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heidi muzzopappa

Mettiamolo ben chiaro fin dall’inizio: con Heidi, edito da Fazi per la collana Le Meraviglie, di Francesco Muzzopappa si ride, e anche tanto. Bastato poco, una pagina, poche righe, per capire subito che questo è uno di quei libri in grado di far rispecchiare le donne e far sorridere tutti, riuscendo però anche a far riflettere sulla vita lavorativa e quella affettiva.

Hotel da incubo, Malattie imbarazzanti, Non sapevo di essere incinta e Sepolti in casa non bastano. Ormai la tv chiede sempre nuovi format, sempre più paradossali, sempre più surreali. Succede anche in Videogramma, un’azienda di contenuti in cui da anni lavora Chiara, trentacinquenne milanese, direttrice casting, single, irrisolta, piena di paure e ossessioni. Il nuovo capo, detto lo Yeti, chiamato anche per operare dei tagli, costringerà tutti i dipendenti a proporre format innovativi, pena il licenziamento immediato. Ma la situazione per Chiara si complica quando suo padre, Massimo Lombroso, un vecchio critico letterario del «Corriere della Sera» malato di demenza selettiva, viene cacciato dall’ospizio in cui è ricoverato perché ormai ingestibile. In attesa di trovare una nuova sistemazione, Chiara lo terrà in casa con sé. La convivenza però non sarà facile: lui la scambia da sempre per Heidi, il cartone animato che seguivano insieme quando lei era piccola. Tutto il suo mondo è popolato di caprette, monti e Peter. E Peter verrà ribattezzato anche il ragazzo trovato da Chiara per stare col padre quando lei è al lavoro, un giovane premuroso e preparatissimo che si prenderà cura dell’uomo fino a diventare insostituibile.

Chiara è un personaggio reale, uno specchio in cui riflettersi o in cui rivedere un’amica e appena ci riconosciamo, ecco che la sua vita diventa un po’ la nostra e quell’amore improvviso, così come il capo insopportabile e incapace diventano un po’ anche i nostri. Ma la bellezza di un libro come Heidi è quella non solo di saper far sorridere e ridere di gusto, ma quella di farci riflettere su due aspetti della nostra vita: il lavoro e la vita famigliare.
Due cose che, nel mondo iperattivo in cui viviamo, sembrano non poter più convivere. Lo stacanovismo milanese, ma riscontrabile in moltissimi altri posti di lavoro sparsi per il globo, è descritto qui con lucida ironia mettendo sotto lente d’ingrandimento come un lavoratore molte volte venga considerato solamente un numero, rimpiazzabile e in grado di fare di fila più 12 ore di lavoro. Addio cibi sani, benvenuti panini e schifezze. Ma impossibile ingrassare: si deve correre da una parte l’altra, stare sempre all’erta e le calorie si consumano con lo stress. E il tempo per la vita privata? Ridotto al minimo, all’osso, perché quando c’è il tempo sono le energie a mancare.

Quella descritta da Muzzopappa sembra il riassunto della vita dei 30enni di oggi a cui però non dimentica di dare un importante insegnamento. La vita di Chiara cambia nel momento in cui dalla tragedia, il padre che viene cacciato dall’ospizio e che piomba in casa sua, capisce che può trarne qualcosa di buono. Ed è proprio lì, dalle radici, dall’amore che ne nasce improvviso, da una carezza sul viso che commuove che dobbiamo trovare la forza per cambiare quello che non va e trovare noi stessi.

Heidi, dunque, oltre ad essere un libro alquanto divertente da leggere soprattutto in questo periodo, ha dei momenti di dolcezza infinita che toccano il cuore e ci permettono di riflettere sulla nostra vita e su quello che dovremmo cambiare. Libri così non si può lasciarseli sfuggire.

Sara Prian

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Alice Bianco Sara Prian
Laureate in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, sono grandi esperte di cinema e libri. Curano la rubrica di opere letterarie: recensioni editoriali, rassegne e nuove uscite. Sono Editor, Social Media Manager, Copywriter E' possibile contattarle a: pandorarecensioni.vdv@gmail.com

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