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domenica 11 Aprile 2021
HomeVaccini e vaccinazioniPersonale scolastico "furbetto": a Padova infiltrati parenti e amici da vaccinare

Personale scolastico “furbetto”: a Padova infiltrati parenti e amici da vaccinare

Insegnanti “furbetti”: a Padova scoperte doppie prenotazioni per vaccinarsi tra il personale scolastico. Saranno bugie dalle gambe corte, comunque, dato che si deve usare il codice fiscale per le prenotazioni.
Scoperte, in ogni caso, prenotazioni poi registrate a nome di parenti o amici dall’Azienda Ulss di Padova tra quelle destinate alla vaccinazione del personale scolastico.
I casi, una cinquantina, hanno comportato lo stop alla piattaforma informatica per le prenotazioni e l’avvio di un’indagine.
Le verifiche

– riportano i quotidiani veneti – sono state avviate per capire quanti siano effettivamente i “furbetti” e come risolvere il disagio che rallenta la campagna vaccinale.
La scoperta sarebbe stata fatta dal Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss nella piattaforma “Zerocoda”, che presentava prenotazioni doppie collegate a uno stesso codice fiscale.
Questa prenotazioni sono state annullate e si sta valutando di presentare una denuncia alla magistratura.
La partita dei vaccini in Veneto, per usare le parole del presidente regionale, è lontana dall’essere conclusa a causa dei ritardi delle forniture.
“Da qui a fine marzo

dovremmo somministrare 370 mila dosi e la disponibilità che abbiamo è superiore alle 400 mila, mantenendo sempre i 21 giorni di scorta” ha detto il direttore della sanità del Veneto, Luciano Flor, aggiungendo che riguardo al personale sanitario “ci sono code residuali”.
“Stiamo facendo i servizi pubblici ed essenziali, il mondo della scuola, le forze dell’ordine. Poi si procederà con le persone nate nel 1939; nel frattempo si sono aggiunte alcune categorie della prima fascia: gli iscritti all’ordine dei farmacisti, le categorie speciali e infine i malati oncologici, con i trapianti e con la fibrosi cistica”.
Sulla campagna di vaccinazione si discute anche per un altro aspetto: “Penso che lo stato vaccinale finirà sul passaporto

– ha affermato Luca Zaia – Una discriminazione? Si, perché c’è chi non si può vaccinare, e deve avere diritto di viaggiare come gli altri. Però è inutile fare elucubrazioni. La verità va nella direzione che se non sei vaccinato ci saranno delle strutture che non ti permettono di accedere. O guardiamo in faccia alla realtà, o apriamo un salotto per discutere una vita sull’opportunità o meno”.
Sulla campagna in corso in Veneto, ancora Flor ha anticipato che da oggi saranno somministreremo tutti i vaccini che arrivano, “perché abbiamo in casa le scorte per poter procedere al richiamo dei 21 giorni. Abbiano vaccinato 9 mila persone al giorno e ora, in base alla disponibilità dei vaccini, possiamo farne molti di più. Da qui a fine marzo dovremmo somministrare 370 mila dosi e la disponibilità che abbiamo è superiore alle 400 mila, mantenendo sempre i 21 giorni di scorta”.

Data prima pubblicazione della notizia:

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