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lunedì 26 Luglio 2021

Grandi navi a Venezia, il grande pastrocchio

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Grandi Navi: pare ormai inevitabile, ma ancora non praticata la concezione di una soluzione che deve essere compatibile con l’ambiente lagunare. All’interno della stessa il problema della crocieristica e del lavoro.

Concetto imprescindibile, ora sposato anche dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che ha ammonito sul progetto degli scavi in laguna e ipotizzato il passaggio delle navi da crociera dirette in Marittima , attraverso la bocca di Malamocco, non escludendo l’ipotesi del canale dei Petroli e Porto Marghera.

Zaia spiega la sua posizione e l’affianca alla volontà della scelta ambientalista della città, tante volte espressa e manifestata dai comitati, attraverso azioni e competenti studi di valutazione e vincoli ambientali.

L’uscita di Zaia, ha messo in movimento il caleidoscopio delle differenti posizioni, da quella del Sindaco Luigi Brugnaro, a quell’altra del presidente del Porto Paolo Costa, il primo orientato sul canale delle Tresse e il secondo convinto per il Contorta.

Ambedue lamentano l’assenza di seri provvedimenti governativi e attendono che i Ministri alle Infrastrutture, Ambiente e Beni Culturali trovino un accordo ragionevole.
La commissione di impatto ambientale sta valutando anche la possibilità di realizzazione del progetto Duferco-De Piccoli.

Altro tipo di disappunto lo esprime Sandro Trevisanato, presidente di Venezia Terminal Passeggeri, preoccupato per i cinquemila posti di lavoro creati intorno alle crociere e richiama alla responsabilità collegiale quando si mette in forse un indotto di mezzo miliardo di euro.

Le lunghe procedure che dopo il decreto Passera-Clini del 2012, permettono ancora alle navi di transitare in bacino di San Marco, sembrano essere l’effettiva causa di questo ritardo.

Il Pd veneziano, da sempre contrario a scavi e stravolgimenti idraulici, per voce dei suoi esponenti (la segretaria provinciale Maria Teresa Menotto e Andrea Ferrazzi, capogruppo in Comune), pur apprezzando la dichiarazione di Zaia, avverte che la Regione non è esente da responsabilità.

E fa riferimento a tutte le competenze in materia di turismo ricordando l’approvazione di una legge che di fatto considera Venezia come una qualsiasi città del Veneto, senza valutarne la specificità e l’esigenza di particolare tutela.

Andreina Corso | 18/09/2016 | (Photo d’archive) | [cod granavi]

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