Bentornati turisti a Venezia. La mascherina? Lasciamo perdere. Lettere

ultimo aggiornamento: 23/07/2020 ore 09:36

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Bentornati turisti a Venezia. La mascherina? Lasciamo perdere

Gentile cronista,
sento l’obbligo di raccontare quanto successo oggi a bordo di un motoscafo Actv.

Si tratta della linea 4.2 che partiva dalle Fondamente Nove da cui mi sono imbarcata. Intanto nello salire a bordo non ho potuto fare a meno di osservare che non c’era posto per sedere in quanto tutta la cabina era occupata. Ad una migliore osservazione ho scoperto che buona parte dei passeggeri erano turisti, e di questo mi sono tutto sommato rallegrata in quanto lo ho interpretato come un piccolo ritorno alla normalità.

Improvvisamente però i pensieri in cui ero assorta si interrompono perché ho visto una scena inconsueta: tra una fermata e un’altra il marinaio è sceso in cabina a scrutare a destra a sinistra. Mi sono chiesta: cosa starà facendo? Ebbene stava controllando i passeggeri. Tra me e me penso: bravo ragazzo!
In particolare ha chiesto di sistemarsi la mascherina ad un gruppetto di persone: tra cui due signore e due bambini che le tenevano abbassate sul collo.

Nemmeno il tempo di apprezzare la diligenza del marinaio che le mie aspettative di civiltà venivano però subito tradite. Il marinaio ha riferito il messaggio che doveva però, ovviamente, e basta. Non è rimasto a controllare se le destinatarie del messaggio provvedevano alla richiesta.

Tanto è vero che le due signore hanno fatto il gesto di sistemarsi la mascherina davanti al dipendente in divisa, ma appena questi ha girato le spalle per tornare nella cabina del pilota se la sono riabbassata coprendo solo la bocca.

Ora io non voglio qui dissertare se un contagio possa o no passare attraverso l’aria del naso, non mi compete, voglio dire solo che se c’è una regola la dobbiamo rispettare tutti. Residenti e non.

A quel punto ho cercato di far notare con gentilezza alle signore che la mascherina non va indossata così, facendo salire la mia per far vedere che doveva coprire anche il naso. Ma mentre la giovane mi ha semplicemente ignorata, la meno giovane con modi sgarbati ha preso la sua con le due dita facendomi vedere che ce l’aveva, del tipo: “Ce l’ho, non vedi che ce l’ho? Che cosa vuoi da me?”.

A fianco delle due i due bambini che salivano e scendevano dai sedili (come la loro natura naturalmente richiede) però con le mascherine beatamente sul collo.

Dopo due fermate sono scesa, ho fatto presente la cosa al marinaio all’attracco, dato che era stato diligente, avvisandolo che i suoi richiami non avevano sortito nessun effetto. Poi non so cosa sia successo dopo.

Insomma, neanche il tempo di essere lieti perché sono tornati un po’ di turisti che viene da chiedersi: perché le regole che valgono per noi non sembrano valere per loro?

Io veramente non capisco.

Grazie,

Anna Chiara Bernabei

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