Bassa marea eccezionale a Venezia, colpa del mancato escavo dei rii per molti

ultimo aggiornamento: 28/12/2015 ore 20:54

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Bassa marea eccezionale a Venezia, colpa del mancato escavo dei rii per molti

Venezia soffre per la bassa marea.
Vaporetti e mezzi di soccorso in difficoltà anche in Canal Grande, con barconi ‘incagliati’ nel fango e rii isolati.
Questa la situazione a causa di una bassa marea eccezionale che sta mettendo in crisi in questi giorni la navigabilità di Venezia ed espone le ferite di palazzi e case.

I canali asciutti e il riaffioro dei fanghi con l’acqua bassa che tocca i meno 50-70 sotto il medio mare mettono a nudo fondamenta segnate dal tempo, gradoni in equilibrio precario, mattoni sfaldati.
E’ l’altra faccia della medaglia del rapporto tra Venezia e il mare: se per quasi tutto l’anno i problemi sono provocati dalla marea eccessiva – 7 le maree superiori ai 110 cm tra gennaio e febbraio di quest’anno – l’alta pressione ora regala siccità e acqua al di sotto delle medie come raramente avviene.


Imputato principale di questo nuovo fenomeno, per molti veneziani, è il mancato scavo dei rii che da un decennio viene impedito dai tagli alla Legge Speciale con i suoi fondi deviati al Mose, il grande sistema di dighe mobili che combatterà in ogni caso l’alta marea ma che nulla potrà fare per l’acqua bassa.

All’ufficio maree del Comune di Venezia spiegano che in questo periodo le basse sono frequenti “ma così è troppo – dicono – si ripetono di frequente facendo registrare un piccolo record”.

Eppure storicamente il fenomeno non è nuovo. Nell’Ottocento le basse erano fenomeni frequenti ma la conformazione della laguna ben diversa da quella odierna.
I grandi canali non erano stati scavati, l’interramento nemmeno pensato e la suzione di acqua dal sottosuolo per le fabbriche di Marghera non era partita, per non parlare dell’erosione dovuta soprattutto al moto ondoso.


Per Venezia una situazione anomala destinata a perdurare almeno per altri giorni e che si spera possa attenuarsi verso Capodanno. Anche se l’Arpav tuttavia indica per un’altra settimana una percentuale di precipitazioni attorno allo zero.

Redazione
27/12/2015

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