Coronavirus: Veneto in leggera crescita (anche Venezia). Zaia: “Pronti con l’artiglieria”

ultimo aggiornamento: 11/07/2020 ore 08:27

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Coronavirus nel veneziano, zero nuovi contagi, un nuovo decesso

Coronavirus in Veneto in crescita, così come a Venezia. Ma si tratta di ‘cluster’ localizzati ben individuati.

VENEZIA
Venezia mostra un “+5” nel report di Azienda Zero delle ore 17 di lunedì (confronto sulle 24 ore precedenti), per un totale di “attualmente positivi” di 26. 232 le persone in isolamento.


A Jesolo il virus si riaffaccia beffardo materializzandosi in quattro cittadini bengalesi, lavoratori stagionali in attività turistiche di Jesolo e Cavallino, appena rientrati in Italia dal Bangladesh. Per prevenzione erano stati sottoposti al tampone e così si è scoperta la positività al Codiv-19. I quattro dal Bangladesh erano atterrati a Roma e uno dei quattro durante il volo avrebbe manifestato chiari sintomi della malattia.
Tre di loro sono residenti a Jesolo e uno a Cavallino-Treporti.

A Mira invece il virus spunta in un centro per immigrati di Giare. Positivo un operatore di nazionalità camerunense. Scattato il piano di monitoraggio, prescritti tampone e isolamento per 4 colleghi e 23 ospiti, tutti negativi per ora.

PADOVA
Padova mostra un “+3” nello stesso report, per un totale di “attualmente positivi” di 55. 39 le persone in isolamento.


TREVISO
Anche Treviso cresce ma solo di un “+1” per un totale di “attualmente positivi” di 59. 152 le persone in isolamento.

BELLUNO
Anche Belluno mostra un “+1” per un totale di “attualmente positivi” di 21. 92 le persone in isolamento.

(Un altro caso è “in corso di assegnazione”)

VICENZA
Più complicata la situazione nel vicentino dove salgono a 58 persone in quarantena (sei in più rispetto a ieri) tutte legate al caso dell’imprenditore che ha rifiutato il ricovero.
Le sei persone si sono messe in contatto con l’Ulss berica dopo aver letto la storia sui giornali e grazie al numero verde che è stato riattivato proprio per la presenza del nuovo focolaio.

ZAIA
Isolamento fiduciario di 14 giorni obbligatorio in caso di contatto a rischio con un soggetto positivo al Coronavirus, con controlli più stretti demandati all’azienda Ulss, con prosecuzione di 14 giorni se si diventa positivi. E se non si accettano le misure di contenimento si passa alla segnalazione a sindaco e Prefetto.

Sta in queste misure più decise la risposta annunciata del Veneto, con l’ultima ordinanza emessa dal presidente Luca Zaia, infuriato a causa del focolaio “importato” dall’imprenditore vicentino dopo un viaggio di lavoro in Serbia, con rifiuto a farsi ricoverare ed esposizione a contatti in feste private e incontri.

“Oggi diamo compimento al tema introdotto venerdì scorso – ha spiegato Zaia – e diamo atto di quanto dico da settimane, che l’Oms deve dare un quadro chiaro della situazione virus nei diversi Paesi”.

Per ora la nuova ordinanza allega una ventina di Paesi – in gran parte Ue – per cui non è necessario un controllo al rientro; per i Paesi non esentati dalla quarantena – come la Serbia nel caso di Vicenza – il soggetto va ora posto in isolamento familiare.

E in caso di viaggi di lavoro è obbligatorio il tampone, offerto gratuitamente, e un secondo a distanza di 5-7 giorni se il primo risulta negativo.
Il datore di lavoro deve contattare l’Ulss, e se risulta negativo il dipendente rientra al lavoro.

In caso di rifiuto del ricovero dei positivi, l’Azienda ospedaliera presenta denuncia d’ufficio alle forze di polizia.

Se vi è uscita dall’isolamento fiduciario, anche per i negativi al tampone, la sanzione in Veneto viene confermata a 1.000 euro.

“Non posso non guardare dati – ha precisato Zaia – e dal primo luglio dicono che abbiamo avuto 28 contagi, un’inezia dal punto di vista epidemiologico, su 5 milioni di veneti. Ma di questi 28, 15 sono di virus importato, o coinvolgono cittadini stranieri. Questo è il vero tema emergente oggi, e non stiamo parlando di razzismo ma di salute pubblica”, ha notato.

La mossa veneta chiede tuttavia una sponda al Governo. “Chiedo che a livello nazionale si possa portare al penale – ha sottolineato Zaia – la violazione dell’isolamento fiduciario, anche del negativo. Mi aspetto che sul ricovero coatto si provveda, e ne ho parlato con il ministro Speranza, a trovare la modalità con un decreto. Il Tso non si fa solo per le malattie psichiatriche, lo si fa anche per epidemie o altre attività”. Anche il ministro, ha concluso, “ha detto che condivide la posizione sul tema del ricovero; quando un cittadino ha l’obbligo di essere ricoverato e non può provvedere alle cure in sicurezza, i sanitari hanno l’obbligo di farlo”.

La Regione del Veneto ha poi precisato ufficialmente nella stessa sera che nella nuova ordinanza: “non è assolutamente vero” che sono state introdotto “sanzioni penali e arresti, dunque il carcere, per le persone positive al Coronavirus che violino gli obblighi dell’isolamento fiduciario”. La Regione Veneto , precisa la nota, “non ha infatti alcuna competenza nel disporre misure di questo tipo. Sono, infatti, leggi nazionali a prevedere un regime penale per chi, positivo al Coronavirus, viola gli obblighi previsti dalle autorità sanitarie”.

IN ITALIA
In salita i contagi da Covid nelle ultime 24 ore in ambito nazionale (bollettino Protezione Civile lunedì sera).
Sono 208 contro i 192 del giorno precedente.
Le vittime sono 8, una in più del giorno prima. Così distribuite: 3 in Lombardia, 2 in Piemonte, 1 in Veneto, 1 in Lazio e 1 in Sardegna.

In Lombardia si registrano oltre la metà dei nuovi casi (111).
Undici le regioni senza ulteriori positivi.

Il numero totale dei contagiati è salito a 241.819, quello dei morti a 34.869.
(Sono 22.166 i tamponi effettuati, in netta flessione rispetto ai 37.462 del giorno prima).

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