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mercoledì 20 Ottobre 2021

Manifestazione no vax: migliaia di persone bloccano Padova

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Manifestazione e corteo no-vax a Padova, almeno 4.000 persone in strada paralizzano il traffico.
E sono stati notevoli i disagi creati al traffico, con alcune strade del centro semi-paralizzate.
Tutto causato dalla discesa in piazza ieri sera di un corteo di circa 4.000 no-vax che ha sfilato a Padova.
Si tratta dell’ennesima manifestazione del popolo contrario alle misure sanitarie anti-Covid che questa volta si è fatto notare di più.
Viene riportato che sono giunte lamentele di commercianti, per il disagio che queste iniziative provocano nel giorno, il sabato, maggiormente dedicato agli acquisti.
Lunghe file di auto si sono formate in particolare in viale Codalunga, a ridosso del centro storico.
Dal corteo sono partiti i consueti slogan contro il green pass e le misure decise dal Governo.
Di nuovo si sono uditi gli spiacevoli accostamenti tra la vaccinazione di massa e le persecuzioni naziste verso il popolo ebraico.

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Medico anestesista di Mestre ha curato tanti pazienti col Covid, ora è no vax

medico dottore stanco appoggiato al muro ns 1240
Un medico in un’immagine di repertorio.

Perché un medico, un anestesista che si è prodigato con cuore e impegno e a curare i pazienti colpiti da Covid 19 ricoverati in Terapia intensiva a Padova, sceglie di non vaccinarsi?
La notizia, riportata da La Nuova Venezia, narra la storia di un uomo, di un professionista serio e competente, che l’Azienda ospedaliera padovana ha sospeso sino al 31 dicembre, riproponendo ‘la questione’ in queste giornate lungamente dibattuta dell’obbligo a vaccinarsi, che va letta evitando, possibilmente, toni forti e imperativi categorici.
Il medico mestrino, quarantacinquenne, iscritto all’Ordine dei Medici fin dal 1996, ha assistito con abnegazione i suoi pazienti, li ha visti guarire, morire, seguendo con dedizione le loro sorti e spendendosi al massimo con i suoi colleghi, per restituire la speranza ai pazienti. Chi gli è stato vicino in questo difficile anno e mezzo ha osservato la volontà, la forza, la determinazione nell’esercizio della sua professione. Ultimamente il medico era molto provato dall’esperienza professionale e umana che il coronavirus ha impresso nelle nostre vite. L’ ha visto stanco, ma anche positivo e fiducioso delle cure mediche che di volta in volta rinforzavano la speranza di poter superare l’emergenza.

Ultimamente, pur continuando a dare il massimo di sé in corsia e in terapia intensiva, l’anestesista aveva rivelato qualche segno di paura, d’incertezza, tanto da indurlo a non sottoporsi al vaccino.
Forse la quotidiana vicinanza alla malattia e alla morte, forse il sentimento di pietà per quelle vite che se ne sono andate, forse lo stress, inevitabile, in situazioni estreme, lo hanno portato a questa scelta.
La sospensione dell’anestesista si aggiunge ad altri ottantacinque operatori sanitari che non si sono vaccinati, solo nell’Azienda Ospedaliera di Padova, e 162 sono i sospesi (fra medici e operatori) dall’Usl 3 veneziana.
Non si possono conoscere i motivi per i quali un medico, un infermiere, decidono di non vaccinarsi.
Ogni persona, nel suo ‘sentire’ riconosce il perché della scelta e la esprime nel modo che le è più consono.

In base alle dichiarazioni dei Lavoratori della Sanità, contrari al vaccino si comprende che sono due gli elementi preminenti delle loro argomentazioni: la libertà individuale e la paura: “Non è una battaglia no vax, ma una battaglia democratica perché qui si obbliga una persona a correre un rischio e se non lo corre gli viene impedito di svolgere la professione”, spiega un medico.
E ancora un’argomentazione “Si rivendica la libertà di scelta della cura e la libertà della ricerca scientifica sancite dalla Costituzione, diritti inviolabili e parte integrante del patrimonio costituzionale comune dei paesi dell’Unione Europea”.

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“Non sono ancora note le potenzialità dei vaccini sotto il profilo della loro capacità di impedire la trasmissione del virus, la capacità di impedire la contrazione della malattia e la durata temporale dell’efficacia preventiva, dall’altro, che non sono ancora note le conseguenze, soprattutto a lungo termine, derivanti dalla somministrazione dei vaccini”. 

Forse nessuna di queste ragioni ha spinto il medico mestrino alla sua scelta, alcune riflessioni sono inesplorabili e molto personali. Nonostante gli ultimi dati mostrino che i vaccini non solo proteggono i soggetti vaccinati ma riducono anche la probabilità che questi trasmettano il virus ad altri, si rileva da queste e altre esperienze, che le rassicurazioni non convincono, così come imbarazzano le sospensioni, che certamente umiliano chi le riceve e che insieme rivelano che la strada della coesione è ancora lunga e tortuosa.

Andreina Corso

Dello stesso argomento:
Perquisizioni ai ‘no vax’ anche a Venezia: preparavano azioni

polizia venezia motoscafi schieramento ns 1240
Operazione di polizia contro no vax che preparavano azioni ostili anche a Venezia.

Blitz della Polizia di Stato questa mattina contro persone aderenti al gruppo ‘No Vax’: molte perquisizioni sono state eseguite a carico di diversi soggetti.
Secondo quanto appreso i No Vax tenevano i contatti attraverso un gruppo Telegram.
In alcuni messaggi vi sarebbero stati ipotesi di compiere azioni violente nel corso delle manifestazioni contro i provvedimenti del Governo.
Le indagini, coordinate dalla procura di Milano, sono state condotte dalla Digos e dalla Polizia Postale.
Le perquisizioni sono scattate a Milano, Bergamo, Roma, Venezia, Padova e Reggio Emilia.
Oltre alle abitazioni degli indagati, i controlli hanno riguardato pc, cellulari, tablet e account social.

Si definivano “i guerrieri’, su Telegram, gli indagati nell’operazione della Polizia di Stato di questa mattina, coordinata dalla Sezione distrettuale Antiterrorismo della Procura di Milano.
La frangia No Vax, che aveva intenzione di costruire rudimentali ordigni “fai da te” e di approvvigionarsi di coltelli, era composta da 5 donne e 3 uomini.

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Sono state definite, in particolare, come “molto determinate e arrabbiate” le 5 donne che si trovavano tra gli elementi di spicco del canale Telegram denominato ‘I guerrieri’.
Si tratta di una frangia composta da persone con un “profilo basso” senza “esponenti d’area”, ma formata da “gente comune”: disoccupati, operai, portinai, camerieri.
Uno degli uomini, che aveva un porto d’armi, era conosciuto per essere vicino all’indipendentismo veneto, ma al momento non sarebbe emerso niente altro.

Nel corso delle perquisizioni di oggi sarebbero state trovate armi, come coltelli e bastoni.
Lo si apprende nelle indagini della Digos, coordinate dal capo del pool antiterrorismo milanese Alberto Nobili e dal pm Piero Basilone.
Gli otto indagati, che hanno una età che va dai 53 anni ai 33 anni, si stavano muovendo per creare una “rete” a livello nazionale per azioni violente e stavano pianificando una riunione operativa e preparatoria, o in un luogo fisico o rimanendo sui canali digitali, per la manifestazione ‘no Green pass’ di sabato a Roma.
Avrebbero voluto anche creare disordini nel corso della visita, che poi fu annullata, del ministro della Sanità Roberto Speranza a Padova, che era in programma per il 2 settembre.

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Per gli inquirenti il blitz di stamani, come viene chiarito, rientra in una “importante attività preventiva contro dei disordini” che erano stati programmati.
Da un lato, c’è il riscontro che questi gruppi stanno “alzando il tiro” e dall’altro si dimostra che le istituzioni e le forze dell’ordine sono presenti nel contrastarli.

Le “azioni violente” che stavano programmando, anche con l’uso di armi, erano “tese a mutare o condizionare la politica governativa e istituzionale in tema di campagna vaccinale”.

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