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Fattorino ruba un telefonino in un hotel di Jesolo. Scoperto, non si arrende all’evidenza

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piazza marconi lido di jesolo

I fatti risalgono a qualche tempo fa: una giovane cameriera albanese di 23 anni sta cenando con i colleghi nei locali cucina di un hotel situato nei pressi di Piazza Marconi, al Lido di Jesolo.

Non passano neppure 15 minuti e tutto il personale ritorna al proprio posto di lavoro, dato che bisogna servire la cena agli ospiti. La 23enne cerca il proprio telefonino, si ricorda bene di averlo lasciato sopra il tavolo fuori dalla cucina insieme a quelli dei colleghi.

Ma il telefonino non si trova. Chiede a tutti se l’hanno visto, ma poi si fa strada un sospetto: N.P. un ragazzo rumeno di 33 anni che ha appena consegnato la frutta e la verdura. Se n’è andato pochi minuti prima, ed è l’unico estraneo ad essere entrato in quei pochi attimi.

Era il telefonino appena regalatole dal fidanzato. Ma la ragazza non si dà per vinta: informa il proprio titolare di quello che è successo. Sembra proprio impossibile che il responsabile del furto sia proprio quel giovane, così cortese e simpatico a tutti. Dal giorno dopo però il giovane fruttivendolo non si fa più vedere, in sua sostituzione arriva un suo collega a consegnare la verdura.

Allora la ragazza si rivolge al datore di lavoro del 33enne rumeno, che si scusa per l’accaduto e si propone di sistemare la cosa, rivolgendosi al proprio dipendente per chiedergli di restituire il telefonino. Il 33enne, offeso ed indignato, nega ogni addebito; vista la situazione, il suo datore di lavoro si propone di intervenire egli stesso e di ripagare il telefonino.

La ragazza però non ci sta e và dritta al Commissariato di Polizia di Jesolo dove, infuriata, spiega quanto accaduto e sporge denuncia contro il giovane. I poliziotti lo chiamano, capiscono che la giovane ha detto la verità e consigliano all’addetto alle consegne di restituire il telefonino.

Il sospettato nega ogni addebito ed indignato dice: querelerò a mia volta la cameriera. Quindi esce dal Commissariato e si reca presso l’hotel dove lavora la donna e la minaccia di querele.

La Polizia di via Aquileia chiede la tracciatura dei tabulati del traffico telefonico dell’apparecchio rubato alla giovane, dove emerge che nel telefonino viene utilizzata una sim card intestata proprio al fattorino del negozio di frutta e verdura.

La Procura della Repubblica di Venezia emette quindi un decreto di perquisizione locale nei confronti di N.P. I poliziotti si recano a casa sua, nei pressi di Piazza Milano, bussano alla sua porta.

Il 33enne, sorpreso dagli agenti, è insofferente: “…vi ho detto che vi sbagliate, io non ho niente dice… ma uno dei poliziotti vede che ha un telefonino custodito in tasca simile a quello che stanno cercando. N.P. cerca di giustificarsi: …è mio, che problema c’è..?” Un rapido controllo, effettuato digitando la sequenza #*06* (quella che evidenzia il codice IMEI, il numero seriale che contraddistingue unicamente ogni telefonino) dà la conferma al poliziotto dei sospetti, ovvero che si tratta proprio del telefonino che stanno cercando.

N.P. viene accompagnato in Commissariato dove viene denunciato ed il telefonino sequestrato. Ma non è finita: il fattorino tenta l’ultima incredibile carta, del tutto inventata: “me l’ha dato un collega della ragazza, quella che conoscete, quella che ha fatto la denuncia…!”

Quando si dice: non arrendersi mai, neanche davanti all’evidenza.

Redazione

[11/02/2014]

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