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Vaccini, sanzioni ai medici che sconsigliano. Tra poco nuove vaccinazioni per altre malattie

Lei è una giovane donna arrivata in Italia come clandestina. E’ fuggita dalla Tunisia lasciando la sua famiglia in cerca di fortune ma anche di cure per la malattia di cui soffre da anni. Arrivata da un ginecologo, egli avrebbe abusato di lei e le prove sarebbero nel cellulare di lei.

La giovane tunisina ha così denunciato per violenza sessuale un medico ospedaliero palermitano. La donna sarebbe riuscita a registrare le prove della violenza col cellulare in modalità di registrazione audio.

Biagio Adile, ginecologo e primario del reparto del reparto di Uroginecologia dell’ospedale Cervello di Palermo è stato arrestato ed è stata una grande sorpresa nel’ospedale nel quale esercita, trattandosi di persona molto stimata e ritenuta al di sopra di ogni sospetto.

Biagio Adile oggi è sospeso dal servizio ed è agli arresti domiciliari. Oggi (venerdì) sarà interrogato dal gip.
La giovane tunisina che avrebbe subito abusi, invece, è già stata ascoltata dalla polizia alla presenza di una psicologa e di un’interprete di lingua araba.

La storia della donna è chiara fino al momento in cui arriva dal professionista: operata ben 13 volte nel suo paese senza essere arrivati alla risoluzione del problema, è giunta a Palermo. Ottenuto il permesso di soggiorno per motivi di salute, si è rivolta all’ospedale, dove ha conosciuto il primario che, secondo il racconto della testimone, sarebbe riuscito a darle una speranza di guarigione.

Il primo episodio di violenza si sarebbe verificato a dicembre del 2016 con molestie e palpeggiamenti che la donna non ha denunciato.
Ritornata dal medico per un’ecografia, la giovane sarebbe riuscita a registrare gli abusi: «Ricordo che era seduto sulla scrivania e io di fronte e mi chiedeva di avere un rapporto orale e un rapporto sessuale. Alle mie resistenze diceva: “anzi devi ringraziare che ti ho fatto l’intervento, senza di me che facevi?”».

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