Hellas Verona di Ivan Juric: tredici giornate, diciotto punti. Di Mattia Cagalli

ultima modifica: 26/11/2019 ore 16:52

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Hellas Verona, è ufficiale : la squadra ha un gioco

Tredici giornate, diciotto punti.
Questo è il ruolino di marcia dell’Hellas Verona di Ivan Juric, che marcia al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Nonostante i tentativi di polemica esterni.

La vittoria con il minimo scarto sulla Fiorentina, è l’ennesimo “capolavoro” di grinta e organizzazione dei Gialloblu. Dimostrazione che per la salvezza, non serve il calcio champagne ma piuttosto la solidità difensiva e capire, che anche il punto è importante.

A questo punto del campionato, c’è sicuramente un rammarico, perché è impossibile non chiedersi dove sarebbe questa squadra con un attaccante che vede la porta.

Mi rendo conto che questo quesito è oramai ripetitivo ma quattro o cinque punti in più in classifica, ci sarebbero sicuramente.

Ha fatto sicuramente bene l’esclusione a Samuel Di Carmine, che ha trovato il primo goal in serie A; nella speranza sia solamente l’inizio di un feeling ritrovato con la porta. Bisogna essere sinceri, fino al sessantaseiesimo minuto però, la prova dell’attaccante era stata incolore. Tanto da invocare la sostituzione.

Il suo ritorno e la scelta di Salcedo nelle partite precedenti, confermano ancora una volta che nemmeno l’allenatore croato, vede Giampaolo Pazzini.

Dopo le esclusioni di Pecchia, di Grosso e al Levante, è palese che qualcosa, probabilmente non va. Pazzini è sempre stato un grande attaccante, bisognerebbe capire dove va ricercata la verità.

Va dato merito al giocatore di non aver mai fatto polemica e di aver sempre incitato i compagni; anche per questo è e resterà amato dal popolo gialloblu.

Altra delusione è Stepinski, il polacco non sta rendendo come si sperava. Non vede la porta e non sembra neppure quella tipologia di giocatore utile al calcio di Juric. Essendo però il maggior investimento della società di Setti, la speranza è ovviamente che possa sbloccarsi e raggiungere quella doppia cifra che farebbe fare all’Hellas il salto di qualità.

Come detto, diciotto punti sono un traguardo insperato da tutti a inizio anno, tifosi e addetti ai lavori. Non riesco però a dimenticare la tragica stagione di Alberto Malesani, quando dopo il girone di andata si parlava di Europa. L’attenzione quindi, deve restare altissima e girare a venti punti prima della sosta natalizia, sarebbe importantissimo.

Le sfide con Roma, Atalanta e Torino sono certamente difficili ma alla portata di questa squadra. Squadra a cui manca un risultato a sorpresa.

Zaccagni e compagni hanno messo in difficoltà Juventus, Napoli, Milan ma non hanno mai raccolto quanto avrebbero meritato. Sarebbe arrivata l’ora di strappare punti anche alle grandi.

Sinceramente: parlare di Europa? Non ne vale la pena.
Al di là di un mero prestigio calcistico e l’entusiasmo per i tifosi, ha davvero senso centrare l’Europa League per una squadra di provincia?

In realtà no, dal punto di vista fisico è uno spreco di energie che rischia di compromettere il cammino in campionato (dove la salvezza è l’unico obiettivo) e neppure dal lato economico.

La vincitrice arriva a incassare sui quindici milioni di euro, esclusi i diritti televisivi, tutto altro discorso sarebbe la Champions League.

Quindi, avanti a piccoli passi, l’unico risultato da raggiungere sono i quaranta punti il prima possibile. Tutto ciò che arriverà dopo, sarà oro colato.

(per approfondire: Hellas Verona)

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