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Camion sulla folla a Nizza, 84 morti, 30 sono bambini. L'inconsistenza delle parole

Il camion sulla folla a Nizza è il nuovo livello di questa guerra civile che le cronache chiamano terrorismo. Le ore successive all’attentato (ma è ancora giusto chiamarli così?) non diradano la paura, la rabbia, l’inconsistenza delle risorse morali a cui Hollande e il mondo politico fanno riferimento. Intanto i morti crescono: il nuovo bilancio delle vittime di Nizza, fornito dal Ministero dell’Interno francese, parla di 84 morti sicuri (tra cui 30 bambini) e di 18 feriti in condizioni “gravissime”.

La strada ora è un tappeto di vetri in frantumi, maglioni, scarpe e ciabatte, macchie di sangue. La strada racconta con i suoi segni la storia della fuga delle persone. Tra quei segni vi è chi è il racconto di chi è riuscito a scampare alla tragedia e quello di chi non ce l’ha fatta.

Le ore successive sono fatte di urla, pianti, di una strada cosparsa di teli azzurri che tentano di ridare dignità alle vittime. Un pianto a dirotto urla come una sirena: una piccola abbracciata alla sua mamma che cerca inutilmente di consolarla. “Guarda il cielo, è quasi giorno: è passato tutto”, dice la donna alla bambina, capelli neri raccolti in una lunga coda.

La scena davanti all’ospedale Pasteur di Nizza, quando è ormai l’alba ed è ancora provvisorio il bilancio dell’attento che ieri sera ha fatto ripiombare la Francia nel terrore. L’ultimo bilancio parla di almeno 84 vittime – tra cui numerosi (almeno 30) bambini – del tir piombato sulla folla dei fuochi d’artificio per la festa nazionale; oltre cento i feriti, una ventina dei quali in condizioni disperate. E c’è apprensione per l’eventuale presenza di italiani.

La Promenade des Anglais, teatro dell’attacco terroristico, assomiglia più a un campo di battaglia che al lungomare celebre in tutto il mondo. L’hotel Negresco, vero e proprio gioiello
dell’ospitalità francese, è stato trasformato in un ospedale da campo per le prime cure. L’intera zona è interdetta anche ai pedoni e chi abita da quelle parti è costretto a sottoporsi ai controlli severissimi della gendarmeria se vuole passare.

“È il dramma più terribile mai perpetrato a Nizza”, dice Christian Estrosi, che è il presidente della Costa Azzurra macchiata dal sangue di tante, troppe vittime innocenti. Sulla facciata del Municipio le bandiere sono a mezz’asta, tutti gli eventi estivi cancellati, compreso il celebre Nice Jazz Festival e il concerto di questa sera di Rihanna.

Il ministro francese dell’Interno, Bernard Cazenueve, ha annunciato l’innalzamento del piano di allerta appena raggiunta una Nizza blindata dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa.

L’autista del tir, un franco-tunisino di 31 anni, è stato “neutralizzato”, dicono le forze dell’ordine locali, ma in giro potrebbero esserci altri attentatori e le misure di sicurezza sono ancora massime.

Se quello di Nizza è “un attacco di cui non si può negare il carattere terroristico”, come affermato dal presidente francese Francois Hollande che ha prolungato di tre mesi lo stato di emergenza, bisogna ancora capire chi abbia agito e con quante persone. E bisogna anche stabilire se, tra le vittime e i feriti, ci sia anche qualcuno dei tanti italiani che in questo periodo affollano la Costa Azzurra.

La Farnesina si è subito messa in contatto con le autorità francesi, ma in questo momento all’ospedale Pasteur, la priorità è quella di salvare il maggior numero di vite. Sta inoltre verificando la presenza di eventuali italiani e nel frattempo invita i connazionali ad evitare gli spostamenti e a seguire le indicazioni delle autorità locali.

Paolo Pradolin | 15/07/2016 | (Photo up) | [cod nizza]

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