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lunedì 26 Luglio 2021

Il pioppo bianco – Racconti e storie di vita quotidiana

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”L’immaginazione è una vera avventura. […] Deve restare fluida come la vita stessa che è e diviene”.

L’autore veneziano Paolo Giovannetti introduce così la sua serie di racconti intitolata Il pioppo bianco (Arduino Sacco Editore, pagg.103, €12,90). Affidandosi alle parole di Italo Svevo, l’artefice di queste brevi storie, pensando alla quotidianità, la rende ”magica”. Il trucco? Estrapolando ciò che è insito negli oggetti che ci circondano e che sono inanimati.

I primi ad avercela un’anima però, sono proprio un pioppo bianco ed una panchina di legno. L’albero pensante, piantato al bordo di una strada di periferia è il protagonista del primo di quindi racconti, sotto a questo pioppo c’è però anche una panchina, che riesce a percepire i pensieri di chi vi si appoggia e che comunica, tramite le sue fibre di legno ancora vitali, con il suo stesso vicino, l’arbusto.

Dettagli, significati nascosti e riesplorati, vita e problemi quotidiani, il destino che si diverte a beffare o favorire la fortuna e la felicità del protagonista. Questi i temi della raccolti di storie, divertenti, misteriose, tristi e malinconiche, nate dalla penna di Giovannetti.

Si parte dalle origini, dalla nascita del pioppo, una ”scusa” per raccontare una delle tante leggende legate a Venezia, che rivive attraverso il dialetto, anche nelle parole di una signora, che con le amiche si siede sulla panchina e si fa portavoce dei racconti, quasi una narratrice onniscente che ”per sentito o letto” da qualche parte, introduce le storie che il lettore assaporerà.

Disoccupazione, una famiglia da mantenere e una sfortuna che lo perseguita, il protagonista della prima storia ”La vincita”, deve affrontare tutto ciò, in ”Amici di palla’ invece, l’anziano Egidio, facendo amicizia con due ragazzini, ritornerà a vivere.

Al contrario, il personaggio principale di ”Topo-mat” per un caso fortuito, coincidenze e fortuna, riesce a salvarsi dalla sventura accaduta per cause di forza maggiori, così come il protagonista de ”La goccia”.

Storie tristi sono quelle del povero Dimitri, un bambino senza gambe che dopo l’esplosione di un ordigno vorrebbe solamente volare o il racconto del povero Amir, un papà egiziano scambiato per un terrorista.

Quelle riuscite meglio, sono invece le storie avvolte nel mistero: ”Il vinaio” e ”La doccia”, così come il racconto quasi fantascientifico, ”Facciata nord-ovest”.

C’è ne di tutti i generi e per tutti i gusti insomma: sognare, sperare, condividere, riflettere ed abbandonarsi al piacere della pura e semplice lettura. Giovannetti accompagna il lettore in questa avventura quotidiana, impreziosita da dettagli, storie e fantasie ricche di suspense, amore, tristezza e speranza, divertendolo ed emozionandolo.

Alice Bianco

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