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Hellas Verona: carattere e poco altro

Andiamo molto calmi.
Con queste parole prese in prestito dalla canzone di Neffa, dobbiamo smorzare l’entusiasmo per il pareggio casalingo dell’Hellas Verona.

Certo, ritrovarsi in dieci uomini dopo nemmeno un quarto d’ora, subire un rigore e riuscire a strappare un pareggio, non è cosa da poco. Ma si tratta di solo carattere, zero gioco e talento.

Diciamolo chiaramente, tutti i sondaggi danno la compagine gialloblu, come la più seria candidata alla retrocessione e leggendo la formazione non si può dar loro torto.

La partita l’ha fatta il Bologna, facilitato anche dall’avvio in discesa e l’Hellas si è limitato a difendersi per ottanta minuti. Trovando un goal su punizione ma non riuscendo a impensierire mai il portiere avversario.

Il problema è molto semplice e evidente agli addetti ai lavori e non: manca un attaccante degno di questo nome.

I vari Tutino, Verre, Tupta e il tanto invocato (dai tifosi), Pazzini, non possono garantire il numero di reti necessari al raggiungimento della salvezza.
Mister Juric necessita come il pane di un prima punta da almeno 10/12 goals e lo ha detto chiaramente.

Il campionato è lungo, mentre alla chiusura del calciomercato manca davvero poco e come sempre, i colpi a sorpresa arriveranno nelle ultime ore.

I nomi circolati in questi mesi sono stati molti ma a parte quello di Mario Balotelli, nessuno farebbe la differenza. Calciatori come Paloschi, Barrow e altri, hanno ampliamente dimostrato di galleggiare nella mediocrità della serie A. Prenderli non avrebbe alcun senso.

Allora mi chiedo, dato che la disponibilità economica non è alta, perché non fare come si faceva una volta? Perché non ricercare nelle serie minori o in qualche paese sperduto un possibile talento sconosciuto?

Dai dilettanti emerse gente come Torricelli e Liverani, l’Udinese scoprì fior fiore di stranieri in paesi che a fatica avevano il proprio nome sulla cartina geografica.
Perché non esistono più gli osservatori in giro per il mondo e si cercano i calciatori con Football manager?

Per potersi consolidare in serie A, servono giocatori di proprietà da poter valorizzare e rivendere.
Per fare questo serve una primavera che annualmente sforni almeno un talento e una rete di osservatori davvero ramificata. Ingaggiare con prestiti i calciatori degli avversari, non serve assolutamente a nulla, se non a sbarcare il lunario per l’anno in corso.
Questo è sinonimo di improvvisazione, non programmazione. Anche ti salvassi, non hai nessuna base per il campionato successivo e devi ricominciare tutto daccapo.

Ora però, bisogna pensare alla prossima sfida con il Lecce, altra diretta concorrente per la salvezza.
Strappare un pareggio sarebbe oro colato ma sicuramente la ricerca della via del goal, sarà ancora senza punta centrale.

Il calciomercato dovrebbe finire prima dell’inizio del campionato, è ridicolo che le squadre si ritrovino incomplete alla prima giornata.
Ma questo si sa, è un problema eterno.

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