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sabato 16 Ottobre 2021

Coronavirus a Venezia arretra. Addio a madre e figlio di Cavallino-Treporti

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Coronavirus a Venezia che mostra un arretramento, come un’onda di marea che si ritrae, sperando definitivamente.
135 nuovi casi in 24 ore: un numero significativo, soprattutto se si pensa che i nuovi contagi erano oltre 500 in un giorno negli ultimi mesi.
Le persone ricoverate nelle strutture veneziane sono 468 con un calo di -20.
In terapia intensiva ci sono 59 pazienti oggi, con un aumento di +2.
Infine il dato più importante: altri 14 morti nelle ultime 24 ore nel Veneziano.
Tra le persone scomparse, tra l’altro, vere e proprie tragedie famigliari, come quelle che coinvolgono un nucleo intero.
Giorgio Cavallin, 87 anni, è mancato il 2 gennaio. Loris Cavallin, il figlio di 66 anni, è spirato il 15 gennaio.
La tragedia a Fossò.
Dramma simile (se non peggiore, se mai si possa usare un’espressione del genere) a Cavallino-Treporti.

Mariella Lazzarini, 65 anni, è stata portata dai suoi affetti l’11 gennaio.
Jacopo Zanella, figlio di 35 anni, è poi mancato venerdì 15. Il virus ha colpito un organismo, seppur giovane, che già sopportava alcune patologie.
Giorgio Zanella, infine, padre di Jacopo e marito di Mariella, (ex infermiere a Cà Savio), ha lottato tra la vita e la morte in una stanza di terapia intensiva all’ospedale di Jesolo e ora pare in via di miglioramento.
Veri e propri drammi che andrebbero ricordati agli irriducibili de “Il virus non esiste”, o a quelli che “E’ solo un’influenza” che tornano a farsi sentire anche ai giorni nostri.
Pochi attimi e la vita come la si conosceva prima non esiste più: davanti a situazioni del genere

dovrebbe essere permesso solo il silenzio.
Come non ricordare, in questi terribili quadri, la recente scomparsa venerdì 15 anche di Gina Smerghetto, 65 anni.
Gina Smerghetto era madre di Ivan Basso, il compianto falconiere morto a 42 anni l’1 gennaio sempre per il virus.
Venezia, invece, piange (tra gli altri) Gian Carlo Fabris, 85 anni.
Noto e stimato veneziano di professione commerciante, apparteneva al credo dei Neocatecumenali alla cui evangelizzazione ha praticamente dedicato la vita.

Gian Carlo Fabris si è spento all’Ospedale Civile di Venezia.

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Redazione
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