Ater e case del Comune: arrivate le lettere con i nuovi affitti

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Ater e case del Comune: arrivate le lettere con i nuovi affitti

Terminata la fase della raccolta dei dati, allineati i programmi informatici e ottenuto il benestare dalla Regione, le Ater del Veneto iniziano dal mese di luglio ad applicare, per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, i canoni di locazione calcolati secondo il nuovo meccanismo previsto dalla Legge regionale n. 39/2017.

Gli enti rimandano fin d’ora agli articoli 27 e 36 della Legge per il dettaglio degli indirizzi e dei criteri ispiratori, come si rimanda all’articolo 7 del relativo Regolamento di attuazione della Legge per il dettaglio dei passaggi, degli indicatori, dei parametri che conducono alla determinazione del canone per ciascun inquilino assegnatario. Sia la Legge sia il Regolamento sono disponibili nel sito internet aziendale www.atervenezia.it.

Merita però tracciare un quadro riassuntivo che aiuti a comprendere principi ispiratori, strumenti e metodologia utilizzati per il nuovo calcolo del canone, e altre informazioni utili agli assegnatari.

La Regione Veneto dichiara di aver elaborato il canone graduandolo in base alla situazione economica della famiglia, secondo i principi di equità e sopportabilità. Si va da un minimo di 40 euro a un massimo, per i redditi più alti, del valore di mercato (secondo la banca dati Omi, Osservatorio del mercato mobiliare dell’Agenzia delle entrate).

(Alle Ater vanno assicurate le entrate necessarie alla gestione e manutenzione degli alloggi. Per questo il canone minimo di 40 euro deve essere corrisposto indipendentemente dal reddito dell’assegnatario).

Qualora il minimo da pagare risulti non sostenibile dal nucleo familiare, il Comune può certificare il caso come meritevole di tutela sociale e farsi carico della differenza anche ricorrendo al fondo di solidarietà.

Variabili previste per il calcolo del canone.

La Regione del Veneto ha elaborato i dati di ciascun inquilino e di ciascun alloggio attraverso un apposito programma informatico, in modo da applicare le variabili e le combinazioni previste nel dettaglio dal Regolamento per calcolare il canone.

Ne ricordiamo: l’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente, anche nelle tipologie Ise e Isr, rapportate all’erp) che rappresenta la situazione economica della famiglia correlata alla composizione del nucleo; l’equocanone, che rappresenta il valore dell’alloggio e viene moltiplicato per un coefficiente variabile in funzione della situazione economica della famiglia; la tabella Istat dei consumi delle famiglie, che sintetizza il valore dei consumi per territorio e categorie, al fine di considerare la minore capacità di spesa delle famiglie in difficoltà; la banca dati Omi (Osservatorio del mercato mobiliare dell’Agenzia delle entrate) per valutare la congruità del canone erp rispetto al valore di mercato (si confronta con l’equocanone).

Questi elementi sono stati considerati e rapportati nei modi e con i meccanismi previsti dal Regolamento, con particolare attenzione al canone sopportabile, cioè alla capacità massima della famiglia a pagare un affitto, a prescindere dal valore dell’alloggio.


Il prospetto di calcolo del nuovo canone.

Le variabili indicate sono riportate nel prospetto di calcolo del canone inviato a ciascun assegnatario.

Nel primo riquadro (‘Costo unitario’) si trovano i dati catastali dell’alloggio, la superficie convenzionale e gli altri indici che portano al determinare il costo unitario dell’alloggio, in base alla legge sull’equo canone (L. 392/1978).

Nel secondo riquadro (‘Equo canone’) vi sono i valori e i parametri che conducono a formare l’equo canone mensile relativo all’alloggio.

Nel terzo riquadro (‘Isee-erp’) si analizzano e elaborano i dati reddituali, patrimoniali e familiari relativi agli abitanti dell’alloggio. Sulla base di quanto dichiarato dall’assegnatario, l’Inps ha calcolato l’Isee che, attraverso altri parametri, ha generato l’Isee-erp. Vi sono inoltre indicazioni, dedotte dalle tabelle Istat, sulla spesa media della famiglia, per diverse situazioni, in modo da poter stimare la spesa minima di cui la famiglia deve disporre per vivere.

Nel quarto riquadro (‘Equo canone personalizzato’) vengono rapportati i valori dell’equo canone e quelli dell’Isee-erp per giungere a un valore percentuale che consente di graduare il canone di locazione. Si considerano i valori Isee-erp e le percentuali riportate nelle tabelle previste dagli articoli del Regolamento per determinare il canone. Un calcolo matematico fa aumentare in modo preciso, all’interno dei limiti delle tabelle, la percentuale da applicare all’equo canone in rapporto all’Isee-erp di ciascun assegnatario. Si ottiene così l’equo canone personalizzato.

L’ultimo riquadro (‘Canone di locazione’) mette insieme tulle la variabili precedenti e le opzioni previste dalla legge. Alla fine di un complesso procedimento di calcolo, reso possibile dai moderni sistemi informatici, si ottiene il canone di locazione di ciascun assegnatario, che gli uffici della Regione hanno comunicato alle Ater e che viene applicato dal mese di luglio.

Al canone si applica l’Iva.

Un’altra novità è l’applicazione dell’Iva al canone di locazione, con aliquota del 10 per cento, (secondo l’opzione consentita dal DPR 633/72, art. 10 c.1 n.8). Si uniformano così le condizioni contrattuali di tutti gli inquilini e di tutte le Ater del Veneto. Applicando l’Iva non sarà necessario rinnovare ogni anno la registrazione del contratto, con costo diviso a metà tra Ater e inquilino. Basterà una sola registrazione per l’intero periodo di cinque anni.

Durata del contratto di locazione.

Con la Legge regionale 39/2017 sull’edilizia residenziale pubblica cambiano anche i contratti di locazione, che non saranno più a tempo indeterminato ma avranno la durata di cinque anni, rinnovabile solo se permangono i requisiti per l’assegnazione e non vi sono cause che determinino annullamento o decadenza.

Verifica dei requisiti.

Nei giorni scorsi gli inquilini hanno ricevuto una lettera raccomandata con cui l’Ater comunicava:

· la automatica modifica della durata del contratto, che da tempo indeterminato passa a cinque anni, rinnovabili (prima scadenza: 30 giugno 2024);

· Il prospetto del calcolo del nuovo canone;

· l’esito della verifica dei requisiti per il mantenimento dell’assegnazione (principalmente l’aver presentato l’Isee e il non avere diritti di proprietà o usufrutto su altri alloggi);

· l’eventuale presenza di morosità superiore a quattro mensilità e per spese condominiali, al 30 aprile 2019 (salvo errori o omissioni o variazioni in corso).

Requisiti non conformi alla nuova legge.

Può capitare che il nucleo familiare non abbia presentato l’Isee, o l’Isee risulti con un valore superiore ai 20mila euro previsti dalla legge, o manchi di altri requisiti, o vi siano morosità o altri motivi di decadenza, o vi siano errori o omissioni. In tal caso sono previste ulteriori verifiche e controlli, e la legge concede 24 mesi per mettersi in regola.

E’ stato istituito presso la Regione Veneto un tavolo tecnico di confronto per verificare aspetti di criticità e formulare proposte migliorative.

Riproduzione Riservata.

 

4 persone hanno commentato questa notizia

  1. Pensavo che con tutti questi cervelli che abbiamo almeno una legge giusta fosse fatta . Me ne sono dimenticato sono andati tutti all’estero…
    prima come si vede alcuni pagavano poco…ma adesso pagare l’afitto in base anche ai pochi risparmi GIÀ TASSATI DOVE DEPOSITATI…UN VERO E PROPRIO FURTO..in più le case sono abbandonate ..
    se chiami l’ater per ripare il tetto , grondaie o il capotto che si sta rompendo i tempi sono biblici.
    Da far presente che l’inquilini non possono intervenire in questi lavori per regolameto ater.
    Da dire che non è stato calcolato il mensile per l’amministratore a me costa 63€ per non fare quasi nulla , riscaldamento e luce le paghiamo noi.
    Il condomino ater ha solo doveri e basta . Se ti serve un aiuto rispondono è il comune che ti ha messo li, vai allora in comune dicono ma paghi l’affitto all’ater…??? Solo geni !!!!

  2. Ma signori di cosa vi meravigliate se mio marito, invalido, quando è andato in pensione ha dovuto restituire un anno di invalidità all’INPS perché con la liquidazione ha superato l’importo (che è di circa 15/16€ annui) per avere la mensilità di invalidità?
    Ve ne saltate fuori quando “capita a voi”, quando siete toccati personalmente ma questo succede da sempre a tutti i cristiani poveri.
    Se le lagnanze fossero universali contro le cose che non sono giuste e non ad hoc forse si potrebbe sistemare qualcosa.
    Auguri.

  3. E quando vai in pensione grazie alla liquidazione per quanto possa essere bassa devi lasciare l’ appartamento.
    Unica soluzione spendere anche quei pochi risparmi e non fare la formichina, basta pensare alla propria vecchiaia, non conviene!

  4. gli aspetti di criticità sono anche quelli che l’intero patrimonio pubblico è composto da case vetuste, dove sia il Comune di Venezia e l’Ater non hanno mai provveduto a quello che era di competenza per la manutenzione, tubi in piombo per l’acqua ed impianti elettrici non a norma, infissi, tanto per citare esempi. Non tiene conto oltretuto delle migliorie che ha sostenuto l’inquilino, insomma la legge cotta e mangiata e proprio vantaggio. Riuscirarano i veneti che passano i 20mila euro a trovare un alloggio ed a vivere, sostenendo in tutto le spese di una Sanità negata? E’ giusto che un lavoratore dipendente che ha già dichiarato e che ha pagato il canone d’ffitto al lordo della sua retribuzione, debba pagare DUE VOLTE i sudati risparmi che provengono dal SUO STIPENDIO?

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