Benedetto XVI , i giovani , e la società  sregolata e instabile

ultimo aggiornamento: 19/08/2011 ore 22:00

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I giovani sono cambiati. Vivono, per citare Benedetto XVI che a Madrid davanti a 600 mila giovani di 190 Paesi, in una “societa' sregolata e instabile” nella quale dominano i valori dell'edonismo, del benessere, del materialismo e del consumismo. Molti giovani mettono al primo posto il piacere, il denaro e il successo. Tutti valori materialisti che si oppongono a quelli spirituali. Cosi, oggi, pochi vanno in Chiesa la domenica, pochi si accostano ai sacramenti, pochi pregano, pochi hanno una cultura religiosa adeguata. Sono spesso giovani che negano Dio (ateismo) o, anche se non negano la sua esistenza, lo ignorano (agnosticismo). Vivono in pratica come se Dio non esistesse.
Da qui l'eclissi di Dio di cui parlato Benedetto XVI a Madrid. Forse per avere l'alibi di non dover seguire una morale cattolica, a loro dire, piena di divieti e di tabu'.

Eliminato Dio dal loro orizzonte, anche la sua Legge non esiste, anche i suoi insegnamenti considerati troppo rigorosi. E cosi tutto diventa lecito, anche le violenze sessuali, anche gli atti di bullismo a scuola, anche gettare i sassi dal cavalcavia, anche uccidere i propri genitori.
Sono giovani annoiati, privi di emozioni, deprivati culturalmente, profondamente soli, che stanno davanti al computers per ore, o alla TV. Si riuniscono al bar o al centro commerciale del quartiere che e' il ritrovo del branco dove il “capo” decide per tutti il taglio che avra' la serata. I genitori lavorano e li lasciano soli tutto il giorno, quando rientrano la sera a casa non comunicano con loro se non le cose essenziali. Non c'e' un dialogo vero. Per farsi perdonare dai figli li riempiono di soldi e di regali. Non sono autoritari, ma permissivi.

E cosi' questi minori ascoltano moltissima musica, fanno sport in palestra, comprano abiti rigorosamente firmati, moto e cellulari di lusso, play station, mp4, navigatore satellitare, smart phone. Studiano pochissimo e recepiscono moltissimo i messaggi che arrivano dalla TV spazzatura e da internet dove sono a contatto con chiunque.
La famiglia dovrebbe pensare di piu' alla loro formazione morale che oggi lascia molto a desiderare senza delegare sempre ad altre agenzie educative, come la scuola o comunita' ecclesiale.

Per quanto riguarda la scuola l' insegnante oggi rimane a scuola solo se e' pagato, non un minuto di piu'. Si occupa molto di progetti retribuiti ma la trasmissione dei valori rimane un po' in secondo piano cosi come la trasmissione della cultura tranne poche lodevoli eccezioni.
La Chiesa soffre per la carenza di sacerdoti e gli oratori che un tempo erano dei luoghi bellissimi per la socializzazione, per i viaggi fuori citta', per le partite a pallone, ora sono semivuoti. Non c' e' neanche il cineforum della domenica. Tanto ci sono i film pornografici su internet che suppliscono a questa carenza… E poi ci meravigliamo del sesso, delle violenze degli stupri e delle violenze del branco contro altri coetanei.
Ma qualcuno di voi, per caso, ha visionato questi siti web da dove i nostri minori attingono ispirazione per le loro imprese audaci e folli spesso eseguite dal branco, riprese con video cellulare, e poi diffuse con mms ad amici e conoscenti?
Benedetto XVI invita quindi i giovani a non seguire i molti che “credendosi degli dei, pensano di non aver bisogno di radici nè di fondamenti che non siano essi stessi”: la verità  non è un'idea, un'ideologia o uno slogan ma una Persona, il Cristo.

Alberto Giannino

(*) Presidente Ass. culturale docenti cattolici (Adc)

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