Il Coro del Teatro La Fenice chiude la stagione sinfonica 2025-2026 con una doppia esecuzione dei Carmina Burana di Carl Orff al Teatro Malibran: venerdì 30 ottobre (ore 20.00, turno S) e sabato 31 ottobre (ore 20.00). La compagine corale veneziana sarà preparata e diretta da Elena Pierini.
L’allestimento proposto segue la versione per soli, coro, due pianoforti e percussioni. Sul palcoscenico si alterneranno tre voci soliste — il soprano Rakhsha Ramezani, il tenore Enrico Masiero e il baritono Davor Nekjak — insieme alle voci bianche dei Piccoli Cantori Veneziani, istruiti dal maestro Diana D’Alessio.
L’organico strumentale comprende i pianisti Michele Bolla e Monica Stellin, un gruppo di percussionisti formato da Paolo Bertoldo, Claudio Cavallini, Diego Desole, Claudio Tomaselli e Barbara Tomasin, con Dimitri Fiorin impegnato ai timpani. L’intreccio fra sonorità percussive e il coro è elemento centrale della lettura in programma.
I Carmina Burana, composti da Orff e andati in scena per la prima volta a Francoforte nel 1937, nascono dall’assemblaggio di testi medievali provenienti dal codice di Benediktbeuern. Si tratta di un repertorio vario e spesso licenzioso, scritto in latino, francese e tedesco, che spazia dal tema amoroso a satire e testi morali; fra gli autori riconosciuti figurano Pierre de Blois, Walter de Chàtillon, Hugo d’Orléans, Neidhart von Reuental e l’Archipoeta di Colonia.
L’opera non segue una trama convenzionale: Orff la concepì come «canzoni profane per cantori e cori da eseguire col sussidio di strumenti e immagini magiche», elaborando uno stile personale. Caratteristiche come l’insistenza ritmica, la declamazione scandita e scelte timbriche primitive emergono nel lavoro, insieme a riferimenti alla prassi vocale gregoriana e a una struttura che alterna momenti di quiete a passaggi di forte impatto percussivo.
Quella dei Carmina Burana è un’opera che si presta a molte versioni: Orff autorizzò adattamenti per banda, piccola orchestra e orchestra da camera, oltre alla versione in programma al Malibran. La partitura è spesso proposta per il suo potente effetto scenico e per la capacità di mettere in luce tanto il coro quanto le parti solistiche e strumentali.
Prima del concerto di venerdì 30 ottobre è in programma un incontro introduttivo aperto al pubblico. Dalle 19.20 alle 19.40 il musicologo Roberto Mori illustrerà il programma musicale; l’ingresso è libero.
I biglietti costano da €10 a €60 e sono disponibili alla biglietteria del Teatro La Fenice, presso i punti vendita Eventi Venezia Unica, un’ora prima dello spettacolo alla biglietteria del Teatro Malibran, tramite la biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e online su www.teatrolafenice.it.
Elena Pierini, alla guida del Coro per queste esecuzioni, è nata a Firenze nel 1971. Ha studiato pianoforte al Conservatorio di Firenze e strumenti a percussione al Conservatorio di Perugia; ha approfondito il canto alla Scuola di Musica di Fiesole con Antonia Brown e Stephen Woodbury. La sua carriera comprende esperienze come solista e corista in teatri italiani e collaborazioni con direttori come Zubin Mehta, Luciano Berio e Simone Young.
Dopo un periodo di studi e attività negli Stati Uniti, tra cui il Mannes College of Music e la Kent State University, Pierini ha lavorato in diversi teatri tedeschi e ricoperto incarichi di direzione corale al Theater Nordhausen e al Theater Aachen. Dal 2018 è stata direttrice del Coro al Landestheater Linz; nel 2024 ha preparato e diretto il coro del Teatro Lirico di Cagliari per un ciclo di undici concerti e nel 2025 è stata direttrice ospite all’Oper Leipzig. Da settembre 2026 è direttrice del Coro del Teatro La Fenice.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google