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lunedì 14 Giugno 2021

Circo in Italia, lacrime e rassegnazione tra gli operatori: c’è aria di smobilitazione

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circo tendone immagine di repertorio ns

Il circo in Italia, la più antica forma di intrattenimento, sta subendo una pesante battuta d’arresto che arriva in un periodo già di crisi. Sullo sfondo l’omicidio di Werner De Bianchi, circense di 36 anni, avvenuto venerdì sera a Santa Domenica di Ricadi, pochi chilometri da Tropea.

Il tendone degli spettacoli è ancora lì, in contrada Gesuini, ma tra le roulotte, in una delle quali è stato arrestato Orfei nella notte tra venerdì e sabato, l’atmosfera è di smobilitazione anticipata. La carovana circense era arrivata nella località affollata di turisti sabato 6 agosto per una tappa dedicata “agli amici di Tropea” come è scritto sui manifesti e le locandine per strada e che ha subito un drammatico stop.

Il circo Amedeo Orfei, dove lavorava Alex Orfei, l’artista ritenuto responsabile dell’accoltellamento mortale del collega Werner De Bianchi, avrebbe dovuto lasciare domani Santa Domenica di Ricadi, per un’altra tappa della sua tournee estiva in Calabria.

Gli investigatori della squadra mobile di Vibo Valentia stanno lavorando, anche tra quelle case mobili, per dare un volto e un nome ai presunti complici di Orfei, le tre o quattro persone che, secondo l’indicazione fornita da De Bianchi ai poliziotti prima di perdere conoscenza, avrebbero spalleggiato il domatore accusato di omicidio.

Sul corpo della vittima, infatti, sarebbero state rilevate delle contusioni provocate verosimilmente dai colpi sferrati con oggetti come bastoni e spranghe.

A Vibo ieri sono giunti anche i parenti di De Bianchi impegnati alcuni dei quali da Castrovillari dove era accampato il circo Royal. La vittima Werner De Bianchi, sposato con una trapezista di origini spagnole, era padre di due bambine.

Ma è il mondo dell’attività circense a subire un duro colpo di immagine, soprattutto sotto l’aspetto della credibilità e dell’onestà. Categoria sempre un po’ osteggiata da una parte dell’immaginario popolare, al pare dei giostrai, accostati molto spesso gratuitamente e ingiustificatamente ad attività truffaldine sulla base del loro nomadismo, gli artisti del circo si sono ultimamente sempre più dovuti confrontare con una battaglia cruenta che li contrappone agli animalisti per l’impiego di animali negli spettacoli.

Ora un omicidio che vede coinvolti due circhi, due famiglie di circensi. Un omicidio per il quale testimoni hanno visto artisti piangere con qualcuno che ripeteva: “E’ la fine. Ora è finita…”

Mario Nascimbeni | 14/08/2016 | (Photo d’archive) | [cod circoita]

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