario, ci sono Regioni come la Toscana in cui il numero dei casi in questo periodo è superiore alle aspettative: anche per questo sono giustificate le campagne che sensibilizzano ancora di più alla vaccinazione”.

“E’ ovvia la preoccupazione nelle persone – prosegue l’esperto – quando il decesso avviene in una ragazza di 24 anni, e pochi mesi dopo che un’altra ragazza, che lavorava nello stesso laboratorio dell’Università Statale di Milano, era deceduta per la stessa causa. Ma si tratta di un fatto eccezionale, che ha stupito anche noi: al momento, comunque, non ci sono elementi per legare i due casi”.

Gli specialisti stanno in ogni caso analizzando i campioni di meningite delle due ragazze, per non escludere alcuna possibilità: ci vorranno alcune settimane per avere un risultato più chiaro.

Sin dalla mattinata di oggi gli esperti dell’Ats sono stati alla Facoltà di Chimica della Statale, dove la ragazza lavorava, “per parlare agli studenti e fare loro la profilassi antibiotica. Sono state raggiunte in tutto 150 persone: alcune erano già andate spontaneamente in farmacia per richiederla, o al Pronto Soccorso dell’Ospedale Niguarda; per 80 persone l’abbiamo somministrata direttamente noi”. Per circa altre 30 persone, inoltre, non è stato necessario fare alcuna profilassi, “perché parlando con loro – conclude Ciconali – abbiamo stabilito che non avevano avuto una frequentazione stretta o contatti prolungati con la ragazza, e quindi per loro non era necessaria alcuna cura”.

Redazione

02/12/2016

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