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Brugnaro deve rispondere sulle spese elettorali

Le spese elettorali del Sindaco Luigi Brugnaro, utilizzate nel 2015 per la campagna elettorale, sono al vaglio del Collegio regionale presieduto dal Giudice Penale Gioacchino Termini, che intende accertare la provenienza e le modalità delle spese e degli eventi che hanno poi determinato l’elezione di Brugnaro a Sindaco di Venezia.

Si indaga sulle ingenti spese, sulle feste, sui manifesti, sulle feste in barca a sostegno del Porto e delle Grandi navi, sulla grigliata al Parco di San Giuliano aperta alla città, sulla contabilità e sulle registrazioni di legge, sui tempi delle manifestazioni e su tutto quanto ancora riguardi la dichiarazione obbligatorie e la legittimità delle spese elettorali.

La sollecitazione al Collegio costituito presso la Corte d’Appello è venuta dal Gruppo XXV Aprile, che dopo l’elezione a Sindaco di Brugnaro, aveva criticato lo stile sfarzoso delle feste, l’immenso numero di invitati e le eccessive, dal loro punto di vista, celebrazioni che gli hanno consentito di avere la meglio sul candidato del Pd, il magistrato Felice Casson.

Si richiedono al Sindaco i costi reali e chi li ha sostenuti. Brugnaro dal canto suo ha affermato che parte di quelle spese sono state sostenute da un’associazione e che la Corte dei Conti aveva già visto e approvato il rendiconto della stessa associazione. Chiarisce che i manifesti affissi in tutto il territorio comunale, riguardano un periodo preelettorale, dato che la campagna inizia 30 giorni prima del voto.

Il gruppo XXV Aprile chiede la verifica dei contributi in denaro e in servizi, perché entrambi sono soggetti a rendiconto di spese elettorali, anche per accertare che non sia stato superato il limite di legge che per le elezioni comunali è di 336mila euro. Il sindaco ha dichiarato di aver speso 316mila euro e che gli altri eventi erano a carico dell’associazione.

Con queste dichiarazioni spera di non dover subire una multa che già si sa, molto salata e ancor peggio, se la spesa risulta il doppio di quella concessa, la legittimità della sua elezione.

Redazione | 02/10/2016 | (Photo d’archive) | [cod veneca]

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