Hellas Verona, una fiammella di speranza che non accenna a spegnersi

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Un anno di purgatorio e l’Hellas Verona che torna in serie A

Si dice che la speranza è l’ultima a morire ma l’illusione è un’arma pericolosissima.

Dopo le vittorie sul Sassuolo, il Milan e la Fiorentina, quella di domenica sul Torino non mi farà cambiare idea. L’Hellas Verona ha pochissime cianche di salvezza a causa della rosa e della poca cattiveria messa in campo fino ad ora.

Alla mancanza di qualità, bisogna sopperire con la volontà e nelle partite fondamentali, tale aspetto è mancato totalmente; emblema la partita casalinga con il Crotone. Vincere con i rossoneri e poi fare imbarazzanti débâcle con le dirette concorrenti alla salvezza, è totalmente inutile.

Prima di gridare a una nuova speranza (Star Wars cit.), attendo le due partite che in caso di vittoria, daranno davvero nuovo senso al campionato gialloblù: a Benevento e il derby con il Chievo.

Sei punti per un miracolo ancora possibile dalla mediocrità delle squadre in lotta. Difficilmente infatti la quota salvezza, supererà il trentacinque punti.

La continuità di risultati è però un aspetto fondamentale per ridare entusiasmo a una piazza che ormai non ci crede più. una piazza che ha dovuto sorbirsi un presidente che ha scoperto l’uso del video per rispondere alle domande e a una discussione epistolare, su eventi vecchi di anni.

Sinceramente rinvangare ancora la gestione “economica” del periodo Sogliano, da parte del presidente Setti, è un colpo basso e totalmente inutile. Si sarà speso di più ma si è fatto cento punti e le plusvalenze che ancora la società fa, sono basate sui giocatori portati dall’ex direttore sportivo.

Come detto però, si tratta di storie vecchie, assolutamente inutili alla realtà odierna del Verona. Meglio pensare all’oggi e al domani, il Ds Fusco e mister Pecchia lasceranno a fine campionato, qualunque sia il risultato finale.

Per ottenere punti da qui alla fine, Pecchia dovrebbe decidere finalmente una formazione base definitiva. Invece, continua a cambiare nella speranza dia azzeccare gli uomini giusti nella partita giusta. Così non si va da nessuna parte e ci si affida solamente al caso.

Invece, il mister sembra proprio puntare su questa “confusione” apparentemente ragionata. L’exploit di Valoti e di Calvano sembrano più casuali che voluti, il primo finalmente utilizzato nel suo ruolo naturale (ci voleva tanto?), il secondo eletto a titolare per disperazione e mancanza di alternative.

Ora quindi, per una prestazione accettabile, non trasformiamoli nell’Iniesta e lo Xavi di turno. Il primo era riserva in serie B, l’altro ha militato nelle serie ancora minori fino a pochi mesi fa. Calvano comunque, ennesimo giocatore voluto e portato da Sogliano.

Ci sono almeno sedici punti da fare per salvarsi.

Il calendario lo permetterebbe, ora dipende tutto dagli uomini, non solo dai giocatori.

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