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Andrea Bassi replica al sindaco di Bussolengo relativamente alla riduzione delle Ulss veronesi da tre a una

“Boscaini come sempre dice una cosa e, solo una settimana dopo, annuncia l’esatto contrario: ormai ci siamo abituati e non ci stupiamo nemmeno più”.

Non si fa attendere la replica del consigliere regionale tosiano Andrea Bassi alle recenti affermazioni e proposte del sindaco di Bussolengo, relativamente alla riduzione delle Ulss veronesi da tre a una (con eliminazione della Ulss 22 di Bussolengo) e alla revisione dell’offerta sanitaria presso l’ospedale Orlandi.

“Ricordo quando lo scorso anno il primo cittadino si presentò, assieme alla presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 22, Gabriella Manzato, in audizione presso la Commissione Regionale Sanità per contestare la proposta di creazione dell’Ulss unica provinciale. E ricordo pure quando, successivamente, – aggiunge Bassi – nell’ottobre 2015, la Conferenza stessa approvò un duro documento in cui metteva nero su bianco questo parere negativo”.‎ Recentemente Bassi, per scongiurare questo rischio, ha proposto di costituire una seconda Ulss nella provincia di Verona per l’area gardesana. “Boscaini prima si è dichiarata d’accordo (come riportato da L’Arena del 22 luglio) affermando che la mia idea era ottima – ricorda il tosiano – e solo una settimana dopo, nel Consiglio Comunale di Bussolengo (giovedì 28 luglio), ha bocciato la mozione che ‎sosteneva questa proposta. Definirla una bandiera ormai è quasi riduttivo!”

E ancora sul tema dell’ospedale di Bussolengo: “Falso sostenere da parte di Boscaini che la riduzione dell’Orlandi sia frutto di mie scelte nella precedente legislatura (2010-2015). La decisione di costituire il “polo a due gambe” Bussolengo-Villafranca risale alle legislature antecedenti, quando venne stabilito che al momento della riattivazione del nosocomio villafranchese sarebbero stati spostati al suo interno alcuni reparti presenti a Bussolengo e sarebbe stato chiuso l’ospedale di Isola della Scala. La scheda approvata nel 2013 ne è stata la conseguenza e, comunque, prevede che a Bussolengo restino 106 posti letto di cui 91 per acuti (una serie di reparti tra i quali Cardiologia, Gastroenterologia, Geriatria, Medicina, Nefrologia, Neurologia, Pneumologia, Psichiatria e Chirurgia in Week-Surgery, nonché il mantenimento del Pronto Soccorso, del Centro Trasfusionale, del Laboratorio Analisi e l’attivazione del Centro Dialisi Assistita H24, che sarà l’unico all’interno dell’Ulss 22) e 15 riabilitativi per lungodegenti. La mia azione è stata dunque dedicata a difendere quel che si poteva difendere ed era l’unico modo possibile per mantenere all’Orlandi la qualifica di presidio ospedaliero”.‎ “In ogni caso – aggiunge Bassi – non accetto lezioni da chi, come il sindaco Boscaini, nelle ultime settimane ha proposto di trasformare l’Orlandi in un ospedale turistico sul modello Jesolo (che ha solo 25 posti di Medicina, 45 posti adibiti a vari tipi di riabilitazione ed un piccolo Pronto Soccorso‎). Con questa scellerata proposta il numero dei posti letto passerebbe da 106 a 70, (quelli per acuti si ridurrebbero da 91 a 25) e i reparti da una decina a due: questo sì che è il modo migliore per affossare definitivamente il nosocomio bussolenghese. Tant’è che anche il neo Comitato per la Salvaguardia dell’Orlandi ha duramente criticato la proposta annunciando un’assemblea pubblica e azioni di protesta”.

“D’altronde – prosegue Bassi – da chi ha vinto le elezioni comunali 2013 distribuendo un volantino falso contro l’avversario e promettendo che avrebbe salvato l’ospedale, aggiungendo in pompa magna il 22 giugno 2013 “Siamo pronti ad incatenarci per difendere l’Orlandi”, non ci si poteva aspettare molto di diverso. Naturalmente Boscaini all’Orlandi non si è mai incatenata, però nei prossimi giorni le regalerò una catena perché se, come sospetto, fra una settimana cambierà nuovamente idea, almeno le fornirò il materiale per passare immediatamente dalle parole ai fatti”.

Bassi conclude con una riflessione finale. “Di questo passo Paola Boscaini sarà ricordata come il sindaco che decretò la chiusura dell’Orlandi e nel contempo perse la sede dell’Ulss a Bussolengo, senza nemmeno combattere: un fallimento totale ed inappellabile”‎.

03/08/2016

 
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