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sabato 18 Settembre 2021

Cosa resterà del calcio italiano nel 2014? La mediocrità. Di Mattia Cagalli

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gomez fiorentina

Chiusa la diciassettesima giornata, a meno due dalla fine del girone di andata e con la pausa per le festività natalizie in arrivo.
Cosa resterà di questo 2013 nel calcio italiano? Sicuramente una cosa: la mediocrità delle nostre squadre a livello Europeo e di conseguenza quello del campionato di serie A.

La dimostrazione di questo è la Juventus di Conte, prima (senza veri rivali) in campionato ed eliminata in Champions League in un girone mediocre.
L’allenatore bianconero si è lamentato per la partita sul campo impraticabile turco, come se il Galatasaray avesse giocato su un altro terreno.
Forse non ricorda di aver vinto solo una partita su sei e si è ridotto a doversi giocarsela qualificazione all’ultima giornata.
In campionato invece è un’altra storia, quattro a uno in casa dell’Atalanta e nona vittoria consecutiva.

Altro discorso merita il Napoli inserito in un girone impossibile, ha vinto con Borussia Dortmund, Arsenal e Marsiglia. Eppure con dodici punti ha dovuto accontentarsi dell’Europa League.
L’arrivo di Benitez ha portato una ventata di internazionalità e di ottimo gioco (almeno nella prima parte del campionato), ora però il calo è evidente ma la causa è da riscontrarsi nella mancanza di veri difensori. Prima regola per vincere è non subire reti e i partenopei se hanno incassati addirittura venti. Fortunatamente De Laurentis ha promesso innesti importanti nel mercato così detto di riparazione. Staremo a vedere, sarà probabilmente l’unico a spendere, tutti gli altri si limiteranno a qualche scambio e nulla più.
Per riprendersi da una serie di deludenti risultati, in particolar modo con le così dette piccole. Cosa accaduta anche con il Cagliari, partita riacciuffata solo grazie ad un calcio di rigore.

Rudi Garcia e la Roma ritrovano Totti e i goals, addirittura quattro contro un Catania sempre più ultimo in classifica. I giallorossi non hanno ancora conosciuto il sapore della sconfitta eppure il primo posto dista ancora cinque punti.
Alla ripresa il 6 gennaio ci sarà proprio lo scontro al vertice e la bilancia pende a favore proprio dei capitolini, per un semplice motivo: Francesco Totti.
Il pupone è a dir poco incredibile, più invecchia e più diventa indispensabile per la propria squadra.

La quarta piazza è della Fiorentina che si conferma una seria pretendente a un piazzamento Champions. Un super Giuseppe Rossi in grado di stendere il Sassuolo con un tiro del piede “debole” e in attesa del ritorno di Gomez. Cosa sarebbe accaduto se il tedesco non si fosse infortunato? Impossibile dirlo con certezza ma facile da immaginare.

Nel frattempo l’Indonesiano Thohir ha assistito alla prima vittoria della sua Inter e è avvenuto proprio nel derby.
Una partita risolta da un colpo di tacco di Palacio che consente ai neroazzurri di riprendersi il quinto posto utile per l’Europa League.

Cosa c’è sotto queste cinque squadre? La mediocrità.

Tra le formazioni che completano il campionato, regna la capacità di annullarsi a vicenda. Nessuno sembra in grado di sorprendere davvero, l’Hellas Verona che occupa il sesto posto è considerata la sorpresa. Eppure non ha mai fermato una grande, se non si conta il Milan alla prima giornata (chi non batte i rossoneri però di questi tempi?).

Cosa ci aspetta quindi alla ripresa del campionato?

Ci attendono quattro squadre in Uefa che con una finale da disputare a Torino, devono puntare dritte alla Finale.

Abbiamo un Milan unico superstite della competizione maggiore Europea che per superare il turno deve sperare in un miracolo.

Aspettiamo la vittoria del terzo scudetto juventino sperando nel silenzio stampa perenne di Conte (tanto per quello che dichiara ogni volta, meglio nessuna parola).

Ci resta l’ammirazione per le giocate di Totti, di Rossi e di qualche giovane interessante come Jorginho e Saponara.

Speriamo anche in un successo della giovane Nazionale di Prandelli, che non significa necessariamente una vittoria finale ma anche delle ottime prestazioni.

Nel frattempo però, il calciomercato la farà da padrone nel mese di gennaio. Chi aggiusterà per raggiungere obbiettivi prestigiosi e chi per la salvezza.

Mattia Cagalli

[24/12/2013]

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