Coronavirus, Zaia: “Tra 2 giorni in fascia 3. Fase di turbolenza”. Il Veneto sfonda i 2000 casi, 11 morti

ultima modifica: 29/10/2020 ore 07:01

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Coronavirus: Zaia, lockdown per noi non esiste più
Zaia: “Tra 2 giorni il Veneto passa in fascia 3”. Lo ha detto oggi, 28 ottobre 2020, il governatore del Veneto Luca Zaia spiegando la situazione dei contagi da Covid-19 nella regione.

Entro 48 ore ci sarà un piano per l’attivazione dei Covid Center: “Ho chiesto alle aziende di depositare un piano di attività per i Covid Center – l’annuncio di Zaia – con restrizioni graduali, in modo che in 24-48 ore passi in Comitato tecnico scientifico regionale e poi direttamente lo acquisiremo come soggetto attuatore nell’unità di crisi”.


Il presidente del Veneto ha commentato l’andamento dei contagi nella regione. “Continuiamo a imbarcare 50 pazienti in area non critica, sono questi i reparti che fanno da riferimento per il piano di emergenza, rispetto alle terapie intensive; mancano 100 ricoverati, e tra 2 giorni il Veneto passa in Fascia 3”.

E rispondendo poi ai giornalisti: “Il terzo livello è già stato raggiunto per alcune realtà, come Belluno e Treviso, noi presenteremo un piano sanità pubblica per attivare i 10 ospedali covid”.


TAMPONI
Riguardo all’accordo sottoscritto ieri a livello nazionale sui tamponi presso i medici di base, Luca Zaia ha commentato: “I medici della Fimmg (Federazione Italiana Medici di Famiglia, ndr) sono 2.000 su 3.350 in Veneto. Li vedo collaborativi, Se fanno cinque tamponi ciascuno sono 10 mila al giorno”.

“In 48 ore – ha aggiunto il governatore – cercheremo di avere un protocollo operativo per questi professionisti, c’è apertura assoluta, e ovviamente daremo i dispositivi. Chiuderemo l’accordo a livello regionale”

POSTI LETTO, PREOCCUPAZIONE A META’
Durante il consueto punto stampa sull’emergenza sanitaria per il coronavirus, Zaia ha spiegato: “Abbiamo i letti per curare i veneti. Siamo in grado di sostenere per molti giorni questa partita”. Quella annunciata a fronte della situazione, dei contagi che crescono, è una “preoccupazione a metà” che riguarda la crescente difficoltà di curare i pazienti non covid.

“Il problema del Covid non è la cura del paziente” ha evidenziato il presidente, ricordando la mortalità bassa dei contagiati e l’alta quota di asintomatici, “però quelli che necessitano di ospedali mi occupano i letti”.
E quindi la difficoltà di garantire le normali prestazioni ai pazienti che necessitano di altre cure.

“Vi ricordo che in Veneto facciamo 80 milioni di prestazioni sanitarie all’anno – ha affermato Zaia parlando della sanità veneta – Oggi veramente vi dico, entriamo nel vivo della battaglia e chiedere la collaborazione dei cittadini: chiamate il medico di base, no panic, siamo più attrezzati rispetto a febbraio, abbiamo protocolli di cura e test rapidi, 14 laboratori di microbiologia. Ma abbiamo anche la difficoltà di avere più professionisti. Ci mancano pneumologi”.

Niente panico ed evitare gli assembramenti ai pronto soccorso degli ospedali, questo l’invito del governatore ai cittadini veneti. Un invito alla responsabilità, a non lasciarsi spaventare ai primi sintomi del virus, con l’annuncio che nei prossimi giorni saranno spiegate le cure domiciliari.

“Entriamo in una fase di “turbolenza in volo” – ha spiegato Zaia – che metterà a dura prova, sarà lo stress test della sanità, ma noi ci siamo”. E ancora: “Bisogna avere nervi saldi ed essere organizzati”.

“E’ giusto – ha aggiunto il governatore – che il cittadino sappia come si sta evolvendo la situazione, perché questa sfida la affrontiamo assieme. Noi curiamo tutti negli ospedali, ma il cittadino deve tenere bene la mascherina, o meglio stare a casa. Chiediamo la massima collaborazione, perché vi sono molti accessi ai pronto soccorso in autonomia, e si rischia di mandarli al collasso. Piuttosto – ha aggiunto Zaia – chiamate il medico”.

“Questa cosa finirà” riferendosi poi all’epidemia, e riprendendo l’immagine di Napoleone in guerra “Quando questa sanità scende in campo è come se arrivassero centomila uomini in più”.

Il presidente, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sui contrasti tra Crisanti, il microbiologo dell’Università di Padova, e la Regione, riguardanti la primazia nella decisione di effettuare i tamponi sulla popolazione di Vo’ Euganeo, ha detto di non voler commentare: “Crisanti è una vicenda dolorosa”.
Vicenda che viene ripercorsa in un capitolo dell’ultimo libro di Bruno Vespa.

IL BOLLETTINO DEI CONTAGI OGGI IN VENETO
Il Veneto sfonda i 2.000 casi giornalieri di Covid-19, con 2.143 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, che portano il totale da inizio pandemia a 49.135 malati.

Il Bollettino regionale registra inoltre 11 decessi, con totale a 2.355.

Gli attuali positivi sono 21.600; in isolamento domiciliare vi sono 15.993 persone (+1.326), di cui 6.949 positive (+532) e 480 sintomatici.

Cresce la pressione sugli ospedali, con 802 ricoverati nei reparti non critici (+53) e 94 (+6) nelle terapie intensive.

NUOVE RESTRIZIONI PER LO SPORT
Nel frattempo, parte una nuova stretta agli sport dilettantistici. La circolare del ministero degli Interni varata ieri spiega che vengono sospese “anche le attività di allenamento svolte in forma individuale” oltre a quelle delle scuole già previste dal Dpcm.

“Rispetto al precedente regime – si legge poi nella circolare – sono quindi ora oggetto di sospensione anche le manifestazioni sportive di interesse regionale”. Restano comunque consentite “le attività sportive e motorie di base non di contatto che si svolgano all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati”, nel rispetto “delle disposizioni anti-Covid”.

Giorgia Pradolin

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