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Cardinale Konrad Krajewski riattiva l'elettricità nel palazzo occupato, era chiusa per morosità

Via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma: sabato sera accade una cosa mai vista e, fino ad ieri, inimmaginabile.

L’energia elettrica, la “luce”, è tornata in un edificio dove mancava da molto tempo. Non era un miracolo anche se la Chiesa c’entrava eccome.

Un cardinale è stato visto riemergere dal pozzetto collocato circa tre metri sottoterra, era grazie a lui che la “luce” era tornata: lui era andato a rompere i sigilli e ad azzionare gli interruttori.

Konrad Krajewski da ieri è un eroe per oltre 400 persone.

L’energia elettrica era stata sospesa in quanto si trattava di un palazzo occupato e i contatori erano stati staccati per morosità.

Monsignor Konrad Krajewski con la forza del coraggio che proviene dal battersi per una causa giusta, è andato a manomettere quei contatori (rischiando non poco) fino a riuscire a riattivare l’elettricità. Poi, prima di riemergere, ha lasciato il suo biglietto da visita sul posto, come a dire: “Sono stato io, me ne assumo le responsabilità…”.

Quante volte la Chiesa è stata accusata da predicare bene ma senza partecipare attivamente ai problemi della gente e della società? Questa volta è andata diversamente.

 
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Monsignor Konrad Krajewski ha fatto tornare l’energia elettrica alle 450 persone (di 18 diverse nazionalità) che vivono in quel palazzo ex sede Inpdap. Un edificio di sette piani occupato da Action nel 2013, diventato in sei anni fucina di “Spin Time Labs”, collettivo di 25 organizzazioni culturali impegnato all’interno dello stabile con un teatro, laboratori, un’osteria, corsi scolastici, attività sportive.

“Sono intervenuto personalmente, ieri sera, per riattaccare i contatori. E’ stato un gesto disperato. C’erano oltre 400 persone senza corrente, con famiglie, bambini, senza la possibilità di usare i frigoriferi”.
L’elemosiniere apostolico card. Konrad Krajewski, ‘braccio’ caritativo del Papa per i casi di disagio a Roma e non solo, s’esprime così all’ANSA dopo aver riattivato la luce elettrica nel palazzo occupato di via Santa Croce in Gerusalemme 55, al buio e senz’acqua calda dal 6 maggio.

“Non l’ho fatto perché sono ubriaco”, aggiunge il porporato polacco, conscio degli imbarazzi che il suo gesto può comportare per la Santa Sede: assumendosene però in pieno la responsabilità, tant’è vero che ha lasciato un suo biglietto da visita sul quadro elettrico, ad uso dei tecnici della società.

Il gesto del Monsignore, col passare delle ore, è diventato prevedibilmente anche un ‘caso’ politico.

“Conto che l’elemosiniere del Papa, intervenuto per riattaccare la corrente in un palazzo occupato di Roma, paghi anche i 300 mila euro di bollette arretrate”, dice il ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini in un comizio a Bra (Cuneo).
“Penso che voi tutti, facendo sacrifici le bollette le pagate – dice -. Se qualcuno è in grado di pagare le bollette degli italiani in difficoltà siamo felici…”.

Poi il ministro approfondisce: “abbiamo chiesto informazioni al Comune, alla Prefettura e alla Questura”, ha aggiunto.

Gli occupanti dello stabile, per bocca del presidente di SpinTime Paolo Perrini, fanno quadrato intorno al cardinale e lo ringraziano: “Se l’atto di coraggio di un cardinale deve essere denunciato, domani faremo un’autodenuncia collettiva”.

Questo mentre gli occupanti ricordano che nello stabile “ci sono quasi cento minori, alcuni dei quali usano aerosol e una ventina di adulti ammalati: alcuni hanno bisogno dell’ausilio cardio respiratorio. Dopo 5 giorni senza energia la situazione era insostenibile”.

Appena reduce dall’isola greca di Lesbos, dove ha portato la solidarietà del Papa ai profughi, Krajewski ha risposto così all’appello degli occupanti dello stabile.
“Siamo senza acqua e luce da tre giorni. Qui vivono 420 persone (tra cui 98 minorenni) e ci sono 25 realtà culturali. Ma non sarà certo il buio a fermarci. Questo è un’appello alla città di Roma”, dicevano venerdì gli attivisti di Spin Time Labs tra quanti occupano lo stabile ex Inpdap, invitando “con torce e ogni fonte di luce possibile ad una serata a sostegno di chi si fa strada tra il buio creato da chi alimenta odio, razzismo e disparità”.

Via di Santa Croce è la locazione del palazzo ex Inpdap e ora dell’Inps, palazzo che è stato occupato il 12 ottobre 2013 dal movimento “Action” a scopo abitativo. D’altra parte le occupazioni abusive sono un problema sociale a livello nazionale di difficile soluzione.

La corrente era stata staccata dalla società di fornitura di energia, Hera, a causa della morosità sulle bollette non pagate, sembra per un ammontare di 300mila euro.

A porre i sigilli è stato il distributore Areti, del Gruppo Acea, cui spettano, se ci saranno, le eventuali azioni. Sul caso questo pomeriggio c’è stata una telefonata tra la sindaca Virginia Raggi e il prefetto Gerarda Pantalone.

Krajewski era arrivato ieri pomeriggio verso le 17.00, su di un furgone carico di regali per i più piccoli. “Sapeva che eravamo da tre giorni senza corrente”, spiega Perrini. Appena giunto ha telefonato in Prefettura e al Comune di Roma chiedendo di riattivare, entro le 20.00, l’energia elettrica, “altrimenti lo avrebbe fatto lui stesso”.

“E così è stato – prosegue -. Alle 20.15 circa, il cardinale è tornato, ci ha spiegato che era competente di energia elettrica perché prima di prendere i voti, in Polonia, aveva lavorato nel settore, ha di nuovo chiamato le autorità cittadine per esplicitare il suo intento, poi si è calato nella buca dove c’è il nostro impianto di media tensione, ha attuato una serie di manovre, come si usa nel gergo tecnico, e la luce è tornata. Non so bene come ha fatto, ma lo ha fatto”.

La corrente è stata riattivata attorno alle 22.00, ma subito la società elettrica si è accorta dell’anomalia ed è giunta sul posto scortata da alcuni mezzi della polizia.

Gli occupanti, al grido di “senza luce non si vive”, hanno presidiato la cabina elettrica fino alle 3.00 di notte, quando le forze dell’ordine hanno abbandonato lo stabile.

Per oggi è stata indetta un’assemblea pubblica a Spin Time, per spiegare l’accaduto. “Ci sarà anche un rappresentante del Vaticano”, assicura Perrini.

Riproduzione Riservata.

 

Una persona ha commentato

  1. Konrad: ma che bel gesto riallacciare il contatore ad un gruppo di persone che deve 300.000,00 al SEN.
    Sai che significa? Il gesto caritatevole deve essere fatto sempre con mezzi propri e in anonimato. Mica siamo a Sherwood. Ho comprensione per i bambini ma non per gli adulti, perchè anche io mi sbatto per pagare le bollette tutti i mesi. Pensi che dovremmo evitare di pagare TUTTI? provaci tu. Questo gesto dà la stura a tutti gli abusivi d’Italia a riallacciarsi abusivamente: sai cosa fa L’ENEL? Per regolamento deve redistribuire il costo energetico tra tutti quelli regolari; ergo, il tuo bel gesto diventa un costo per tutti noi. E che significa che da adesso paghi tu? Allora vai a trattare il saldo e stralcio e fati intestare le bollette: poi mi dici anche da dove prendi i soldi e come fanno 100 famiie ad aver il contattore quando per legge bisogna mostrare il contratto d’affitto o la proprietà come hanno chiesto a me. Allora questo tuo gesto è un atto di incitamento alla ribellione civile? Non so se lo capisci Robin Hood: inizia a pagare IMU sui beni della Chiesa e poi ne riparliamo. Lo capisci così? E il Papa cosa ne pensa? È d’accordo con te? È se è contrario al tuo gesto che fai … ti dimetti?

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