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Esplode un cassonetto, 25 feriti. Trovato un secondo ordigno: New York sotto attaccao

A New York torna la paura. Il terrorismo aveva programmato di colpirla proprio al cuore e stavolta poteva essere davvero una strage, se non fosse stato per un ordigno difettoso. Un tubo-bomba ‘fai da te’ indossato da un aspirante kamikaze, esploso mentre l’uomo attraversava il sottopasso che unisce il terminal dei bus di Port Authority alla stazione della metro di Times Square.

Quel luogo nell’ora di punta è forse il posto più affollato di tutta New York, un flusso frenetico di pendolari in entrambe le direzioni, il cuore pulsante della Grande Mela. E che alla fine ci siano stati solo quattro feriti lievi è davvero un miracolo.

“Ho agito per vendetta”, sarebbero state le prime parole dell’attentatore, che parlando con gli investigatori che lo interrogano in ospedale avrebbe motivato il suo gesto citando le azioni di Israele contro la popolazione di Gaza. Legandolo quindi al controverso annuncio del presidente americano Donald Trump su Gerusalemme capitale.

Le sue condizioni non sono gravi, ha solo ferite lievi e bruciature al torace e sulle mani. Si chiama Akayed Ullah, ha 27 anni e vive a Brooklyn. Originario del Bangladesh, da sette anni risiede negli Usa, dove ha fatto l’autista di taxi a noleggio prima di trovare lavoro presso un’azienda elettrica. E’ proprio nei locali di questa impresa che – probabilmente ispirandosi all’Isis – avrebbe assemblato l’ordigno artigianale che poi si è legato attorno al corpo con nastro adesivo e fascette. Ma qualcosa è andato storto, visto che il dispositivo è esploso
prima del tempo e per fortuna solo parzialmente.

Erano le 7,20 del mattino, nel pieno della rush hour, e dopo pochi minuti Ullah si sarebbe trovato alla stazione della metropolitana di Times Square, uno degli snodi principali della
città.

Anche se non è ancora chiaro quale fosse il vero obiettivo, e se Ullah avesse l’intenzione di salire a bordo di una carrozza della metro. Le immagini riprese da una telecamera di sorveglianza lo mostrano mentre avanza tra la folla: poi un’improvvisa fiammata e il boato, seguiti dal fuggi fuggi generale delle persone terrorizzate. Una corsa disperata in una fitta nuvola di fumo bianco. Si vede quindi l’uomo, vestito con una giacca scura e dei pantaloni da lavoro, a terra ferito.

Immediati sono scattati i soccorsi e sono entrati in azione polizia e agenti dell’antiterrorismo. All’inizio si è temuto ci fossero complici o altri ordigni. Così sia la stazione dei bus di Port Authority che i treni delle principali linee della metro che passano per Times Square sono stati evacuati.

Akayed Ullah, l’immigrato bengalese responsabile dell’esplosione, ha detto agli investigatori di aver scelto proprio quel terminal per la presenza di poster a tema natalizio, ricordando gli attacchi in Europa contro i mercatini di Natale. E di aver innescato la bomba come vendetta ai bombardamenti aerei Usa su obiettivi Isis in Siria e altrove. Lo scrive il Nyt citando fonti investigative.

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