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La Municipalità veneziana vola a Strasburgo per candidare Venezia a capitale verde europea.

La Municipalità di Venezia a Strasburgo su invito di Cécile Kyenge, parlamentare europea, che con un’Interrogazione alla Commissione competente, ha lanciato un SOS per i livelli di inquinamento atmosferico e per il dissesto della laguna. Un’occasione d’oro e agognata per presentare la città lagunare attraverso la competenza di chi Venezia la vive, la soffre, di quanti lavorano per alleggerirne i problemi e le afflizioni.

La conferenza stampa di ieri, poco gradita dal Comune di Venezia che ha contestato finalità e dati, ha evidenziato le criticità che attanagliano la città di Venezia. Il presidente della Municipalità Giovanni Andrea Martini, affiancato dall’esperta di politiche comunitarie Ida Ossi, e dall’urbanista Sergio Pascolo, hanno affrontato i temi dell’inquinamento dell’aria, del decadimento idrogeologico della laguna, dello spopolamento della città e il conseguente impoverimento della qualità della vita con i residenti soffocati da presenze turistiche insostenibili. Corpose e documentate le analisi di Italia Nostra sul riequilibrio della laguna curate dal prof. Stefano Boato.

Venezia non può spegnersi, come sta succedendo, per l’interesse di pochi, afferma il presidente Martini, che oltre a denunciare i problemi, offre corpose prospettive e soluzioni a breve e media scadenza. “Venezia rappresenta un importantissimo patrimonio da difendere e valorizzare per l’Italia e per il mondo”, ha chiarito Cècile Kyenge, rispondendo alle preoccupazioni della delegazione veneziana che ha criticato le scelte politico-culturali del Comune di Venezia.

Le questioni presentate con estrema chiarezza e cura, attraverso schede tematiche di approfondimento, hanno riguardato: Spopolamento e residenzialità, Turismo di massa, Venezia futuro sostenibile e green, Inquinamento delle Grandi Navi, Dissesto della laguna.

L’urgenza abitativa è inequivocabile: Venezia Centro Storico, da 174mila abitanti censiti nel 1951, si è arretrata a 102mila nel 1976, per arrivare all’oggi, con una popolazione che non raggiunge i 53mila residenti.

Di questo tracollo la Municipalità individua le cause che vanno dal mercato turistico, B&B e Airbnb, si stimano almeno 5000 alloggi offerti ai turisti per affitti brevi e redditizi, 25mila posti letto, superando di gran lunga i 19mila offerti dagli alberghi; i costi troppo elevati degli affitti a lungo termine, il costo, altissimo, della vita, i 28milioni di presenze annuali di turisti di ogni tipo.

Venezia non può tradursi come fabbrica del turismo, ma la deriva è già avvenuta. Quindi una nuova storia riguarderà la sfida di ripopolare la città e per fare questo è fondamentale, per i rappresentanti la Municipalità, “ricreare una struttura economica e produttiva adatta alla città d’acqua, al contesto ambientale e storico e al futuro sostenibile della città e del pianeta”.

Venezia e la sua Laguna, sito UNESCO dal 1987, deve essere considerata con urgenza “Patrimonio dell’Umanità in quanto modello di equilibrio tra naturale e artificiale , per lo stile di vita ecologico, sostenibile e solidale, per la sua morfologia di città pedonale e città d’acqua”.

Il progressivo e ‘obbligato’ abbandono della città, le concessioni di decine di migliaia di permessi di cambi di destinazione d’uso di abitazioni in alloggi turistici, l’esodo di attività commerciali, artigianali, la chiusura di negozi e servizi ai cittadini, inducono a uno sforzo immane cui dovranno contribuire l’Università, la Ricerca, le Fondazioni, il Mondo del lavoro tutto, per creare una nuova economia produttiva e sociale in grado di rispettare Venezia e non di usarla a soli scopi turistici.

Sotto accusa le Grandi Navi : ”In una città antica, d’acqua e pedonale, le Grandi Navi crociera dovranno essere collocate fuori dal contesto lagunare, non si dovevano creare posti di lavoro per attività incompatibili e altamente contaminanti, creando a posteriori il fuorviante dilemma tra mantenimento dei posti di lavoro e l’inquinamento della cittadinanza”.

Venezia crocevia del mondo, merita uno scenario pregno di saperi, discipline e cultura. Sviluppo e sostenibilità attivano una strategia “Green”con iniziative tra esse sinergiche, tutte scritte e documentate da professionisti che intendono rispettare e difendere questa città tanto amata dai poeti di ogni tempo, tanto vissuta nello spazio eterno dell’arte, nella sua spirituale bellezza.

Il progetto della Municipalità veneziana è giunto a Strasburgo, ma tanta strada può e deve percorrere ancora, affinché siano il mondo e le genti di ogni dove a farsi responsabili, insieme ai veneziani, della sua integrità e del suo ripopolamento.

Andreina Corso

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