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giovedì 02 Dicembre 2021

Aumenti variante Delta: Cina vaccina bambini dai tre anni in su

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La Cina vaccina i bambini dai 3 anni in su.
Dopo aver sospeso (il giorno stesso) la maratona di Wuhan e subito dopo quella maratona di Pechino, la Cina è preoccupata a tre mesi dalle Olimpiadi invernali.
Per questo inizia a somministrare il vaccino contro il Covid ai bambini dai tre anni in su, puntando ad aumentare l’attuale quota del 76% di popolazione a cui è stato finora somministrato il ciclo completo delle due dosi.

Lo scopo dichiarato è quello di aumentare le difese di fronte a una nuova e insidiosa ondata di contagi legati alla variante Delta.
Nonostante i casi siano soltanto 170 dal 17 ottobre, giorno della positività accertata in un gruppo di turisti che da Shanghai ha volato fino a Xi’an e poi nel Gansu e nella Mongolia Interna, le autorità di Pechino hanno rafforzato le misure per seguire la politica della ‘tolleranza zero’ nei confronti del Covid.

L’intenzione è quella di spegnere quanto prima i focolai, a maggiore ragione quando mancano poco più di 100 giorni all’inizio delle Olimpiadi invernali di Pechino 2022.

I governi locali di varie città e di almeno cinque province hanno emesso nei giorni scorsi gli avvisi sull’avvio graduale dei piani vaccinali anche per i bambini di 3-11 anni, dopo che in estate le autorità sanitarie nazionali hanno certificato la sicurezza dei sieri made in China.

Mentre in alcune parti del Paese, come la stessa Pechino, sono state accelerate le operazioni per inoculare la terza dose.

Dopo quella di Wuhan, intanto, anche la maratona di Pechino del 31 ottobre, dove erano attesi circa 30.000 partecipanti, è stata rinviata fino a nuovo avviso “al fine di prevenire il rischio di diffusione dell’epidemia e di proteggere efficacemente la salute e la sicurezza della maggior parte dei corridori, del personale e dei residenti”.
L’annuncio, avvenuto quando la capitale è tornata sotto la cappa del peggior smog da maggio (le particelle sottili di Pm2.5 sono balzate a a 200) a causa dell’uso massiccio del carbone contro la crisi energetica, è stato seguito da misure d’emergenza di contenimento.

Le autorità locali, infatti, hanno esortato i residenti a non lasciare la città se non necessario, permettendo l’ingresso nella capitale a quanti provengano da regioni senza nuove infezioni, ha spiegato in conferenza stampa Xu Hejian, portavoce del governo municipale.
E, allo stesso tempo, devono essere in possesso del ‘codice sanitario verde (‘jiankang bao’) da mostrare in aeroporto, nelle stazioni ferroviarie e di autobus.
Siti turistici, parchi e teatri possono accettare presenze ridotte al 75% rispetto ai livelli precedenti.

Pechino, che ha contato 5 casi di contagio negli ultimi giorni, ha una comunità residenziale ad alto rischio e una di livello medio.
La Commissione sanitaria nazionale, inoltre, ha riferito, nei suoi aggiornamenti quotidiani, che ieri sono state rilevate altre 35 infezioni a trasmissione domestica: 19 sono relativi alla Mongolia Interna, quattro ciascuno nel Guizhou e nel Gansu, due a Pechino, Hebei, Hunan e Shaanxi.

Anche la maratona di Wuhan, la città dove il coronavirus è stato identificato per la prima volta a fine 2019, avrebbe dovuto tenersi ieri con 26.000 partecipanti, ma è stata cancellata con un breve preavviso sui timori del Covid.

Alcune città, come Lanzhou, il capoluogo del Gansu, e parti della Mongolia Interna hanno sospeso i servizi di autobus e taxi e chiuso i siti turistici, malgrado siano fonti vitali per le economie locali.

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