Giochi, and the winner is: Kingdomino, italiano

Lo ripetiamo ormai da un poco di tempo: per fortuna l’Italia si avvia ad uscire dalla fase “periferia del mondo ludico” per tornare a dare la giusta importanza al settore del gioco.
Aumento delle case di produzione, aumento dei giocatori, aumento della visibilità sia nei canali distributivi “tradizionali” sia (per ora, a dire il vero, solo parziale…) nella grande distribuzione.

E c’è un segnale chiaro di questo: mentre fino a pochi anni fa i giochi PRIMA vincevano i principali titoli internazionali e POI (forse…) venivano distribuiti, ora accade l’esatto contrario, con la possibilità di nuove edizioni magari “strillando” in copertina il premio.

Onore e merito, dunque, alla vecchia volpe di Gianfranco Fioretta che, dopo lo “scippo” passato (perché New York 1901 meritava OGNI premio a disposizione) trova, con un prodotto semplice, giocabilissimo e stranamente poco german per gli standard german, la vittoria (non) annunciata dello Spiel des Jahres, l’Oscar del mondo ludico internazionale.

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Il bello di Kingdomino è che si descrive e si impara veramente nel tempo che serve a defustellare le kingdomino box 1tessere: per vincere bisogna espandersi sul tavolo, tessera dopo tessera, paesaggio dopo paesaggio, in modo da raccogliere più punti possibile grazie all’estensione del territorio, e agli edifici presenti.

Ok, fermi un attimo e partiamo col l’obiezione che chiunque abbia un minimo giocato potrebbe dire: mancano le pecore e i contadini e abbiamo davanti i Coloni di Carcassonne. Giusto, ma se si riesce ad ottenere in un singolo prodotto la giusta fusione dei due giochi introduttivi perfetti al mondo ludico, che cosa pretendere di più?

Per i miscredenti, comunque, sintetizziamo in breve le regole: Si scelgono un castello e un re di un colore. Il castello viene piazzato su una tessera di partenza, mentre i re serviranno a segnare la tessera territorio scelta nel round. A turno, si prendono a caso 4 o 3 tessere a seconda dei giocatori, si piazza il proprio re su una delle tessere scelte e messe in ordine crescente.

Alla fine dei singoli turni, il giocatore che ha posizionato il re nella tessera col numero più basso posiziona la tessera scelta nel proprio regno secondo due sole regole: tutte le tessere devono essere collocate all’interno di un blocco 5×5 e la nuova tessera dovrà essere collegata ad una presente facendo corrispondere almeno uno dei due paesaggi raffigurati (oppure connessa alla tessera di partenza che vale come jolly). Per il punteggio, si considereranno i paesaggi uguali contigui (“domini”) e il numero di corone raffigurate.

Lineare, semplice da capire, veloce da giocare e – data la variabilità delle tessere – anche complesso strategicamente. Non ci sono scritte o carte “speciali” da analizzare, non esiste una strategia vincente kingdomino box 2di partenza che blocchi i giocatori, gli sbagli si possono recuperare con una buona strategia. Il tutto, con una grafica piacevole e immediata e una propensione all’acquisto compulsivo delle espansioni che sicuramente arriveranno.

Complimenti a chi ha votato, e a chi ci ha creduto in Italia ben prima del premio.

Kingdomino di Bruno Cathala, Blue Orange Games, in Italia distribuzione Oliphante. Gioco di posizionamento strategico di tessere per 2-4 giocatori dagli 8 anni in su. Difficoltà medio-bassa, durata di una partita 15 minuti circa, totale indipendenza dalla lingua. Prezzo 19,90 euro

Massimo Tonizzo

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