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lunedì 20 Settembre 2021

Actv, accuse e baruffe che arrivano a livello politico

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Actv: accuse tra le parti ma anche litigi a bordo in una situazione tesa in modo bidirezionale. La cronaca di sabato 5 giugno, secondo il sindacato, pare un bollettino di guerra: cinque i dipendenti che si sono rivolti ai medici del pronto soccorso.
E poi, fuori dai referti, ci sono i litigi, le urla, le persone arrabbiate che malediscono perché restano a terra.
Decine di segnalazioni con i poveri carabinieri (che avrebbero ben altre cose da fare) chiamati spesso in tal pontile, da tal vaporetto.
Oggi la capienza dei mezzi dovrebbe tornare all’80%, così quanti accusano i conducenti di usare il metro arbitrario del 50% dei posti per bloccare corse o far scendere persone non dovrebbero più lamentarsi di questo specifico aspetto.
Gli animi, intanto, non si saranno però rasserenati dopo la dichiarazione di Actv di voler fare una verifica sui certificati medici di malattia, e dopo quella del sindaco Brugnaro che ha accusato apertamente i dipendenti di aver sabotato un ferry boat per non farlo viaggiare.
Lo “sciopero bianco” (l’applicazione rigida dei limiti di velocità che farebbe saltare gli orari programmati) non ha portato a risultati apprezzabili nella lotta contro i tagli di stipendio dell’accordo integrativo, così il braccio di ferro si sarebbe elevato al livello superiore con ulteriore inasprimento tra le parti. E la strategia del personale viaggiante di far passare il messaggio ai viaggiatori che “La colpa di tutti i problemi è dell’azienda…” per cui occorre che gli utenti vadano a protestare dai dirigenti non sta avendo più di tanto successo tra il pubblico.
Ieri, sabato, 58mila presenze turistiche a Venezia si sono sommate a residenti e pendolari, con circa 10mila anime a movimentare Lido. Alla gente interessa arrivare dove deve andare, si è capito.
La situazione è quella descritta e le rispettive posizioni sono sul piede di guerra anche nei rispettivi tavoli.


“Mentre con l’avanzare della stagione estiva cominciano a riversarsi in città numeri sempre maggiori di turisti, AVM, con il placet dell’amministrazione comunale, si guarda bene dal potenziare adeguatamente il servizio, approfittando anzi dell’occasione per tagliare le corse di rinforzo previste per le fasce orarie frequentate dagli studenti. Con un certo humor nero, AVM dichiara addirittura che alla cancellazione della linea 15 Puntasabbioni – San Zaccaria corrisponderebbe un potenziamento della linea 14 (che copre la stessa tratta con una fermata in più e un tempo di percorrenza superiore di 5 minuti)… Peccato solo che le corse di linea 15 fossero aggiuntive, e non sostitutive, rispetto alla 14 e che le corse di quest’ultima non siano state intensificate nei corrispondenti orari.
La grande trovata di AVM e giunta Brugnaro, poi, è quella di chiedere di portare la capienza dei mezzi all’80% allentano le disposizioni anti-Covid. Insomma, la soluzione al problema sarebbe aumentare i rischi di contagio anziché trovare un modo di potenziare il servizio.
Tutto ciò va a sommarsi allo sciopero bianco dei lavoratori, in lotta da mesi contro l’aggressione aziendale, approvata dalla giunta, che mira a consolidare i bilanci scaricando ogni problema sulle spalle dei lavoratori (con tagli di centinaia di euro in busta paga e pesanti aggravi delle condizioni di lavoro) e, secondariamente, della cittadinanza tutta attraverso la riduzione dei servizi.
Il sindaco Brugnaro (a capo di una giunta che dal 2015 utilizza AVM come un bancomat prelevando quasi 10 milioni l’anno per tenere in piedi il bilancio del Comune) è arrivato a dichiarare che l’avaria al ferry boat durante lo sciopero dello scorso 1 giugno sarebbe stata causata da un sabotaggio.
Tornando a parlare di appalti, ne sono stati concessi recentemente a ditte private per corse di rinforzo in occasione del salone nautico e anche qui non si capisce perché quelle risorse non potessero essere destinate ad AVM. Forse perché si sarebbe persa l’ennesima occasione di ingrassare qualche imprenditore amico? Ai posteri l’ardua sentenza…
Il nostro auspicio invece non può che essere che i dipendenti di AVM proseguano la loro lotta con determinazione crescente (se necessario anche con lo sciopero ad oltranza a salvaguardia della sicurezza propria e dei passeggeri) e che tutti i lavoratori di Venezia diano loro il proprio sostegno.
Rivendichiamo per AVM il commissariamento operaio: l’azienda deve essere posta sotto il controllo dei lavoratori. E’ questa l’unica via per far piazza pulita della mala gestione che da troppo tempo si trascina. E’ questa l’unica via per tutelare salari e diritti e per difendere la qualità del servizio pubblico.
Partita Comunista dei Lavoratori (Sezione di Venezia)”

“TRASPORTI NEL CAOS: la responsabilità è solo del Sindaco e della sua giunta !
Oggi il Sindaco attacca i dipendenti invece di prendersi le responsabilità del fallimento della sua gestione del trasporto pubblico locale.
È vergognoso, inaccettabile e irresponsabile incrementare le tensioni con il personale dei trasporti, soprattutto in questo momento dove le aggressioni, anche fisiche, ai dipendenti sono all’ordine del giorno.
Ai dipendenti va la nostra massima solidarietà.
Bisogna ricordare al Sindaco – dichiara la capogruppo Sambo – che la responsabilità per la pessima gestione del trasporto pubblico locale di questi è solo politica e imputabile solo alle scelte della sua giunta che ha deciso in questi mesi di tagliare le corse e di non potenziarle durante le riaperture.
Solo per fare un esempio della incapacità di questa amministrazione – dichiara il consigliere Alessandro Baglioni – Dal domenica 6 giugno le corse per il Lido verranno addirittura ridotte, infatti viene sospesa la linea 10.
Per che le innumerevoli richieste di discutere delle problematiche del trasporto pubblico sono cadute nel vuoto, il Gruppo PD hanno presentato l’istanza per l’autoconvocazione del consiglio comunale con ordine del giorno “problematiche del trasporto pubblico locale e disservizi”
La maggioranza si è rifiutata per mesi di convocare commissioni e consigli sul tema, nonostante le molte interrogazioni e mozioni che abbiamo presentato sul tema che non hanno ottenuto alcuna risposta.
Riteniamo che i gravi problemi di questi giorni vadano affrontati subito, perché la situazione di disagi, disservizi e mezzi che sforano la capienza prevista dalla legge non può andare ancora avanti.
Alessandro Baglioni Consigliere comunale PD, Monica Sambo Capogruppo”

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“Abbiamo 20 dipendenti Actv precettati per assicurare i trasporti fino al Salone Nautico. Un servizio di cui non possono usufruire i residenti perché riservato a chi ha il biglietto del Salone Nautico.
Dunque la situazione è: Linea 3 e Navetta salone nautico sabato: il servizio pubblico per residenti, pendolari e turisti affidato a società privata, mentre un servizio di tipo privato (riservato ai possessori di biglietto del Salone Nautico) fatto con i dipendenti Actv e grava sui conti pubblici con tanto di terminal dedicato e servizio accoglienza (3 persone al terminal C di piazzale Roma) e viaggia praticamente vuoto. “Il mondo alla rovescia”, si può dire?
Tutti i gruppi di minoranza hanno convocato il consiglio comunale per affrontare le problematiche ed i disservizi del trasporto pubblico locale.
Non prendeteci in giro, abbiamo capito qual è il gioco, ne parleremo in Consiglio Comunale autoconvocato.
Marco Gasparinetti, Gruppo 25 Aprile Venezia”


“L’azienda stigmatizza gli episodi di aggressione ai dipendenti avvenuti in questi giorni ed esprime massima solidarietà nei confronti di chi sta svolgendo il proprio lavoro con disciplina in questo clima difficile.
Appare evidente che deve essere compiuto ogni sforzo per rasserenare gli animi e un invito su questo va rivolto alle sigle sindacali perché con responsabilità ritornino ad un clima di dialogo e confronto.
L’azienda ha tutte le unità in acqua e sta ricorrendo anche ai subaffidamenti per recuperare il limite imposto dal 50%”
ha dichiarato l’azienda ieri.

(foto da archivio)

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  1. E il caro sindaco, ora unico proprietario della Venezia spiagge, cosa fa per i suoi clienti ? nulla,la spiaggia è un letamaio la prevenzione Covid inesistente ed i mezzi per arrivare al Lido sono sempre meno , bisognerebbe andare in spiaggia alle 5 del mattino per viaggiare umanamente.

  2. Tutto questo mi fa sorridere di un sorriso profondamente amaro che sconfina nella rabbia. Il problema della gestione degli esagerati flussi turistici in città non è mai stato risolto. Nemmeno in epoca pre pandemia. Ora noi residenti assistiamo nuovamente inermi, e dunque subiamo, la medesima inettitudine da parte di chi da sempre dovrebbe occuparsene. La verità? Non c’è alcuna volontà di impedire o almeno gestire l’assedio alla città. Il sistema non vuole cambiare nulla. Pecunia non olet.

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